Hyundai i30 2020: stavolta si fa sul serio

Lo confesso ora prima che sia troppo tardi: Hyundai è un marchio che mi sta molto a cuore. Stimo l’intelligenza del marchio coreano. L’abilità di crescere nel tempo all’insegna della trasparenza verso i suoi consumatori. Vi avevo parlato un pò del mio affetto per Hyundai in questo articolo che vi lascio linkato. Dopo questa premessa vi parlo di lei. La futura Hyundai i30. Fin dal suo debutto in Italia la i30 ha convinto gli automobilisti italiani con un connubio di solidità e affidabilità.

Hyundai

Le prime versioni molto sobrie e poco caratteristiche nelle linea sono state le meno apprezzate. In parte perché appunto poco originali e un po, perché all’epoca non c’era molto interesse intorno al marchio. Oggi però le cose sono cambiate. Una buona fetta di italiani quando devono comprare una nuova auto prendono Hyundai in seria considerazione. L’attuale i30 ha avuto il merito di chiarire una volta per tutte le qualità eccelse del marchio orientale. Tempo fa ho avuto l’onore di provare la versione Fastback della i30, e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Ecco allora che il 2020 da luce all’ultima versione di i30.

Poche ore fa Hyundai ha diffuso le prime foto. Un frontale basso e minaccioso si sviluppa intorno alla presa d’aria centrale di generose dimensioni. Non mancano apparentemente fari full led e il paraurti completamente in tinta a eccezione di una sorta di spoiler che sembra espandersi dalla parte bassa del passaruota anteriore. Chiaramente questa foto inequivocabilmente ritrae una versione N-line ovvero nell’allestimento sportivo che stavolta sarà finalmente presente anche sulla versione station wagon.

Hyundai

Completamente rivisto anche l’abitacolo che si aggiorna tecnologicamente adottando un cruscotto digitale e un nuovo sistema di infotelematica. Non vi nego che non vedo l’ora di vedere la versione N cosa ci riserverà. Se Hyundai riuscirà a fare un lavoro buono come quello fatto sulla versione precedente la concorrenza dovrà realmente preoccuparsi. Sono infatti convinto che Golf, Focus, Megane e compagnia bella siano già abbastanza in allarme.

Questa versione potrebbe realmente rappresentare quell’iniezione di fiducia che manca in molti acquirenti europei. La precedente versione di i30 N è stata apprezzata dalla critica ma sottovalutata dal pubblico solo perché in pochi credevano in questo abito sportivo di Hyundai. Sono certo che questa volta si ricrederanno anche i più scettici. Non hanno scelta

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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