Audi abbandona il DTM, meglio puntare tutto sull’elettrico

Come un fulmine a ciel sereno apprendiamo questa notizia: Audi abbandona il DTM. Chi non ricorda le sportellate tra Giovanardi e Wendlinger è complice di questo sistema malato, o forse è solo troppo giovane. Già, perché per vivere il DTM essere giovani è un gran bel problema. Ciò che conosciamo oggi è una sbiadita seppur avvincente cartolina di un mondo dal passato glorioso ed emozionante. I sostenitori più accaniti non seguono neanche più il Campionato Turismo Tedesco, colpevole di essersi stravolto negli anni. Qualcosa di molto simile è avvenuto anche in F1 ma questo è un altro discorso.

Audi abbandona il DTM
Duello tra Wendlinger e Giovanardi. L’eterna lotta tra Alfa Romeo e Audi

Dunque,  Audi abbandona il DTM e a quanto pare lo fa in nome di una corsa all’elettrificazione che fa infuriare gli appassionati. La recente emergenza mondiale ha come conseguenza un crollo dell’economia che anche case prestigiose come Audi sentono. Ecco allora che diventa fondamentale un ridimensionamento totale degli investimenti. Il DTM non è più una priorità e a fine 2020 Audi saluterà il Campionato probabilmente per sempre. Personalmente non vi nascondo che nutro nei confronti di questo campionato una passione particolare.

Il DTM non è più quello di una volta eppure….

Pur confermando quanto detto prima, ovvero che non è più quello di una volta, non vi nascondo che vedere auto del genere darsi battaglia sulle piste più celebri d’Europa è sempre un’emozione particolare. Ho sempre sognato un ritorno delle italiane in questo competizione, e mi illudevo che tutto ciò sarebbe stato possibile con la Giulia. Purtroppo questo tanto desiderato ritorno non c’è mai stato e ora a quanto pare con l’uscita di Audi l’intero Campionato vacillerà. Sono pochi infatti i costruttori rimasti.

Audi abbandona il DTM
Flotta di Audi RS5 attualmente in DTM

Mercedes aveva dato forfait già qualche tempo fa, e la neonata (nella competizione) Aston Martin si era presentata con una vettura ancora acerba e in via di sviluppo. Ad aver confermato per il prossimo anno infatti è solo la BMW alla quale si spera si affiancheranno altri costruttori. Audi abbandona il DTM perché in fondo persevera nel credere alle mode. Uno sport “sporco” come il Campionato Turismo Tedesco non le fa grande pubblicità e soprattutto non ripulisce il gruppo VW da quell’immagine di “ecobomba ambulante” che si è guadagnato.

Audi abbandona il DTM per investire nella Formula-E

Continuare a investire nella Formula-E sacrificando il DTM è la conferma di ciò che sosteniamo. Dedicarsi a capofitto in questa proficua operazione di marketing espone il gruppo a rischi minori sia in termini economici che d’immagine.  Nel comunicato ufficiale Audi dichiara di voler sfruttare al massimo il settore elettrico dal quale si aspetta il 40% dei ricavi , e quindi quale scelta migliore se non il palcoscenico della Formula-E. I dirigenti tedeschi precisano anche che continueranno a supportare le “corse dei clienti” ben più proficue del DTM. Ma se Audi abbandona il DTM i suoi “rappresentanti” non stanno di certo a guardare ne tantomeno soffrono in silenzio.

Audi abbandona il DTM
Berger ex Ferrari oggi presidente del DTM

Nello specifico l’ex pilota Ferrari Gerhard Berger oggi Chairman del DTM ci ha tenuto a dire la sua in una nota ufficiale. I toni non sono naturalmente dei più distesi e lo si evince dagli inviti che Berger fa ad Audi nel rispettare quanto pattuito finora con sponsor, partner, brand e “rivali”. Il presidente aggiunge inoltre che avrebbe gradito un atteggiamento più responsabile da parte del marchio tedesco che in modo inaspettato abbandona il palcoscenico. Tutte critiche condivisibili considerando la stagione in corso e i numerosi accordi anche economici con fornitori, investitori e partner.

E se tornassero le Alfa Romeo?

Non di meno la notizia ha sconvolto tutti i fan (paganti e non) che seguivano la competizione anche per il palmares d’eccellenza della casa dei 4 anelli. Tutto molto triste, tutto molto incerto e servono a poco le rassicurazioni di Berger sul futuro del DTM. La competizione raccoglie fan ma non partecipanti. Il prossimo anno sarà molto complicato ma la speranza è l’ultima a morire e forse, un colpo di testa italo-francese potrebbe risollevare le sorti del DTM. Audi “mollando” ha anche ceduto lo scettro ai cugini di BMW da sempre agguerritissimi in queste competizioni “giocate” in casa.

Audi abbandona il DTM
La 155 V6 TI DTM guidata e domata da Larini

Nell’attesa di saperne di più non ci resta che consolarci con le battaglie, ormai quasi trentennali, che vedono le iconiche 155 V6 TI DTM mettere in riga delle goffe tedesche

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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