Golf 8: un bagno di lacrime e non solo..

Pochi giorni fa vi avevamo parlato di alcune vicende che riguardano molto da vicino la Golf 8. A quanto pare la situazione non sembra volgere al meglio. Dalla Germania infatti arrivano delle notizie che faranno infuriare i possessori di quest’ultima versione di Golf. Prima di parlarvene però è fondamentale fare un piccolo passo indietro. Prima del lancio della Golf 8 Volkswagen aveva accusato qualche problema elettronico legato ai sofisticati sistemi digitali che equipaggiano le vetture. Ufficialmente non si sa nello specifico quale problema abbia causato questo iniziale ritardo, ma se anche i tedeschi hanno preferito rimandare un motivo ci sarà.

Golf 8

Noie elettriche per Golf 8 ID.3 e non solo

Poche settimane fa invece è toccato alla ID.3 che a quanto pare riempie i piazzali europei senza prospettive di vendita a breve tempo. Anche per la prima full electric del marchio di Wolfsburg i problemi riguardano un software inadeguato che crea malfunzionamenti nei sistemi di bordo. Oggi si ferma momentaneamente anche la Golf 8. A causa della bassa richiesta le linee di montaggio erano già state fermate, ma a queste si aggiunge un blocco anche per le auto in consegna o pronte nei piazzali.

Si riduce tutto a un software prematuro?

La Golf 8 ha delle criticità software che ne impediscono il corretto funzionamento e ciò potrebbe influire moltissimo sull’esperienza d’uso. Non è una novità infatti che VW con questo modello abbia puntato alla digitalizzazione totale, ed ecco allora che un malfunzionamento dei sistemi diventa un problema di portata quasi gigantesca.

Golf 8

Piccola riflessione/polemica che spero sappia trasmettere a voi lettori ciò che vorrei esprimere. I marchi tedeschi negli ultimi anni fanno proprio leva su questa digitalizzazione totale. Virtual cockpit, schermi sempre più grandi e aiuti alla guida sono solo alcune delle “stregonerie” che mi vengono in mente. Tuttavia questo pacchetto degno di una navicella spaziale il più delle volte sembra non funzionare o essere incompleto.

Gli stessi possessori lamentano delle inefficienze tali da rendere l’esperienza d’uso molto inferiore rispetto alle aspettative. Penso allora che forse questa corsa alla digitalizzazione di massa sia un passo più lungo della gamba. Procedere per gradi non avrebbe avuto l’eco pubblicitario ottenuto facendo le cose con tale velocità ma se non altro avrebbe reso il pacchetto finale più stabile. Se a ciò uniamo le insoddisfazioni per un crollo della qualità generale ecco allora che la Golf 8 potrebbe rivelarsi un fiasco totale.

Insuccesso in vista? Non penso proprio

Anzi no, avrà comunque successo perché il fondo rimane l’auto più apprezzata in Europa o sbaglio? Battute a parte VW non sembra molto preoccupata. Senza dubbio deve lavorare sodo per risolvere i numerosi problemi nei quali stanno incappando le sue vetture. Confido, come detto altrove, nella caparbietà tedesca, anche se recentemente queste soluzioni stanno evidenziando una certa incapacità nel saper ottimizzare al meglio i software. D’altronde meccanica ed elettronica non sono mai andate troppo d’accordo e l’estremizzazione di uno dei due concetti porta a questi risultati. Mi chiedo dunque se in questa fase sarà maggiore il danno d’immagine per VW o il danno economico e morale per i clienti.

Clienti già troppo spesso “ingannati” e spremuti da una mentalità affarista che in tempi non sospetti ha portato al Dieselgate. Ogni mio articolo  può sembrare una dichiarazione di guerra ai marchi tedeschi ma non è così. Spero in ogni mia “riga” di sensibilizzare chi, magari incerto, sta per scegliere la sua prossima vettura. Spero in ogni mio articolo di aprire gli occhi a chi da troppo tempo finge cecità totale. Detto ciò, Volkswagen è già al lavoro per sistemare i problemi della Golf 8. A quanto pare un aggiornamento software è ciò che serve per ottimizzare tutto il sistema rendendolo finalmente funzionante ed efficiente.

VW ID.4

Tale aggiornamento riguarderà anche le auto già in mano ai clienti che quindi non dovranno disperarsi nel tentativo di “sistemare” la loro Golf 8 tra chiamate all’assistenza e non solo. Staremo a vedere. Con la stessa vena polemica di cui prima ricordo che qualche anno fa promisero una risoluzione definitiva anche alla questione delle emissioni, ma molti sono i clienti che hanno privatamente risolto il problema. E sono ancor di più quelli che in attesa di una chiamata hanno preferito vendere la loro VW, troppo spesso fidandosi nuovamente di chi li aveva traditi.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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