Cadillac Escalade: un ripieno di tecnologia

Oggi tocca alla nuova Cadillac Escalade. Ieri vi ho parlato in ottica “oggetti mastodontici” della futura Hummer Ev di cui allego l’articolo per chi se lo fosse perso. Partiamo col dire che per entrambi GM sembra stia facendo un ottimo lavoro. Questo Escalade e già stato presentato e i passi avanti rispetto al passato sono numerosi. Ve ne parlerò a breve perché prima di proseguire voglio avvisarvi che dagli States fanno sapere che forse una versione elettrica è in cantiere. Dunque gli americani al momento rimangono fedeli al buon vecchio combustibile fossile.

Escalade

Torniamo all’Escalade che è stato presentato poco fa. Trattasi di un maxi suv, mastodontico e imponente. Le linee la dicono lunga sulla ricercatezza del design. Sembra che al centro stilistico GM abbiamo usato solo un righello nelle sue diverse angolazioni, dunque poche. Se non altro è fedele nello stile al vecchio modello con qualche tocco di tecnologia che non guasta mai. L’anteriore è a dir poco imponente. Un maestoso logo Cadillac fa capolinea sulla gigantesca calandra all’interno della quale sembra possano entrarci una dozzina di persone. Scherzi a parte.

L’impatto visivo è davvero impressionante, e nel complesso ritengo ci siano i presupposti per definirlo elegante. Anche al posteriore le cose non sembrano andare molto diversamente. Linee classiche quasi da muscle car e una cura anabolizzante fanno da cornice ai gruppi ottici allungati che percorrono in altezza tutto il posteriore. La vista laterale dell’Escalade conferma quanto detto sopra. Ricorda vagamente uno di quei mini van degli anni 90 squadrati e “scavati” per accogliere chissà quale carico. Poco male.

Escalade

Il tutto resta abbastanza memorabile alla vista e non dispiace se non si è alla ricerca di qualcosa di particolare ed elaborato. È il classico maxi suv all’americana. Tutta questa quantità però si trasforma in qualità una volta saliti a bordo. Definire lussuoso questo Escalade è poco. Già la versione precedente ci aveva abituati a un livello qualitativo superiore rispetto alle altre americanate. Qui però la differenza dalle rivali è netta. È un trionfo di pelle e materiali di qualità sia al tatto che alla vista. Le dimensioni da appartamento acquistano un senso considerando le 3 file di sedili a disposizione.

Escalade

A beneficiare di confort totale sono soprattutto gli occupanti della prima e della seconda fila. Possono infatti contare su spazio in abbondanza e un infotainment da prima della classe. Prestate attenzione. All’anteriore troviamo un pannello Oled di ultima qualità suddiviso in 3 sezioni. La prima, che potremmo definire dedicata al guidatore in quanto posizionata alla sua sinistra, ha una grandezza di 7.2 pollici. Su questa unità sono proiettati i dati del veicolo, ciò che abitualmente fa un classico computer di bordo. In posizione frontale rispetto al guidatore troviamo uno schermo da 14,2 pollici che sostituisce il classico cruscotto.

Escalade

È dunque comprensivo di tutte le informazioni che solitamente sono e devono essere consultabili in marcia. L’ultima unità, a destra, è esclusivamente dedicata al sistema multimediale, che manco a dirlo ha infinite funzioni di intrattenimento e non. Qualora non foste soddisfatti di tanta ricchezza e tecnologia, è possibile aggiungere sui sedili anteriori a beneficio degli occupanti posteriori altri 2 schermi da 12.6 pollici. Non siete ancora soddisfatti? Bene, Cadillac e AKG per la nuova Escalade hanno pensato a un impianto audio davvero unico. Può contare su ben 36 diffusori che assicurano un effetto avvolgente e dunque Surround in ogni condizione.

Escalade

Non mancano numerosi ausili alla guida che non stiamo neanche qui a citare perché altrimenti riempiremmo pagine e pagine di optional. Sappiate che l’Escalade ha un visore notturno integrato con funzione di riconoscimento ambientale, che identifica ciò che circonda la vettura. Il classico specchietto retrovisore è rimpiazzato da uno schermo e una telecamera che proietta ciò che accade alle nostre spalle in tempo reale. Rispondono presente anche delle innovative sospensioni ad aria che garantiranno confort e grande escursione (siamo nell’ordine dei 5 cm) per affrontare qualsivoglia ostacolo.

Escalade

Ma una vettura come la Escalade che sulla bilancia fa segnare il peso di un bilocale completamente arredato necessita anche di un motore che si rispetti. Ecco allora che troviamo un possente V8 6.2 da ben 425cv che per mettere un pò tutti d’accordo disattiva 4 degli 8 cilindri quando le cose si fanno poco impegnative. Così facendo si riducono consumi ed emissioni ma non aspettatevi miracoli. L’ Escalade beve parecchio. Ma se volete renderla quasi astemia potreste declinare sulla versione Diesel. Un bel 3.0 V6 capace di 277 cv 625 nm di coppia per togliersi d’impaccio da ogni situazione.

Può passare quasi inosservata la scelta del Diesel ma sappiate che ci sono due informazioni che non posso non darvi. I 625 nm di coppia a disposizione del 3.0 v6 sono i medesimi erogati dal ben più possente V8. Ma è altrettanto importante sapere che per la prima volta nella storia l’Escalade si fa spingere anche da un Diesel. Inoltre non è da escludere che presto possa arrivare una versione 100% elettrica con un’autonomia stimata di circa 650 km.

Negli Stati Uniti sarà disponibile da fine 2020, in Italia forse la vedremo nel 2021 ammesso che esistano strade abbastanza capienti. Ah già, dimenticavo le misure. Cerchi da 22 pollici per l’Escalade che nella sua versione normale misura 535 cm e nella versione a passo lungo 573 cm. Siete avvisati, qualora in Italia ne vendessero almeno uno non potete proprio non vederlo.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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