Iso Rivolta GTZ: un ritorno al passato firmato Zagato

Se dicessi che la Zagato Iso Rivolta GTZ nasce per omaggiare la Iso Rivolta A3/C molti, perplessi, cercherebbero su google l’argomento del giorno. Inutile girarci intorno, pochi ai giorni nostri ricordano il marchio italiano nato poco prima degli anni 50. Ancor meno sono coloro in grado di nominare anche solo un modello, e si contano sulle dita di una mano gli estimatori capaci di raccontare la storia di un marchio tanto importante quanto dimenticato. Oggi però qualcuno ha deciso di dare una spolverata al passato nella speranza di riportare alla luce quella passione, ormai quasi assopita, del nostro triste stivale.

Iso Rivolta GTZ

Zagato fa sapere che da Ottobre 2020 partiranno le consegne della Iso Rivolta GTZ, una filante coupé ispirata alla indimenticata Iso Rivolta A3/C. Per chi non conoscesse questo modello, stiamo parlando di una filante coupé degli anni 60 derivata dalla più famosa Grifo. Era infatti necessaria una vettura ad alte prestazioni e dalle linee sportive per confrontarsi ad armi “pari” con la Ferrari 250 GTO. Non di meno la A3/C avrebbe dovuto dire la sua a Le Mans, quindi un progetto di prim’ordine era una assoluta necessità. Si partì dunque dalla Grifo che venne “snellita” e in parte ridisegnata per andare incontro alle nuove esigenze.

Iso Rivolta AC/3
Iso Rivolta AC/3 impegnata durante una ricorrenza storica

Con la Iso Rivolta GTZ vengono rievocati miti ormai tristemente dimenticati

Il progetto Grifo nasce tra l’altro dalle mani di due mostri sacri dell’automobilismo italiano e internazionale: Giotto Bizzarrini e Bertone, già attiva da anni nel campo del design automobilistico. Torniamo al presente. La Zagato Iso Rivolta GTZ vuole raccogliere l’eredità stilistica della A3/C proiettandola in un epoca in cui le auto tendono a omologarsi. La Iso Rivolta GTZ invece si distingue e per farlo sceglie il passato come fonte di ispirazione. Non siamo nuovi a soluzioni del genere, ecco perché pensiamo che questa possa essere un’ottima soluzione. Linee filanti e molto morbide sono solo il contorno di un carattere sportivo ma allo stesso tempo di enorme eleganza.

Iso Rivolta Grifo
Iso Rivolta Grifo: il capolavoro di Bizzarrini e Bertone

I gruppi ottici circolari, sia all’anteriore che al posteriore, ben si sposano con questa morbidezza e conferiscono alla vettura quel profumo vintage senza tempo. Guardandola non si provano particolari emozioni, non si percepisce una chissà quale innovazione, eppure è come se avesse come data di scadenza un infinito. L’infinito che si da a chi sa conquistarsi un posto nel mondo delle auto senza sembrare mai vecchia, volgare o fuori luogo. So che il paragone potrebbe sembrare improprio e forse eccessivo, ma la immagino un po come una Miura in salsa 2020.

Iso Rivolta GTZ

Vintage nell’aspetto, moderna nelle intenzioni: elegante e sportiva come poche

I più attenti guardando la Iso Rivolta GTZ avranno anche notato l’assenza delle classiche maniglie apri porta. Ciò rafforza ulteriormente il concetto di pulizia che lodavo precedentemente. Sportive ma non volgari le numerose prese d’aria che, posizionate un po ovunque, giocano un ruolo chiave sia nel raffreddamento che nell’aerodinamica. Se la parola chiave è tradizione non può assolutamente mancare un motore V8 made in USA. Analogamente alla prima versione anche questa Iso Rivolta GTZ verrà spinta da un possente V8 Chevrolet sovralimentato di derivazione Corvette C7 Z06.

Poco o nulla si sa attualmente per gli interni ma non aspettiamoci stravaganze. Questa marcata voglia di passato ci riserverà però delle chicche, magari in stile vintage ma con “intenzioni” decisamente moderne. Insomma potremmo parlare dell’ennesimo tentativo visto ultimamente di tornare al passato, eppure sono quasi certo che l’esclusività del prodotto mirerà dritto al cuore degli appassionati più nostalgici. Nessuna informazione sui prezzi. I soli 19 esemplari lasciano pensare a qualcosa di molto preoccupante. Presto ne sapremo di più ma nel frattempo vi lascio alle foto/rendering di questa splendida Iso Rivolta GTZ.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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