Fiat 500 2020 (senza veli): sta per nascere una nuova leggenda?

La Fiat 500 è da sempre una delle auto più amate dagli italiani. L’attuale versione si dimostra sbarazzina, chic e di gran carattere. Anche l’ergonomia è un punto importante nelle daily car come la Fiat 500 e c’è da dire che in questo campo l’italiana non eccelle. Intendiamoci; il mercato ci propone auto decisamente meno pratiche, eppure la Fiat 500 potrebbe fare meglio. Le due porte, seppur iconiche e tradizionali, rappresentano uno svantaggio alla luce delle concorrenti di simili dimensioni ma con 2 porte in più.

Ecco allora che ci vengono in soccorso le foto spia di quella che dovrebbe essere la nuova Fiat 500 2020. Ci tengo subito a far chiarezza: se attualmente la Fiat 500 è commercializzata in una sola versione (seppur presenti la L e la X), il 2020 dovrebbe vederla “triplicata”.

Si vocifera di una versione “classica” a 3 porte, una cabrio (in foto) – che profuma sempre di cool – e una 5 porte. Crescono dunque le dimensioni di tutte le versioni, ma ciò dovrebbe andare a vantaggio di abitabilità ed ergonomia. Anche se, a onor del vero, la compattezza della versione attuale potrebbe mancare a chi è abituato a parcheggiare in un fazzoletto.

Interessante la notizia secondo la quale le portiere posteriori dovrebbero essere un omaggio al glorioso passato Fiat e dovrebbero infatti aprirsi controvento. L’effetto scenografico è assicurato!

E rimanendo in tema design la Fiat 500 non dovrebbe allontanarsi molto dalla versione attuale, ma come già detto crescerà per colmare il vuoto presente nel segmento B e per accogliere meglio i suoi occupanti. La produzione dovrebbe contare circa 80 mila unità, tutte uscenti dallo stabilimento di Mirafiori. Come tutto ciò sarà possibile resta un rimando al futuro.

Sta di fatto che contribuiranno le numerose versioni proposte come appunto la 5 porte ma soprattuto una versione Hybrid e Full electric. Tutte buone notizie se non fosse per una piccola ipotesi sul listino.

Stando ai rumors la Fiat 500 elettrica dovrebbe costare circa 30 mila euro. Questo è il prezzo da pagare per avere una autonomia tra i 300 e i 450 km e una potenza superiore ai 120cv, il tutto racchiuso in un abito chic e alla moda.

 Potrei comprendere i prezzi in relazione ai tanti contenuti, ritengo tuttavia che cifre del genere non siano alla portata di tutti gli italiani. 30 mila euro per una utilitaria di piccole dimensioni sono impegnativi; quasi insostenibili. Se, pensando al passato, ricordiamo l’economicità e l’accessibilità della prima Fiat 500 il prezzo ipotetico della versione elettrica risulta quasi fuori fuoco. 

Molti possono consolarsi pensando agli ecoincentivi quantificabili in circa 6 mila euro. Sul lato tecnologico la 500 potrebbe autoeleggersi reginetta del segmento. Si parla infatti di U-Connet di 5° generazione, Adas e numerosi sistemi di sicurezza e intrattenimento a bordo. La domanda che vorrei porvi a fronte di una considerazione è questa:

La Fiat 500 2020 sarà iconica quanto alcune sue antenate? Saprà raccogliere la pesante e prestigiosa eredità che questo modello porta in dote? Lo scopriremo nei prossimi mesi.

A Marzo infatti il salone di Ginevra toglierà i veli alla piccola italiana, la cui commercializzazione partirà solo questa estate. Tutti pronti dunque, una nuova icona sta per nascere.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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