Auto d’epoca con un futuro importante.

Qualche giorno fa ci avete chiesto consiglio sulle auto d’epoca di certa rivalutazione. Una domanda complicata e probabilmente senza risposta. La domanda si riferiva ad auto dagli anni 60/70/80. Nonostante le difficoltà abbiamo pensato che con un video avremmo potuto saziare la vostra fame di auto d’epoca. Ecco allora che ci siamo messi alla ricerca di qualcosa di ancora “abbordabile”. Prezzi contenuti e una ipotetica rivalutazione dietro l’angolo sono state le nostre priorità, ma di base la ricerca l’abbiamo fatta come sempre più con il cuore che con la testa.

Volevamo proporvi qualche Alfetta, una bella Alfasud Sprint, una 128 Rally, e giù di li ma le quotazioni di queste auto d’epoca sono già alle stelle. Ecco allora che abbiamo deciso di virare su auto d’epoca più economiche ma non per questo meno affascinanti. Lancia in primis ha ancora numerose frecce nel suo arco, Fiat e Alfa Romeo seguono attendendo il compratore giusto. E che dire di qualche rivoluzionaria francese o delle poche tedesche ancora a buon mercato? Vi lascio allora il nostro video, sperando che possa essere di vostro gradimento e perché no, magari consigliere di ottime scelte.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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