Alfa Romeo Montreal: rinascita in chiave italiana

L’Alfa Romeo Montreal, esempio di personalità italiana e sono solo, compie 50 anni. Potremmo parlarvi di lei raccontandovi le sue origini e il mondo di cui ha fatto parte, ma stavolta abbiamo in mente qualcosa di diverso. Grazie a Mauro infatti, un amico di Piedi Pesanti oggi siamo in grado di volare con la fantasia. Se ciò è possibile lo dobbiamo proprio a Mauro che con grande passione e dedizione ci presenta una Alfa Romeo Montreal in chiave moderna. Non lo nego. Come tutti gli appassionati del marchio sono in attesa della tanto pubblicizzata coupé, eppure niente al momento stimola interesse e fantasia come questo interessantissimo rendering.

Alfa Romeo Montreal
Rendering di Mauro Conte

La mitica Alfa Romeo Montreal è rimasta nel cuore di ogni alfista. Una muscle car italiana con innate doti da spietata seduttrice. Tuttora è molto desiderata, e in molti si chiedono come mai ancora non sia arrivata tra noi una sua nipotina. Non voglio illudervi con la farsa di un ipotetico progetto made in FCA. La realtà qui è ben diversa, ed è frutto del genio di Mauro Conte, studente in ingegneria del veicolo. Mauro ha pensato che per i suoi 50 anni fosse giusto omaggiare l’Alfa Romeo Montreal con una rivisitazione in chiave moderna. Ed eccola allora su Piedi Pesanti in tutto il suo splendore.

Alfa Romeo Montreal
Rendering Mauro Conte

Basta un primo e anche distratto sguardo per cogliere tutto il DNA della sua antenata. Il taglio da muscle car in chiave europea rimane identico a quello della versione del 1970, con le tipiche accortezze moderne. Un cofano lungo, piatto e di grande impatto ricorda vagamente nelle forme quello della 8C, e termina con un frontale basso e cattivo come deve essere quello di un’Alfa Romeo Montreal. Lo scudetto fa da padrone e dei listelli cromati uniscono in modo molto delicato i fari a led dall’inconfondibile firma alfista.

Alfa Romeo Montreal
Rendering Mauro Conte

Il tutto viene enfatizzato dalla presa d’aria inferiore che accoglie due luci di posizione che impreziosiscono il frontale. Tutto molto sobrio, ma di grande impatto soprattutto pensando alle ritrovate linee del passato. Non manca inoltre il classico spoiler anteriore ma di questo parleremo dopo. Le linee aggressive del frontale rimangono una prerogativa anche della vista laterale. 5 prese d’aria si estendono dal montante posteriore fino alla parte alta della portiera. Quest’ultima presa d’aria abbraccia e accoglie la maniglia per l’apertura della portiera stessa. Un dettaglio da non sottovalutare data la sua bellezza ed esclusività.

Alfa Romeo Montreal
Rendering Mauro Conte

Un marchio distintivo che farà girare la testa a molti. Già la immagino su un lungomare con i colori autunnali che si riflettono su questo fantastico dettaglio. Ma le sorprese non finiscono qui. Il passaruota anteriore accoglie altre due “feritoie” d’areazione, una delle due ha una mitica forma triangolare, tanto suggestiva quanto innovativa. Si avete capito bene. Il celebre poligono che racchiude il quadrifoglio assume un significato e una posizione completamente nuova. Un altro dettaglio da aggiungere alla lunga lista che potrebbe fare di questo rendering dell’Alfa Romeo Montreal qualcosa di davvero desiderabile.

Alfa Romeo Montreal
Rendering Mauro Conte

Spostiamoci però al posteriore perché ancora c’è tanto da dire. Mauro ci avvisa che questa parte della vettura potrebbe incontrare delle evoluzioni future. Sta infatti valutando alcune modiche concrete all’aerodinamica che potrebbero tradursi un una coda ancor più tronca di quella attuale. Ciò farebbe ancor di più da forte richiamo al passato, intensificando quel sapore di restomod che tanto amiamo. Due scarichi centrali attirano subito l’attenzione con la loro elegante prepotenza. Fanno sostanzialmente da involontario divisorio tra la parte alta e bassa del posteriore. Mi spiego meglio.

Alfa Romeo Montreal
Rendering Mauro Conte

Nello zona che definisco superiore troviamo un accenno di spoiler sul quale è posizionato il led dello stop, e due gruppi ottici. Questi, seppur meno stravaganti rispetto al resto della vettura, si rivelano sfacciatamente classici e piacevoli. Discreti ma al posto giusto nel momento giusto. Sotto i gruppi ottici una mezzaluna cromata collega le due “porzioni” del posteriore. Mezzaluna interrotta solo dalla carrozzeria e poi ripresa fino alla zona centrale dove per l’appunto sono collocati gli scarichi. Il tutto simula quasi un romantico abbraccio al logo Alfa Romeo, anch’esso rivisto con quel tocco di retrò che non dispiace mai.

Rendering Mauro Conte

Nella zona inferiore troviamo un imponente estrattore con relative prese d’aria laterali. Mauro ci confessa che l’idea è quella di rendere la GT il più affilata possibile anche sul lato estetico. Era dunque fondamentale introdurre qualcosa in grado di spezzare le linee finora viste su questa Alfa Romeo Montreal. L’estrattore ci riesce alla perfezione e prende spunto dal brutale classicismo tipico di GT quali la Aston Martin DBS. Potremmo finirla qui con la descrizione estetica, ma ci sono ancora un paio di dettagli dei quali vorrei parlarvi.

Rendering Mauro Conte

Sull’Alfa Romeo Montreal di Mauro infatti catturano l’attenzione le prese d’aria sul cofano. In particolare quella centrale, che seppur maggiorata per far respirare il motore è identica nella forma a quella della Montreal degli anni 70. Bellissimi anche gli specchietti retrovisori che ricordando vagamente quelli della F430 sembrano quasi sospesi. Cosa dire poi del tappo del carburante. Potrebbe senza ombra di dubbio essere un componente ricavato dal pieno posizionato nella zona posteriore poco sopra il passaruota. A dir poco stupendo. Completa questo eccezionale pacchetto estetico il tetto, apparentemente in fibra di carbonio per limare qualche kg sulla bilancia.

Rendering Mauro Conte

Ma il buon Mauro dopo aver disegnato la sua creatura si è anche cimentato nell’immaginarla marciante e operativa. Cosa non da poco. Ecco allora qualche caratteristica. 2,7 metri di passo dovrebbero garantire alla vettura grande fluidità e stabilità nonostante la potenza a disposizione. Il motore, parte integrante dell’Alfa Romeo Montreal di Mauro si trova dietro le ruote anteriori, spostato verso la zona centrale del veicolo. Ciò comporta un abitacolo arretrato e in una conformazione di soli due posti proprio per ottimizzare al meglio il bilanciamento dei pesi. Nella parte bassa del frontale troviamo lo splitter di cui vi ho parlato prima. Questa soluzione sarà in tutto e per tutto simile a quella di Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Parliamo quindi di uno splitter attivo, capace di modificare l’aerodinamica della vettura in base alle esigenze.

Alfa Romeo Montreal
Rendering Mauro Conte

Ma veniamo al punto forte. Mauro sotto il cofano immagina un bel V8. E quale unità migliore se non quella prodotta da Maserati negli scorsi anni? Trattasi dell’iconico V8 4.7 in una versione da circa 500 cv ai quali andrebbero a sommarsi quelli dell’unità elettrica plug-in. Questa soluzione hybrid sarebbe infatti fondamentale in termini omologativi. Il solo motore termico emetterebbe infatti troppa CO2 e addio sogni di gloria. Manco a dirlo trazione solo posteriore e un peso contenuto ma neanche troppo. L’idea infatti è quella di una GT di classe ad alte prestazioni ma senza strafare. Non è nelle intenzioni del suo creatore mettere al mondo una straccia record. Piuttosto una sportiva capace di vedersela alla pari con la concorrenza più agguerrita ma mettendo al primo posto il classico piacere di guida by Alfa Romeo.

Rendering Mauro Conte

Non sarà dunque una supercar esasperata, fortunatamente, ma qualcosa di più umano e piacevole nonostante i tanti cavalli a disposizione. Ma la vera novità è alla voce cambio. L’idea è infatti quella di equipaggiare questa Alfa Romeo Montreal con un cambio automatico dotato di una specifica e particolare funzione manuale. Ricordate la Toyota Gr HV sport Concept del 2017? Ecco, questa soluzione oltre al noto funzionamento automatico con paddle al volante è dotato di una classica leva del cambio. La tipica leva ad H che all’occorrenza può essere usata al posto del classico automatismo. Un manuale sarebbe sicuramente ben visto dagli appassionati, e allo stesso tempo questa fusione farebbe sorridere anche i più esigenti.  Certo non è una soluzione semplice, ma mai dire mai.

Rendering Mauro Conte

Il godimento sarebbe immenso. A dire il vero una soluzione simile era già stata presa in esame con l’Alfa Romeo 156. Il sistema poi abbandonato era però dotato di sole 4 marce. Mauro già immagina l’unità definitiva posizionata nello splendido abitacolo della sua Alfa Romeo Montreal. Parliamo di una griglia in alluminio tipicamente italiana ma anche di paddle ricavati dal pieno come succede con Giulia e Stelvio. Una soluzione sicuramente coraggiosa data l’apparente difficolta nel produrre un cambio simile, ma è anche una provocazione agli attuali costruttori nella speranza che propongano qualcosa di simile sul mercato.

Rendering Mauro Conte

Inoltre la presenza di un automatico di questo tipo permetterebbe anche la presenza degli ormai irrinunciabili Adas. A dire il vero, fosse per me, farei di questa Alfa Romeo Montreal una vettura da puristi. Ma Mauro fortunatamente è più lucido e razionale. Ha infatti capito che le esigenze della clientela rappresentano il fulcro di un progetto simile. Ecco allora che gli Adas spesso salvavita diventano fondamentali sulla sua vettura. Siamo giunti alle conclusioni. La vettura che ci presenta Mauro è bellissima. Un colpo al cuore se pensiamo alle similitudini con la sua antenata. Non sarebbe male un giorno vederla su strada ed è ciò che ci auguriamo per noi appassionati ma anche per Mauro che tanto si è impegnato in questo progetto immenso e di alta precisione.

Rendering Mauro Conte

Ci sentiamo in dovere di spendere due parole sulla gentilezza del “papà” di questa creatura. Si è fidato di noi, della nostra “penna” per presentare al mondo l’orgoglioso risultato di tanto lavoro. Inutile dire che per renderla perfetta c’è ancora molto da fare, ma il senso non è questo.  Speriamo nel nostro piccolo che tutto ciò porti a Mauro la fortuna e l’attenzione che si merita. A soli 28 anni è riuscito in un compito molto difficile. Come benzina ha usato la passione per i motori e il risultato si vede.

Rendering Mauro Conte

Grazie ancora Mauro, augurandoti che sia il primo di una lunga serie di progetti ti rinnoviamo i nostri auguri e l’invito a incontrarti quanto prima per parlare face to face delle tue creazioni. Se però nel frattempo volete saperne di più vi lasciamo i contatti di Mauro, compreso il suo profilo IG dove potrete osservare la sua Alfa Romeo Montreal e approfondire l’argomento.

https://www.instagram.com/maurob302/?hl=it

 

 

 

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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