ID.3 Station Wagon: la GT tedesca che stupisce

La ID.3 Station Wagon si farà. Questo è quanto fanno sapere dalla Germania i giornalisti vicini a Volkswagen. Il marchio tedesco in barba alle ultime difficoltà non vuole assolutamente rinunciare a una potenziale punta di diamante. Le vendite delle station wagon si mantengono stabili e seppur inferiore a quelle dei crossover/suv superano nettamente le berline nel senso classico di intenderle. È d’obbligo prima di partire ricordarvi che VW negli ultimi mesi sta avendo qualche problema.

La ID.3 come scrivevamo qui ha ancora qualche problema software, la produzione non procede nel modo desiderato, e la Golf stupisce per la quantità di malfunzionamenti rilevati a tal punto da sospenderne produzione e vendita. Vi invito prima di proseguire a dare un’occhiata a questi articoli linkati perché è un modo veloce per farsi un’idea di ciò che sta succedendo. Ora possiamo tornare alla ID.3 Station Wagon che in realtà potrebbe chiamarsi Space Vizzion almeno nella sua versione concept. Gli analisti giurano che VW è pronta a lanciarla sul mercato già nel 2021. Si tratterebbe infatti di una Gran Turismo familiare basata sulla classica piattaforma MEB già presente su altre vetture elettriche del gruppo.

ID.3 Station Wagon

 

La ID.3 Station Wagon arriverà dopo le sorelle

Nello specifico la ID.3 Station Wagon seguirà in termini cronologici ID.3 classica e ID.4 ovvero il crossover annunciato qualche giorno fa (ne parliamo qui). La ID.3 Station Wagon ha intenzione di conquistare tutti gli automobilisti che hanno esigenze di spazio, classe e performance ma che per forza di cose ignorano le sue sorelle di cui abbiamo parlato prima. Questa insolita linea “molto sportiva” quasi da coupé con la coda, non è nelle corde del marchio tedesco eppure le prime foto stupiscono e intrigano anche chi è lontano da questo concetto di automobile. La parola d’ordine sarà comunque efficienza, che manco a dirlo va a braccetto con aerodinamica. Le intenzioni dei tecnici di Wolfsburg è quella di mantenere il CX molto basso nell’ordine dei 0,24.

ID.3 Station Wagon

Tutto ciò è possibile proprio perché trattandosi di una vettura elettrica non è necessario pensare a un impianto di raffreddamento molto elaborato o ingombrante. Molte “prese d’aria” sono infatti chiuse o hanno un’angolazione specifica che consente alla ID.3 Station Wagon di mantenere un cx molto basso. Osservando l’auto sono numerose le chicche tecnologiche e stilistiche presenti. Ecco osservatele pensando che siano tutte delle “strategie” per rendere questa elettrica estremamente aerodinamica. Il cofano ha la mascherina volutamente “staccata” dal resto della vettura e la parte superiore (colorata in nero) gioca un ruolo chiave in questa causa.

posteriore Volkswagen

Stesso discorso dicasi per i gruppi ottici che “restringendosi” vanno a occupare la porzione a loro dedicata incastonandosi perfettamente e soprattutto senza creare ostruzioni al flusso d’aria. Anche le maniglie a scomparsa non sono solo una dimostrazione di “ricercatezza” ma una funzione attiva nel far fluire il più possibile l’auto nell’aria. Discorso analogo anche al posteriore di questa ID.3 Station Wagon che con un estrattore particolare e uno spoiler pronunciato cerca in ogni modo di fendere e deviare l’aria che incontra. Tutto ciò rende l’insieme armonioso, sportivo e ricercato senza far perdere la classica sensazione di serietà che le auto tedesche trasmettono.

Tutto lavora in funzione dell’aerodinamica

ID.3 Station Wagon

Questa GT in chiave familiare è lunga poco meno di 5 metri, vien da se che gli spazi interni ed esterni debbano essere abbastanza “studiati” per dissimulare questa importanti dimensioni. Per allontanarsi da quel negato senso di esclusività della sua sorella berlina questa ID.3 Station Wagon ha solo quattro posti su altrettanti sedili singoli e ben profilati. Una soluzione per rendere tutto molto particolare e di grande impatto scenico. D’altronde gli interni allo stato attuale sono molto “concept” e anche un’occhio poco attendo saprà cogliere dettagli e piccolezze che saranno purtroppo assenti sulla versione di serie. Non mancherà però il classico e completissimo pacchetto tecnologico che si spera possa in questo caso esser più affidabile di quello attuale. Non mancheranno di certo ADAS e aiuti alla guida che sarà fluida e sicura come sulle sorelle più piccole.

ID.3 Station Wagon

La ID.3 Station Wagon sarà una vera GT?

Ogni GT o station wagon che si rispetti merita un’autonomia da prima della classe. Ed è qui che parzialmente casca l’asino. Vi spiego perché. VW comunica che la ID.3 Station Wagon sarà disponibile in almeno due configurazioni. La prima vede un motore sull’asse posteriore capace di 275 cv, la seconda, in allestimento 4Motion aggiunge un secondo motore anteriore. La potenza sale in questo caso a 340cv, e le batterie da circa 82 kwh spingono la ID.3 Station Wagon da 0-100 in circa 5,4 secondi. La versione a due ruote motrici ha un’autonomia dichiarata di 590 km. Poco meno di 600 che fanno di questa Station wagon una rivale di Tesla e compagnia bella ma non una GT nel senso classico d’intenderla.

Interni station elettrica VW

Il dato significativo riguarda però la velocità che viene limitata a 175 km/h. Non siamo nuovi a notizie simili. Volvo ha annunciato il blocco a 180km/h e ne abbiamo parlato qui qualche giorno fa. 600 km di autonomia sono comunque un dato che fa riflettere e che amplia la rosa di potenziali clienti per questa ID.3 Station Wagon. In effetti a molti tale chilometraggio può “andar bene” perché non hanno l’esigenza quotidiana (ma anche in vacanza) di percorrere molta distanza. Detto questo non nego un certo interesse verso questa vettura.

Esposizione Volkswagen

 

Da sempre lontano al mondo Volkswagen penso che questa volta la ID.3 Station Wagon sia davvero una vettura intelligente e ben riuscita. Stupisce e intriga per la linea di rottura rispetto ai modelli della casa tedesca e per un carattere che solitamente a Wolfsburg non mostrano volentieri. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi, sperando che la concept non sia molto lontana dalla vettura di serie. E voi tra le numerose ID quale scegliereste?

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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