L’auto

Inizio avvicinandomi un po’ dubbioso, aprendo la portiera con la domanda “Quanto c’è di Alfa Romeo in questa Tonale”?  All’interno della mia storia, l’Alfa Romeo Tonale rappresenta uno spin-off un pochino forzato, estratto (usando volutamente poco anestetico) dai miei 20 e passa anni di Alfa Romeo (con alti e bassi). Nonostante questo, a voi che leggerete lo prometto, sarò più oggettivo possibile. Mi permetto solo una piccola nota personale, cioè che non starò a parlarvi dei nobili richiami stilistici di questo o quel particolare sparso in giro per la carrozzeria (al netto del fatto che ci hanno già pensato in molti) perché sinceramente preferisco, come sempre, parlarvi di come mi sembra e non di come avrebbe dovuto sembrarmi.

Tornando a noi, vi racconto quindi di Alfa Romeo Tonale, 1.5 160cv, mild hybrid, con cambio a doppia frizione e 7 rapporti che segna il debutto del marchio Alfa Romeo nell’agguerrito segmento delle crossover medie.

Subito va rimarcato un bel plauso alla scelta di rendere questa unità motrice un “piccolo full” dato che, rispetto a gran parte della concorrenza, pur non essendo una plug-in, permette spostamenti in solo elettrico (fino a circa 30 km/h circa e con piede molto leggero).

L’auto quindi nel suo insieme si presenta con una linea moderna e piacevole, simile allo stile che avevano proposto in fase prototipale, risultando un buon compromesso tra linea ed esigenze di sicurezza passiva.

La motorizzazione a 160cv (a occhio e croce la più diffusa) mi è sembrata adeguata all’auto: non è sicuramente un fulmine ma concede inaspettata verve, specie ai medi regimi, a condizione di utilizzare il selettore modalità in D (le altre due posizioni assopiscono troppo la vettura soprattutto nella guida nel misto).

A Bordo

Salendo a bordo si presenta un abitacolo molto luminoso e dalle ampie vetrature che offre una visibilità ottima in tutte le direzioni. Solo nei quadranti posteriori c’è qualche angolo cieco di troppo. I volumi interni non sono da primato e guardando alla concorrenza c’è chi riesce a rosicchiare qualche centimetro in più, ma lo spazio di certo non manca.

L’accesso e l’abitabilità ai posti a sedere sono adeguati e lo spazio nel bagagliaio risulta generoso e dalla forma regolare. I sedili sono comodi ma al contempo contenitivi, il volante è piacevole da impugnare e ben rifinito, anche se la scelta di illuminare solo parzialmente i comandi sulle razze lascia un po’ perplessi.

La leva dei cambio non convince in pieno, al netto della sua buona finitura.Il feedback “un po’ anni 90” del passaggio tra le varie posizioni appare un po’ anacronistico e la parte meno riuscita sembra essere la modalità manuale, nella quale manca un fine corsa della leva: è un po’ come usare il freno di una bicicletta, tiri la leva e ad un certo punto succede qualcosa. Un sospiro di sollievo arriva comunque dalla scalata spingendo (e non tirando) la leva. Rimane da capire la logica di alcune tedesche a fare il contrario. Ma questa è un’altra storia.

Sul fronte delle finiture, le aspettative erano alte, ma dagli assemblaggi della plancia emerge qualche scricchiolio di troppo, specie alle basse temperature del mattino, e il tunnel centrale non restituisce una sensazione di solidità convincente. In città, sullo sconnesso e sulle strade extraurbane italiane un po’ massacrate, si avverte qualche rumore di troppo proveniente dalle aree di contatto tra portiere e montanti oltre che dalla zona cappelliera e bagagliaio. Insomma, bene ma non benissimo, speravamo in qualcosa in più.

Il versante climatizzazione soddisfa, la funzione automatica lavora sempre molto bene, l’impianto è silenzioso e al contempo efficace. Applauso alla scelta di lasciare i tasti fisici per tutte le sue funzioni, in controtendenza alle ultime “mode” su molti altri marchi (che poi puntualmente tornano indietro con i restyling – Vedi Golf 8 in arrivo- NDR). Le dotazioni infotelematiche sono poi abbastanza ricche e consentono ampi spazi di personalizzazione. Nel complesso è un impianto all’avanguardia, anche se la scelta delle opzioni aggiuntive del quadro strumenti non è stata di primo acchito sufficientemente intuitiva. Inspiegabile la scelta di non poter regolare la luminosità strumenti in condizione di luce diurna. La parte più fastidiosa risulta nelle ore crepuscolari, dove la luce esterna si attenua ma il quadro strumenti, rimanendo in modalità diurna, risulta troppo luminoso.

Ottima la resa dell’impianto audio, seppur nella versione base. Il suono è sempre molto corposo e ben definito anche agli alti volumi, sposandosi bene con l’ambiente della vettura.

Infine alcune voci del quadro strumenti, specie nelle aree personalizzabili, risultano un po’ piccole. Ci troviamo comunque a interfacciarci con un sistema “Uconnect 5” che seppur evoluto in molti aspetti, non presenta le connotazioni avveniristiche auspicate in sede di presentazione del concept.

Su Strada

Le doti dinamiche di Tonale le permettono di non sfigurare troppo al cospetto delle due sorelle maggiori, anche se siamo sensibilmente lontani dal feeling che la piattaforma Giorgio riesce a restituire. Le differenze che contraddistinguono Tonale dal resto della flotta basata su piattaforma “Small Wide” sono sicuramente le sospensioni e lo sterzo che su strada evidenziano un comportamento decisamente agile e dinamico, a volte anche troppo marcato rispetto all’indole generale della vettura.

Lo sterzo (con rapporto di 13.6:1) risulta quindi efficace, ma al contempo un po’ troppo leggero, specie nelle correzioni in appoggio a velocità extraurbana o autostradale.  Solo in “dynamic” riesce ad acquisire quella pastosità che rende la guida meno nervosa e più omogenea. Per il carattere che vuole dimostrare la vettura è sicuramente giusto avere un cinematismo rigoroso, ma non per forza “preciso” deve fare scopa con “nervoso”. In generale comunque l’azione combinata tra sterzo e sospensioni, unita ad un telaio bilanciato, la fa ben figurare in inserimento di curva, e anche in una guida decisa in tratti collinari non si presentano fenomeni di sottosterzo, anche forzando l’andatura.

Parlando del cambio, oltre alle osservazioni del capitolo precedente, durante la guida risulta saltuariamente impacciato e fuori tempo, specie in quelle situazioni “intermedie” e dietro richiesta di potenza repentina. In sostanza, la taratura software appare poco incline alla guida sportiva,con ritardi tra azione dell’acceleratore e reazione del cambio che provocano qualche tempo morto di troppo.

Sul fronte freni, l’azione del pedale è corposa e ben modulabile e in generale non si percepisce la differenza tra frenata rigenerativa e frenata meccanica. L’impianto risulta ben dimensionato e in grado di reggere con disinvoltura anche i percorsi collinari a ritmo sostenuto, senza presentare affaticamenti.

La dotazione di dispositivi di sicurezza attiva e passiva è di buon livello, spiace però che in molti frangenti del test, le telecamere abbiano sofferto di abbagliamento dal sole all’alba o al crepuscolo e ci siano stati momenti di confusione creati dal riverbero della foschia al mattino. Risultato: ADAS (di livello 2) indisponibili, con relativo albero di Natale acceso sul quadro strumenti (aggiungo che il vetro era pulito e così la telecamera). Ci hanno comunque detto i più esperti che esiste un aggiornamento software per ovviare a questi problemi, nel caso informatevi. Va fatto notare inoltre che in un paio di occasioni si è presentato il segnale di errore di “DNA non disponibile”, entrambe le volte in fase di crociera autostradale. L’errore è comunque regredito da sé il giorno successivo, ma è doveroso menzionarlo.

La Città

In questo frangente, la crossover del biscione è un po’ come quel piatto di lasagne surgelate che esce dal forno fumante, ma dentro è rimasto congelato. Il comportamento in ciclo urbano, dove le ripartenze a piede leggero consentono di seguire il traffico in elettrico (fino a che la batteria regge), manifesta qualche incertezza di troppo, specie nelle fasi di “elastico” dettate dal traffico e dai semafori. Con un po’ di abitudine, le cose migliorano sensibilmente, ma sicuramente l’”impasto” tra elettrico e termico non è parso dei più omogenei. In una media non troppo spinta, Tonale fa segnare una media di 13.5 km/litro 

Il Casa-Lavoro (urbano-extraurbano) 

Breve tragitto test quotidiano, di complessivi 30 km (5 di urbano e 25 di extraurbano) tra andata e ritorno, caratterizzato da una decina di rotonde e un paio di semafori. Ripetendo più volte il test, in condizioni di traffico variabile e partenze sempre a freddo, l’auto ha fatto segnare un consumo medio di 16,5 Km/litro che possiamo assimilare anche ad un tragitto extraurbano medio. Per completezza abbiamo inoltre aggiunto la prova dei 90 km/h costanti, percorrendo circa 40 km (ripetuti due volte, andata e ritorno) ottenendo una media di 22.5 Km/litro.

La Superstrada

Nelle percorrenze di crociera, con limite a 110 km/h, utilizziamo il cruise control (di tipo adattivo) e incappiamo in qualche correzione repentina di troppo, anche agendo sulle varie distanze di mantenimento. Purtroppo il sistema non è utilizzabile in modalità non adattiva, possiamo però utilizzare la funzione limitatore di velocità, presente in Tonale nello stesso tasto che si utilizza per attivare il cruise control. Nei saliscendi brevi notiamo poi l’entrata in gioco dell’unità elettrificata, che ci aiuta a mantenere lo sforzo della parte termica abbastanza costante. In circa 400 km percorsi, otteniamo una media di 17,2 Km/litro

L’Autostrada

Qui valgono le stesse considerazioni fatte per le percorrenze in superstrada e, cercando di mantenere il più possibile una guida omogenea e predittiva, su circa 400 km di percorso otteniamo una media di 13,4 km/litro. Come nota su consumi e medie ottenute, ci siamo basati sui dati del trip computer, anche se un test utilizzando 20 litri alla pompa in ambito superstrada (e percorso ripetitivo) ci ha restituito una media di 15.5 km/litro. Questo risultato evidenzia uno scarto “ottimistico” del trip computer di circa il 10%. Non avendo comunque dati comparativi in altre condizioni, teniamo questo valore come appunto e per una vostra migliore valutazione.

In Definitiva

Sappiamo bene che l’approccio analitico a un prodotto automobilistico “made in Italy”, soprattutto per chi scrive, risulta un terreno alquanto ostico. Peggio ancora se è incorniciato da un marchio così importante come quello di Arese. Dire che è “tutto bello”, tutto “meglio di prima” o “quasi meglio degli altri” è una tentazione alla quale, diciamocelo, è difficile resistere. Più difficile ancora è resistere alla lusinga del “fair play a prescindere.” Ricordiamo inoltre che il prodotto Tonale ha subito in maniera evidente il fardello della lunga attesa, portando le aspettative ad alta quota dove però, la fisica ci insegna che inizia a scarseggiare l’ossigeno; con tutte le conseguenze del caso.

Il consiglio che vi darei se me lo chiedeste è prima di tutto di provarla.  Provatela privi di preconcetti: studiatevela, guardatevela e fate quattro conti. Torniamo a noi e concludiamo. Cosa ne penso? La comprerei?

Per oggi no. Casomai… ci penserò domani.

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