Ducati Multistrada 950S: non chiamatela crossover

Parto col dirvi che la Ducati Multistrada 950S non è affatto una rinuncia. Lo so, sulle prime la mia affermazione può sembrare follia eppure ce la metterò tutta per convincervi del contrario. In troppi forum o commenti ho letto che la Multistrada 950S altro non è che la scelta di chi non può permettersi la versione 1260. E’ il suv di chi non può permettersi una sportiva. Niente di più sbagliato, anzi. È vero, la 1260 ha dalla sua molti cavalli in più e una verve decisamente diversa ma ciò non significa che sia lei la scelta perfetta per ogni utente.

È innegabile che la Multistrada 950S sia la più equilibrata nonché quella che anche un neofita può acquistare invogliato dalla sua bellezza e dalla sua eccezionale guidabilità. La prima volta che sono salito sulla tuttofare di Borgo Panigale ero certo che avrei sofferto la lontananza dalla mia Supersport 939. Mi sbagliavo. Le due rosse infatti condividono il motore, parte della ciclistica e una buona dose di carattere.

Supersport Ducati
Ducati Supersport 939

La SS è meno raffinata e dolce della Ducati Multistrada 950S che a sua volta è meno brutale e più fluida. La versione Euro4 provata sempre qui da BrunoMoto (Ducati Bergamo) qualche mese fa mi aveva stupito, ma ora è giunto il momento di conoscere questa rinnovata versione Euro 5 in questa stupenda colorazione GPWhite. Sono le 9 di una quasi fredda mattina di metà Ottobre. Mi dirigo a Paladina da Bruno Moto dove ad aspettarmi trovo la bellissima Multistrada 950S che vedete nelle foto e nel video.

Ducati Multistrada 950S

Scambio quattro chiacchiere con il buon Matteo, ormai mio personale riferimento qui alla Ducati, e poi salto in sella. Non sono abituato a moto così alte, e sulle prime patisco le fasi di salita e discesa. Niente di così grave, in una mezza giornata vi abituerete e vi verrà naturale procedere con determinati movimenti. In sella le cose cambiano. Mi sento subito a mio agio. Busto eretto, braccia distese il giusto e perfetta angolatura delle ginocchia mi consentono in men che non si dica di sentirmi un tutt’uno con questa Ducati Multistrada 950S.

Ducati Multistrada 950S

In urban la Ducati Multistrada 950S è comoda e sicura

Rispetto alla Supersport il senso di comodità è nettamente superiore, e non devo spostarmi troppo sulla sella per trovare la posizione a me congeniale. Chiavi in tasca (è tutto keyless), premo il tasto di sblocco e successivamente quello di accensione. Per ogni Ducati il sound gioca un ruolo fondamentale, anche per la Multistrada 950S è così. Il bicilindrico si risveglia dal letargo ma si sente che è leggermente intorpidito. Eh già, la cura “ambientalista” non ha giovato alla timbrica emessa al risveglio, tuttavia il carattere c’è, è solo un po smorzato. Il solito parallelismo con la Supersport vede quest’ultima decisamente più rumorosa ma vi spiegherò nel video e anche in corso d’opera che non è necessariamente un bene. Decido di partire in Urban: voglio fare amicizia con questa Multi e attendere che “gli strumenti” vadano in temperatura. A loro in realtà basta molto poco, a me un pò di più.

Ducati Multistrada 950S

Ho ancora il tipico intorpidimento mattutino e non trovo il tepore che vorrei. Penso allora di lasciarmi coccolare e con la pressione di un tasto attivo le manopole riscaldate che ben coadiuvate dall’azione dei paramani proteggono e riscaldano fino a fare apprezzare cose che mai prima d’ora avevo valutato. Questo primo tratto ci vede impegnati nel traffico. Terreno ostico a qualsiasi Ducati, ma la Multistrada 950S sa stregarmi. Frizione (idraulica) leggera, cambio preciso e mappatura della centralina docile e fluida come poche.

Ducati Multistrada 950S
Foto del traliccio Ducati e della nuova livrea GP White

Strappa poco, trema meno, e canta il giusto. So bene che la mappa Urban è consigliata soprattutto in condizioni di meteo avverse, eppure in questa “tratta” cittadina ho gradito moltissimo la rotondità e la morbidezza di questa moto. In Ducati danno il merito al nuovo catalizzatore (Euro 5) che abbassa i toni ma aumenta il confort e la fluidità di marcia. Se lo scotto da pagare per avere confort è il latrato all’accensione ben venga, anche perché questa “duchessa” poi urla davvero, ma ne parleremo dopo.

Ducati Multistrada 950S

Nel traffico dei tanti semafori che si susseguono ho gradito anche l’ottimo raffreddamento a liquido. Mai ho avuto la sensazione di andare a fuoco, sarà per il freddo di queste giornate ma devo ammettere che svolge bene il suo lavoro. Non perdo tempo sulla dotazione di sicurezza che salva la vita quando si tratta di frenare sul bagnato. Immaginate un semaforo improvvisamente rosso sul bagnato. Bene, niente più scivolate e anteriori persi per strada.

Ducati Multistrada 950S

Tanta elettronica è oggi sinonimo di sicurezza e raffinatezza

L’ ABS by Bosch interviene puntuale senza mettere in apprensione guidatore e passeggero. E le sue chicche non finiscono qui. Passo nel Riding Mode Touring, potenza piena ma erogazione intermedia per non mettere troppa voglia di correre a chi guida. Un’ostacolo in curva spaventa meno del previsto perché ci pensa l’ABS Cornering a tenere in piedi la moto. L’anteriore infatti viene frenato senza dargli la possibilità di bloccarsi e questo evita spesso spiacevoli inconvenienti: a buon intenditor poche parole.

Ducati Multistrada 950S

Comoda e puntuale anche la frenata combinata. Anteriore e posteriore grazie all’elettronica dialogano al fine di garantire sempre la massima efficacia. Sicurezza dunque, ma anche prestazioni perché già in Touring il gattone, prima sonnecchiante, si risveglia. Certo, è ancora un pò rilassato e assonnato per cui tira zampate sempre ad artigli retratti. Per intenderci va forte, molto, ma lo fa con discrezione consapevole che l’intento è quello di macinare km e non supersportive da bar. Le raffinatissime sospensioni DSS (Ducati Skyhook Suspension evo) tengono a bada gli spostamenti di carico e le asperità del terreno, difficile avvertire reazioni brusche o sgradite. Sembra granitica e morbida allo stesso tempo. Infonde fiducia e anche con il passeggero in sella hanno la capacità di autoregolarsi in relazione ai rispettivi pesi degli occupanti.

Ducati Multistrada 950S

Immaginatevi un cervellone che mai sazio calcola infiniti parametri. Ecco questo è ciò che fanno l’HMI (Humane Machine Interface) e la piattaforma inerziale IMU a 6 assi o meglio i centro di controllo di questa Ducati Multistrada 950S. Dai comodi e retroilluminati blocchetti si possono settare le sospensioni in ben 400 diverse “posizioni”. Ma non finisce qui. Ogni riding mode è settabile fin nel profondo: si va dall’erogazione del motore, alla risposta del gas e dei controlli elettronici.

Già, perché il solo controllo di trazione ha ben 8 parametri (DTC) e l’ABS 3. Sulle prime tutto questo può confondere e lasciare di stucco i più “analogici”. Concretamente basta poco per prenderci la mano, e una volta abituati vi sembrerà di aver davanti un sarto d’alta moda pronto ad ascoltarvi. Già perché vi cucirete la Ducati Multistrada 950S sulla base delle vostre preferenze e delle vostre capacità. Dettaglio da non sottovalutare perché saprà accontentare davvero tutti, anche i più esigenti.

Touring è sinonimo di lunghe percorrenze, e non sempre si ha la fortuna di avere un bel passo tra le mete del prossimo viaggio. Si incappa spesso in autostrade, tangenziali, superstrade etc. Proprio in queste occasioni mi sento di lodare due dettagli di questa tuttofare. Il primo è il cupolino regolabile in altezza attraverso una comodissima “maniglia”. Basta veramente poco per regolarlo nella posizione giusta; in questa taratura l’autostrada italiana non sarà più un problema e l’autobahn sarà un semplice fruscio vicino alle vostre spalle. Il secondo dettaglio si chiama cruise control. Eh già, Ducati offre questa soluzione che gli stradisti veri ameranno. L’ho provato per poco meno di venti minuti e me ne sono innamorato. Rapido, intuitivo, sicuro. Fondamentale se come me spesso siete obbligati a percorrere lunghi tratti d’autostrada. Nulla è lasciato al caso: la Ducati Multistrada 950S vuole farvi viaggiare senza sosta e senza paura.

Ducati Multistrada 950S

La casa madre equipaggia infatti la sua creatura con i fari full led con funzione cornering denominata DCL. Grazie alla raffinata piattaforma inerziale IMU (sviluppata da Ducati e Bosch) una serie di sensori comunicano ai fari la direzione in cui orientarsi. Piegate a destra? Il fascio luminoso verrà indirizzato in quella posizione permettendovi sempre di avere tutto sotto controllo. L’efficacia di questi led è palese anche di giorno. Basta una sfanalata per capire che hanno una potenza luminante non indifferente. Ben fatto davvero. Comodissimo anche il VHC (Vehicle hold Control) ovvero una funzione dell’ABS che permette di bloccare le ruote da fermo per qualche secondo. Basterà infatti una pressione più decisa sulla leva del freno per far in modo che le “ruote” si blocchino. Così facendo è possibile ripartire in piena sicurezza anche nelle salite più impervie, magari a pieno carico e con zavorrina.

Ducati Multistrada 950S

Bando alle ciance, le strade dritte o poco entusiasmanti stanno per finire. Sono a valle di un piccolo “passo extraurbano” che mi consentirà di trasformare questa Multi nella castiga sportive che conosciamo. Mappa Sport, il gattone finalmente sfodera gli artigli e lo fa col soffio tipico di chi sa di poter ferire qualsiasi nemico. Il Testastretta 11° da 113 cv prende vita. I 94nm ci fiondano da una curva all’altra senza la minima incertezza. Ora si che si sente il lavoro della Skyhook.

Ducati Multistrada 950S
Ducati Multistrada 950S nella colorazione rossa e cerchi a raggi

Nel Riding Mode Sport vuole eccellere e sa come farlo

Rigida il giusto la Ducati Multistrada 950S non teme i cambi di direzione ne tantomeno gli avvallamenti a bordo strada. Rimane comunicativa, diretta. Non perde la sua proverbiale impronta a terra e sa stupire laddove spesso anche moto più blasonate falliscono. L’anteriore da confidenza e invoglia a spingere sempre di più. In questa modalità i freni vengono “disaccoppiati” e ognuno lavora in modo indipendente. Bene, perché con il posteriore si riesce a chiudere una curva anche in modo un po sporco.

Ducati Multistrada 950S
Ducati Multistrada 950S nella colorazione rossa

Da una specie di endurona non ti aspetti tutto questo, eppure lei sa il fatto suo. I controlli ben tarati ci consentono qualche piccola scodata su fondi umidi ma intervengono puntuali per rimettere le cose al posto giusto. Matteo di Ducati Bergamo mi ha anche comunicato che su questa Ducati Multistrada 950S non manca il DQS. Con aria di supponenza ne sottostimavo l’efficacia. Errore fatale. Il Ducati Quick Shift grazie all’ausilio di un blipper ci consente il cambio marcia senza azionare la frizione. Eh che cambio marcia !! Lo provo in una delle fasi più concitate della salita notando una prontezza e una efficacia devastanti. Snocciola in salita come se fosse un sequenziale di quelli molto molto buoni. Inavvertibile qualsiasi perdita di tempo. In scalata funzionamento analogo ma molto godurioso simulando una specie di doppia che non questa mai.

Ducati Multistrada 950S

Agile e divertente la Ducati Multistrada fa affidamento sul suo telaio a traliccio formato da sezioni tubolari raccordate al posteriore da un elemento in tecnopolimero e fibra di vetro che migliora la rigidità torsionale. Insomma faccio davvero difficoltà a trovarle un difetto. Dopo una mezza giornata passata insieme mi sono anche tolto lo sfizio di affrontare una strada bianca constatando che enorme è il lavoro svolto dalle sospensioni e dall’elettronica.

Ducati Multistrada 950S
Ducati Multistrada 950S con set di valigie laterali

Su tutte domina questa sensazione di sicurezza tipica delle moto fatte con cervello e passione. Devo sforzarmi molto per trovarle un difetto e allora vi dirò che la scelta di usare la plastica per rivestire il serbatoio non è di mio gradimento. Abituato all’uso di una borsa calamitata da serbatoio ho mal digerito l’impossibilità di usare qualcosa di simile. In realtà devo precisarvi che volendo basta un supporto da attaccare al serbatoio e il gioco è fatto, ma concretamente si tratta di una soluzione diversa e non così istantanea ne economica.

Ducati Multistrada 950S
Blocchetti retroilluminati di serie
Tanti pregi e pochi trascurabili difetti per questa Ducati Multistrada 950S

Per il resto direi proprio che si tratta di una moto da Polsi Pesanti. Una di quelle che non sa e non vuole passare per la sorellina della Multistrada più grande. Una di quelle che sa stregare anche chi come me è abituato a moto più basse e performanti. Se siete però amanti dei numeri sappiate che questa Ducati Multistrada 950S raggiunge i 100km/h in soli 3.8 secondi e supera agevolmente i 225km/h. Insomma non è una moto da “fermoni” ma convincerà anche a chi delle prestazioni importa molto poco.

Ducati Multistrada 950S

La promuovo a pieni voti e sarei curioso di provare la sorella maggiore o qualche analoga macinatrice della concorrenza. È una moto che consiglio a tutti, a patto però di azionare il cervello prima del bicilindrico perché con un coltellino svizzero così affilato ci si potrebbe far male davvero date le potenze in gioco. Da Polsi Pesanti è tutto, fateci sapere cosa ne pensate di questa Multi nella speranza di rivederci presto in sella a bordo di qualcosa capace di farci provare emozioni simili a quelle che ci ha saputo regalare questa fantastica italiana.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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