MV Agusta: un sogno che diventa realtà

Finalmente il sogno di possedere una MV Agusta potrebbe realizzarsi. Non faccio mistero del mio essere patriottico e non perdo occasione per rimarcarlo in ogni articolo. Questa volta però è diverso. MV Agusta è un marchio tanto affascinante quanto di nicchia. Attira sempre l’attenzione, ma gli acquirenti non sono così tanti come ci si aspetterebbe. Gli anni vincenti di Giacomo Agostini sono passati, il marchio si è evoluto, ha cambiato proprietà, eppure mantiene intatto il suo DNA.

 

MV Agusta ha la capacità rara di sfornare modelli sempre avvincenti e particolari. Mi viene in mente la serie brutale, le F3 e la F4, senza dimenticare la modo “definitiva” di MV Agusta, quella che racchiude sportività, classe e andature turistiche. Sto parlando della Veloce 800. Moto uniche nel loro genere. Quasi invisibili su strada per quanto rare, ma non è necessariamente un difetto. Tutto ciò ha sicuramente contribuito a rendere le MV Agusta delle moto speciali. Il loro essere rare è sinonimo di vendite altalenanti ma anche di prodotti estremamente raffinati e da costi non proprio contenuti.

Vederne o provarne una è come avere a che fare con un prodotto in tiratura limitata. Una moto diversa dalle altre. Ha un fascino quasi dimenticato, e una leggiadria nella linee sconosciuta anche ai marchi più blasonati. Qualche mese fa in occasione di EICMA ho avuto modo di toccare e vedere la splendida Superveloce 800. Una moto dallo stile retrò con tecnologia moderna che ha fatto girare molte teste e confido abbia svuotato anche molti portafogli. L’allestimento speciale denominato Serie Oro rappresenta la massima espressione di sportività e stile che MV Agusta vuole esprimere. Ma torniamo al fulcro del discorso. Da oggi tutta questa esclusività può essere vostra.

Eh già, perché Brian Gillen, direttore tecnico di MV Agusta  fa sapere che presto le suddette moto saranno disponibili a prezzi più umani. Ma, scusate il gioco di parole, a tutto c’è un prezzo. Se da un lato gli euro da spendere scendono, dall’altro scendono anche le specifiche o meglio i componenti “speciali” o comunque “pregiati” vengono rimpiazzati con prodotti più “commerciali”. Tutto ciò potrebbe far storcere il naso a molti ma confido nell’intelligenza di azienda e clientela capaci di trovare il miglior compromesso per entrambi. Personalmente gioisco e apprezzo questa scelta coraggiosa di MV Agusta.

Il marchio varesotto non è nuovo a simili strategie. Di recente ha lanciato un allestimento denominato Rosso che ha appunto lo scopo di proporre alla clientela prodotti d’eccellenza a prezzi contenuti. Non mi stupirei dunque nel vedere i prezzi scendere ulteriormente e le vendite crescere purché non se ne snaturi l’essenza. Che dire. Solitamente ai compleanni siamo noi a fare regali, ma per i suoi 75 sembra proprio che MV Agusta abbia dei regali in serbo per noi e non vediamo l’ora di scartarli. Tanti auguri MV, non vediamo l’ora di scartare i tuoi bellissimi regali.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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