e-Cupra ABT XE1: 400kw silenziosamente furiosi

La e-Cupra ABT XE1 scalda le batterie prima di dar filo da torcere all’agguerrita concorrenza in quello che si preannuncia un campionato molto interessante. Sono ben consapevole che spesso le parole elettrico ed emozionante non vadano tanto d’accordo, tuttavia questa volta penso sia diverso. L’Extreme E Racing Series è quanto di più folle si possa fare con auto tanto green quanto “feroci”. Così su due piedi immagino uno di quei caotici videogiochi di Rally con protagonisti dei prototipi che forti dei loro cavalli derapano e saltano manco fossero canguri. Ecco, questa competizione non è poi così diversa. Cupra non vuole solo partecipare, ma ambisce al podio, e per dire la sua sta ultimando i test sulla e-Cupra ABT XE1 con al volante i due piloti che si cimenteranno in questa nuova esperienza: Mattias Ekstrom e Claudia Hurtgen.

e-Cupra ABT XE1

Il circuito di Motorland Aragon ha fatto da sfondo a questa fase di test che ha visto la e-Cupra ABT XE1 affrontare tratti asfaltati e sterrati. Già, perché la particolarità di questa competizione sta proprio nell’affrontare gara dopo gara terreni e condizioni climatiche diverse. Insomma il nome Extreme Series dovrà pur dire qualcosa o sbaglio? Oltre Cupra hanno partecipato all’evento anche gli altri 7 team che hanno testato a fondo le loro fuoriserie pronte a tutto. Qualche numero a questo punto mi sembra d’obbligo.

e-Cupra ABT XE1

La e-Cupra ABT XE1 altro non è che una Odissey 21, con pneumatici Continental da 940mm, 1.80m di altezza e 2,3m di lunghezza. I 400kw di potenza la spingono a 100km/h in soli 4 secondi assicurando performance e grinta in ogni condizione. I due piloti sorridono dopo i test, e non potrebbero fare altrimenti considerando il livello di divertimento davvero molto molto alto. Tuttavia stiamo parlando di un mezzo da competizione tanto performante quanto difficile da domare e gestire. Non sono mancati interminabili drift, complici i tanti cavalli elettrici a disposizione.

e-Cupra ABT XE1

Difficile sapere se questa competizione possa o meno avvicinare all’elettrico. In strada non vedremo mai nulla di simile ed è impensabile anche solo sperare che qualcosa possa avvicinarsi vagamente a questi mostri. Per i brand tuttavia è un ottimo modo per sperimentare tecnologie e soluzioni che un futuro potrebbero diventare di serie. Inoltre è uno dei modi più semplici per incuriosire chi prima d’ora non aveva mai mostrato interesse per le competizioni elettriche o per i brand in gara. Insomma, un gran bel palcoscenico sul quale Cupra vuole esibirsi mostrando il suo enorme talento, e noi, siamo pronti ad osservare con attenzione le gesta di questa mastodontica e-Cupra ABT XE1.

 

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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