BMW Serie 4 Coupé: l’elica spezzata

Osservando la nuova BMW Serie 4 Coupé ho pensato: “guarda un pò che burloni questi tedeschi”. Non volevo crederci, mi “autoconvincevo” che fosse un triste e mal riuscito scherzo per tirarci su il morale in tempi di Covid e crisi economiche. Ma così non è stato. Uno sguardo più approfondito ai vari comunicati stampa mi ha restituito la veridicità della notizia.

Ecco a voi la BMW Serie 4 coupé, la nuova “sportiva” della casa dell’elica. Sarebbe banale, superficiale, riduttivo e ripetitivo dirvi nuovamente cosa ne penso del presente e del futuro BMW. Ne ho già parlando abbastanza in questi link. Il restyling che ha coinvolto la Serie 5 mi aveva fatto sperare per il meglio (qui l’articolo). E si sa, la speranza è l’ultima a morire, ma nel caso specifico è stata seppellita in un deserto arido di idee in cui i disegnatori BMW si lasciano travolgere come gli arbusti che spesso vediamo spinti dal vento nei film “western”.

La nuova BMW Serie 4 Coupé è quanto di più lontano ci sia di BMW. Mi spiego meglio. La storia del marchio insegna che da sempre da quelle parti sono abili a fare auto filanti, piacevoli e performanti. Nel nostro caso due aggettivi vengono meno, e il terzo, ovvero le performance, non sono certo di “carattere” come quelle di qualche anno fa. I tempi cambiano ma gli scempi restano. In nome di un mercato sempre più folle e modaiolo BMW ha svenduto i suoi modelli più significativi adeguandosi come solitamente fa chi è soggiogato da qualcosa che lo domina. La Serie 1 perde la trazione posteriore e i 6 cilindri, la Serie 2 Gran Coupé è una Serie 1 allungata, e potrei continuare per un paio di trafiletti. Peccato, perché noi appassionati in BMW ci credevamo davvero.

BMW Serie 4 Coupé

La BMW Serie 4 Coupé delude chi l’amava come noi

Nutrivamo da italiani la speranza che potesse in parte essere ciò che Alfa Romeo è stata nell’epoca pre FCA. È però un dato di fatto che la BMW Serie 4 Coupé è tra noi, quindi cerchiamo di capire di cosa si tratta. Osservarla e descriverla non è poi così piacevole ma tocca farlo e dunque procederò sperando di non urtare la vostra sensibilità. Anteriore: il doppio rene affetto da idronefrosi cattura subito l’attenzione. Le sue dimensioni importanti sono però nulla rispetto al suo orientamento sospetto. Sembra quasi rovesciato in un gioco di simmetrie e prospettive da brivido. Belli i gruppi ottici, aggressivi e “profondi” quanto basta per essere di carattere. Meno simpatiche le numerose prese d’aria che fanno da contorno alla già citata buffa calandra.

 

Proseguendo per “vie laterali” incappiamo nella mastodontica sinuosità di chi deve “camuffare qualcosa”. Uno sbalzo posteriore importante svela il mistero. Quasi 4 metri e 80 centimetri (4,77) la fanno crescere di ben 13 cm rispetto alla versione uscente. Un valore significativo se pensiamo che in fondo “trattasi” di una Serie 3. Nell’insieme l’effetto visivo del laterale non è male, ma si resta un pò perplessi osservando i passarouta posteriori che sembrano accogliere uno pneumatico molto più piccolo del dichiarato. Bellissimo il taglio dei finestrini, nota piacevole in una sinfonia “spaccatimpani”. Il posteriore, meno elaborato del frontale, si presenta con due gruppi ottici che proseguono leggermente sulle fiancate e uno spoiler appena accennato che rende sportivo ma non “cafone” l’insieme.

BMW Serie 4 Coupé

La parte inferiore del posteriore è più lavorata ma nel complesso piacevole seppur dominata dal fascione nero lucido. Meglio dietro che avanti mi verrebbe da dire senza troppe incertezze. Da un lato non vi nego che apprezzo questo tentativo di “scappare” dall’immagine già tracciata dalla Serie 3. Tuttavia ritengo poco azzeccata l’esecuzione, che di fatto compromette sportività e classe che da sempre dominano la BMW Serie 4 Coupé. Ma veniamo agli interni. A prima vista ricorda molto da vicino la Serie 3 e non potrebbe essere altrimenti.

Interni e motori di questa BMW non deludono affatto

BMW Serie 4 Coupé

Accessori, dotazioni e “chicche” sono infatti le medesime. Infotelematica e sistemi di bordo sono molto evoluti, e la digitalizzazione totale le da quel tocco tanto amato dagli “appassionati” di oggi. Tutti nuovi i sedili che oltre a esser ridisegnati portano per la prima volta la climatizzazione, ottima per rinfrescare le giornate più calde. Bellissima la disposizione dei sedili posteriori. Questa BMW Serie 4 Coupé vuole essere una quattro posti di razza e lo fa con sedute singole e ben profilate.

BMW Serie 4 Coupé

Confort e tecnologia dunque aiutate anche dal nuovo parabrezza acustico che dovrebbe garantire il massimo dell’insonorizzazione. Presenti anche gli ADAS con un elevatissimo livello di evoluzione che farà sorridere chi mette la sicurezza al primo posto anche su auto che come la BMW Serie 4 Coupé fanno della sportività la loro carta migliore. I contenuti quindi non mancano di certo, e anche alla voce motore difficilmente il marchio bavarese fa storcere il naso. Al lancio saranno presenti i 2.0 turbo diesel delle 420d, disponibili anche con la trazione integrale, capaci di 190cv. Lato benzina troviamo la 420i, la 430i e la M440i. Rispettivamente avranno 184, 258 e 374cv. Non mancano dei sistemi mild hybrid che equipaggiano le 420 diesel e le M440i a benzina.

BMW Serie 4 Coupé

In futuro arriveranno anche i diesel più performanti. Il 430d sprigionerà 286cv e la M440d ben 340cv. Parliamo in entrambi i casi di 6 cilindri in linea 3.0 diesel. I più sportivi e attenti aspettano però la M4 che salvo smentite dovrebbe esser molto simile a quanto accennato qui. Inutile dirvi quanti optional potete aggiungere sulla vostra BMW Serie 4 Coupé. La lista è quasi infinita e i prezzi lievitano parecchio, ma per quelli vi rimandiamo al configuratore che sicuramente vi “stupirà”. Insomma BMW rinnova una delle sue auto più significative e lo fa con una linea che al momento non convince affatto.

Cuori infranti per chi amava le BWM Coupé del passato

I puristi hanno già pesantemente criticato questa BMW Serie 4 Coupé e lo stesso probabilmente faranno i detrattori del marchio. Cara BMW, con questa mossa hai dimostrato un gran coraggio, ma a volta è meglio rimanere fedeli a ciò che per anni ti ha permesso di rimanere una delle case più ambite da chi è alla ricerca di valanghe sportività e qualità. Seguiremo da vicino le evoluzioni di questa Serie 4 sperando di poterla presto provare, tuttavia non neghiamo una pesante forma di imbarazzo e rabbia per l’ennesimo tentativo mancato da chi dovrebbe sempre far centro al primo colpo. BMW sembra invecchiare male. Come un anziano trasandato che perde pian piano la vista e non è più in grado di riconoscere se stesso allo specchio.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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