Audi Q5 2020: è giusto definirla anti Stelvio?

La nuova Audi Q5 2020 viene accostata e paragonata alla Alfa Romeo Stelvio. In molti articoli e comunicati ho letto di confronti più o meno sensati e anche le testate più importanti e attendibili non hanno resistito a questa tentazione. Ci accodiamo, o meglio “sentenziamo” con quel pizzico di motivato fastidio dicendo che un paragone tra Audi Q5 e Alfa Romeo Stelvio è davvero insensato. È un faccia a faccia tra Italia e Germania che vede opporsi auto della stessa categoria ma con una filosofia completamente diversa.

L’italiana firmata Alfa Romeo non sa rinunciare al carattere che ogni auto con la A maiuscola dovrebbe possedere. Pecca però nell’assenza di sistemi scenografici e moderni come una fetta di pubblico richiederebbe. Non dispone di tale tecnologia non per pigrizia o arroganza, ma perché di fatto non può permettersi una tale livello di utili o inutili (decidete un po voi) sofisticazioni digitali. La tedesca invece porta sulla calandra il logo dei quattro anelli e una dose di sensori, schermi, LED, da far impallidire il Millenium Falcon. È mirata al confort, alla tecnologia, alle linee elaborate e all’armonia totale che cozza con la sfacciata aggressività dell’Italiana.

L’Audi Q5 fa delle mode il suo punto forte

A prima vista però tutto risulta molto chiaro. Guardare l’Audi trasmette una sensazione di “premium” che l’italiana non sa trasmettere. Questo pacchetto di accessori così completo e questo look ormai “decennale” fanno della Audi Q5 quella esteticamente più desiderabile. Calandra e dettagli si vestono di un nero lucido che attira l’attenzione dei più modaioli. Collaborano a questo gioco di contrasti i fari a led anteriori che per l’occasione sono leggermente assottigliati e con un DNA simile a quello già visto sulle nuove Q3. Il colpo d’occhio insomma è quello tipico delle Audi moderne. Un richiamo all’ordine e alla compostezza senza però dimenticare che a trascinare le vendite ci pensano sempre e solo le mode.

Le stesse mode tanto care ai fan di questo brand, che spingono il marchio stesso a continui rinnovamenti stilistici e tecnologici in nome di una corsa totale all’automazione. Proseguendo con la vista laterale non mancano delle minigonne molto pronunciate che sembrano cresciute, nelle dimensioni, proprio come le prese d’aria anteriori. Questo “ingrandimento” ha due conseguenze. Una positiva che conferisce alla Audi Q5 quell’aspetto da gattona in attacco, assettata e bassa come una hatchback sportiva, e una negativa che riduce di fatto ogni velleità “fuoristradistica”. Difficile infatti pensare che una soglia così ridotta possa prestarsi a qualcosa di più che un parcheggio sul marciapiede (già molto basso) del supermarket.

Basta poco per migliore un’auto che in passato era già così completa

Dietro il look costruito negli anni non viene stravolto ma si rinforza con un estrattore completamente nuovo e i gruppi ottici OLED che faranno contenti “gli smanettoni”. Scegliendo questa soluzione sarà infatti possibile configurare un paio di “disposizioni luminose”. Il classico messaggio di benvenuto con il led che pian piano si “accende” può ora essere configurato seguendo degli standard dettati e definiti dalla casa madre. Un tocco di personalizzazione che temo non passerà inosservato. Se l’intento è quello di distinguersi però, ben venga, anche se temo che la popolarità del marchio e del modello stoni un po con la voglia di evadere dalla omologazione “generale”.

Audi Q5

Gli interni sono incontestabili. Il solito tripudio di qualità e rigore tedesco. Stona un po qualche parte lucida ma nel complesso penso sia inattaccabile. Penso che a livello qualitativo sia anche superiore alla Audi A4 che abbiamo provato qualche mese fa (clicca qui per video e articolo). I materiali morbidi dovrebbero farla da padroni, e il minimalismo estetico trasmette un gradevole senso di pulizia e precisione. Impossibile accusare a questa Audi Q5 l’assenza di optional. Come sapete non sono solito dilungarmi a questa voce, ma nel caso specifico non posso fare altrimenti.

Audi Q5

MIB3, difficile essere più completi di così.

Il nuovo sistema infotainment MIB3 è quanto di più evoluto possa proporre oggi un’auto di questo segmento. 10.3 pollici colmi di funzioni, compatibilità e comodità. Non manca il classico Audi Virtual Cockpit che con 12.3 pollici di grandezza racchiude una miriade di informazioni e un’infinità di personalizzazioni anche legate ai Drive Mode. Non mancano i sistemi di ultima generazione come Alexa di Amazon e l’evoluzione dell’Audi Connect che permette a ogni utente di caricare i dati della propria Audi Q5 sullo smartphone. Sarà così possibile gestire a distanza alcune funzioni e verificare in tempo reale lo stato della vettura  e i dati che la riguardano.

Audi Q5

 

Senza dilungarci troppo è difficile trovare una funzione che le manca, anche considerando la lista optional pressoché infinita. Al momento sotto al cofano si parla di un solo motore, diesel e di ultima generazione. Denominato 40TDI si tratta in realtà dell’evoluzione del classico 2.0 diesel made in VW con basamento in alluminio e sistema Mild Hybrid capace di 204cv. Questa “declinazione” ibrida permette di contenere i consumi ma anche le emissioni, godendo di qualche vantaggio durante l’uso urbano. Non manca infatti il nuovo sistema di start and stop che “iberna” il 2.0 TDI in fase di decelerazione già a 22 km/h. Consumi dichiarati molto vicini ai 20 km/l, il che stupisce e non poco. Prestazioni interessanti, con uno scatto fino a 100km/h coperto in soli 7,6 secondi, e una velocità massima di 222 km/h.

Nessuna informazione di sostanza per quanto riguarda la meccanica. Almeno nel nostro modo di intenderla. Non manca il classico S tronic a 7 rapporti e la trazione integrale, ma saprà dire la sua e divertire tra le curve? I più attenti gradiranno l’arrivo in futuro di versioni più performanti. Non mancheranno i V6 TDI diesel, due 2.0 turbobenzina simili a quelli che equipaggiano la sorella Macan, una versione Plug-in-Hybrid e una performante RS Q5 che manco a dirlo  vuol dare filo da torcere alla Stelvio Quadrifoglio.

Audi Q5

Concludendo penso che questa nuova Audi Q5 abbia tutte le carte in regola per chi ambisce a una vettura simile. Un look “classico” ma inconfondibile, interni curati e tecnologici, e motori abbastanza performanti. Si dico abbastanza perché ho sempre la sensazione parlando di Audi e nel caso specifico di Audi Q5 di avere tra le mani degli interceptor autostradali goffi nel dominare le tratte tortuose. Ed è proprio qui che torna in campo la Alfa Romeo Stelvio. Il piccolo restyling del 2020 non l’ha certamente resa una competitor tecnologica della Audi Q5 eppure aggiunge ciò che mancava. Risolve delle criticità che gli amanti della guida non hanno notato, ma che i più attenti anche alla tecnologia hanno accusato fin dall’inizio. E in fondo i detrattori hanno avuto ragione.

Interni Alfa Romeo Stelvio

La Stelvio non è un’auto da appassionati, ma non è nemmeno un suv nel modo classico in cui li intendiamo. Provando la versione precedente di Q5 ho sempre avuto la sensazione che alla guida fosse poco comunicativa e piacevole. Al padre di famiglia tutto ciò non interessa affatto. Cerca un’auto comoda, veloce, ben rifinita, e alla moda. Cosa che la Stelvio è solo marginalmente. Chi però cerca un suv nel senso sportivo del termine, e magari lo cerca non per moda ma per esigenza/compromesso ecco allora che troverà nell’italiana ciò che alla tedesca al momento manca. Il carattere, lo stile. L’auto perfetta per accontentare una moglie, desiderosa di “altezza e sicurezza” , e un marito che può pennellare le curve come se fosse a bordo di una berlina rialzata.

Audi Q5

Detto questo non confronterei mai queste due vetture, come non confronterei mai la Stelvio con i suv che siamo abituati a conoscere. È un progetto così particolare e così di “nicchia” che gioca una partita a se. E non è detto che questo sia un complimento, tant’è che la risposta di mercato è sempre timida rispetto alla concorrenza. Tuttavia scegliendolo potreste accontentarvi di uno 0-100 in soli 6,6 secondi che per una vettura del genere è un dato di tutto rispetto.

Audi Q5

Sappiate inoltre che per mettervi in garage la nuova Audi Q5 sono necessari  almeno 48.700 euro per questa versione d’attacco. Stelvio non fa tanto meglio, anzi; una versione ben accessoriata non scende nuova sotto i 55 mila euro considerando optional e allestimento. Dunque a voi la scelta, ma non dimenticate le VOSTRE priorità, non quelle che le mode vogliono imporvi.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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