BMW M5 facelift. La BMW, come la vogliamo.

Difficile essere appassionati di auto e rimanere indifferenti alle berline bavaresi. BMW è da sempre un riferimento assoluto nelle berline sportive e se le concorrenti più di nicchia come Alfa Romeo e Jaguar negli ultimi quattro o cinque lustri hanno peccato di volubilità, a Monaco da buoni tedeschi, hanno mantenuto la linea con costanza regalandoci decenni di piacevoli conferme; almeno fino agli ultimi tempi.

Tra doppio rene diventato ormai un po’ ipertrofico, linee forse eccessivamente ammorbidite e trazioni che sono passate “dal lato sbagliato” BMW ha messo recentemente a dura prova il cuore di noi appassionati facendo vacillare un po’ di quella granitica certezza che riponevamo fedeli in quelle tre lettere magiche.

 

 

Oggi però qualcosa ci viene restituito con la presentazione del facelift della BMW M5 Competition.

Un frontale “cazzuto” da bavarese di razza rinforzato dai nuovi paraurti, dal doppio rene le cui proporzioni rimangono nei canoni del magico rettangolo aureo di Monaco e i proiettori – full led (ma apparentemente senza lavafari e quindi per legge meno potenti degli omologhi “CON”) ed a richiesta LASER –  con la firma luminosa a “doppia L”, squadrata e mascolina che rendono il muso della berlina aggressivo ed imponente, esattamente come i frontali delle BMW dovrebbero essere.

BMW M5 competition riceve anche un nuovo assetto di 7mm più basso e leggermente più rigido, estrattore nero, spoiler nero e scarichi con valvole per poter scegliere la colonna sonora del proprio viaggio che difficilmente sarà scomodo o noioso.

 

 

Gli interni rimangono – fortunatamente – piuttosto tradizionali con lo schermo dell’infotainment da 12.3 pollici (10.2 sulla versione “base”) che domina la scena senza essere invasivo e “plasticoso” come su alcune concorrenti.

Il volante, piuttosto voluminoso, è in linea con la nuova filosofia progettuale dei bavaresi che (purtroppo nda) ha portato al progressivo abbandono del bellissimo volante sportivo a tre razze di precedente generazione.

Lo sterzo rimane ancorato alla filosofia BMW della bella guida con l’ottimo rapporto di 14.3:1

Il motore, invariato, rimane il V8 4.4 biturbo 625CV (sulla competition) capace di lanciare la berlina da 0 a 100 km/h in 3.3 secondi fino ad un massimo di 250 km/h (autolimitati), innalzabili  fino a 305 km/h con il “driver’s package”. La trazione? Integrale come vuole il mercato a questi livelli ma a prevalenza posteriore. È una BMW!

 

 

Una “vera BMW”, questa M5 competition, che ci rallegra e ci fa ancora sognare. Una berlina “cazzuta” come una purosangue di Monaco deve essere, con la trazione al posto giusto ed un V8 biturbo monumentale; la ricetta perfetta per farci innamorare ancora di lei e mantenere viva la passione per i motori per ancora tanto tempo.

Luca Santarelli

Sono Luca, Piede Pesante degli anni ’80. Da bambino volevo fare il ferroviere, il "guidatore" o il pilota di F14. Mi piace tutto quello che ha un motore e fa rumore (anche le bici però) tanto che, di usare cose a motore rumorose, alla fine ne ho fatto una professione. Mi piace anche viaggiare e fare le foto, sono qua anche per questo. Non mi piacciono il sottosterzo, gli scarichi finti e soprattutto quando arrivi al Bar per fare colazione e sono finiti i cornetti! Benvenuti su Piedi Pesanti.

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