La notizia di un suv elettrico a meno di 10 mila euro ha fatto scalpore. Molti si sono chiesti com’è possibile proporre un veicolo del genere a un prezzo così contenuto. È cosa nota che il mercato delle auto elettriche dovrà lentamente ridimensionarsi, eppure sembra ancora tutto fermo (o quasi) e questo suv elettrico cambia le carte in tavola. Più o meno.

suv elettrico Maple

Il Maple 30X è un suv elettrico prodotto dalla Fengsheng Automotive che come avrete capito dal nome ha origini cinesi. Questa azienda vive nell’orbita aurea della Geely, colosso internazionale con diversi marchi (anche europei) al seguito. Ciò in fondo spiega anche perché sul mercato interno e dunque cinese possano proporre un prezzo così contenuto.

suv elettrico Maple

La Geely ha un parterre ricchissimo di tecnologie, motori, cambi e telai da non dover necessariamente investire per “metter su” un’auto. Ecco allora che in parte si spiegano i 10 mila euro anzi 9000 richiesti per la versione base del Maple 30X. Ma concretamente di cosa stiamo parlando? Il Maple 30X è un suv elettrico di dimensioni ridotte che punta alla mobilità urbana. Ha un look quasi aggressivo nel frontale ma non brilla per originalità o qualità. Potremmo dire la stessa cosa del posteriore ma nel complesso il “suvvettino” cinese è più riuscito di molti altri suv di marchi più blasonati. Gli interni sono sobri seppur tendenzialmente alla moda. Non manca un display che sostituisce la strumentazione analogica e l’infotainment promettono essere abbastanza completo.

suv elettrico Maple

Insomma non abbiamo di fronte un capolavoro di ingegneria ne nulla che ci si avvicini eppure sa farsi “ammirare” senza provocare sospette reazioni sull’apparato gastrointestinale. In realtà i più attenti osservandolo bene noteranno qualcosa di strano. Il Maple 30X non è altro che un rebranding del Tata Nexon o comunque qualcosa di molto simile. Poco male, ma allo stesso tempo si spiega ancor di più la possibilità di contenimento dei costi considerando che una “copia” costa meno di un progetto nuovo di pacca.

suv elettrico Maple

 

A interessare però è proprio l’anima da suv elettrico al 100%. Parliamo di un motore da 70 kw con autonomia dichiarata di poco più di 300km anche se i cicli omologativi cinesi sono molto generosi. Detto questo anche ammesso che i km totali siano 250 il suo compito da suv elettrico urbano l’ha comunque svolto alla perfezione. Torniamo però per un attimo prima di salutarci al prezzo. 10 mila euro sono una cifra irrisoria in questo “settore” ma non illudetevi. In Italia questo Maple 30X probabilmente non arriverà mai, sono troppe le restrizioni europee e le tasse da pagare. Ciò farebbe inevitabilmente lievitare il prezzo e il pacchetto completo non sarebbe più appetibile come lo è ora.

suv elettrico Maple

Siamo però curiosi di capire come si comporterà questo suv elettrico sul mercato orientale. Un prezzo così concorrenziale unito agli incentivi presenti potrebbe far gola a molti che per la prima volta voglio avvicinarsi a questo tipo di mobilità. E chissà, forse proprio considerando la strapotenza di Geely non è da escludere che qualche esemplare arrivi “sottobanco” anche in Europa, o che l’ossatura del Maple faccia da base a qualche progetto low cost sul Vecchio Continente.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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