Ducati Multistrada V4: tecnologia al servizio della sicurezza

L’attesa è quasi finita, la Ducati Multistrada V4 è finalmente realtà. Da tempo il marchio italiano aveva spoilerato qualche informazione riguarda a una Multistrada equipaggiata con il neonato ma già iconico V4. Oggi da Borgo Panigale sono arrivate conferme ufficiali e le prime foto. Nello specifico oggi inizia la produzione di un modello destinato probabilmente a cambiare per sempre le sorti della Multistrada. Finora la Multi  poteva contare su motori a due cilindri, ma adesso le cose stanno per cambiare.

Ducati Multistrada V4

Come spesso accade Ducati snocciola informazioni un po alla volta. Il 15 Ottobre ne sapremo di più sul motore, il 4 Novembre avverrà la presentazione ma già oggi abbiamo delle notizie succulente. Per la prima volta in campo motociclistico fa il suo esordio il sistema radar. Con la Ducati Multistrada V4 debutterà infatti il nuovissimo sistema a doppio radar sviluppato da Ducati e Bosch. Sono serviti ben 4 anni per portare al termine la sperimentazione di questo prodotto eppure i presupposti affinché si trasformi in un successo ci sono tutti. Un radar verrà posizionato all’anteriore e un altro al posteriore per avere una copertura quasi totale.

Ducati Multistrada V4

La Ducati Multistrada V4 sarà la prima moto con i radar

Parliamo di due dispositivi poco più grandi di una action camera, dal peso di soli 190g. Il radar anteriore controllerà il cruise control adattativo, gestendo al meglio frenate e ripartenze comprese tra i 30 e i 160 km/h. Il sistema lavora in modo del tutto simile a quanto già visto in campo automobilistico, chiaramente tutto avviene in modo più soft permettendo al “pilota” di controllare sempre al meglio le reazioni della moto. Il radar posteriore invece coprirà l’angolo cieco della Ducati Multistrada V4 così da azzerare la pericolosità che alcuni cambi di direzione comportano. Questo stesso radar è anche in grado di identificare veicoli che sopraggiungono ad alta velocità avvertendo così il pilota dell’eventuale rischio.

Ducati Multistrada V4

Insomma un grande passo avanti in campo motociclistico che farà contenti molti appassionati. Su moto come la Multistrada il fattore sicurezza gioca un ruolo chiave. Ci si ritrova spesso ad affrontare percorsi molto lunghi e il “supporto elettronico” non è da sottovalutare. Vedremo quali altri novità avrà in serbo per noi questa nuova Ducati Multistrada V4. Nell’attesa possiamo consolarci con qualche foto e con la consapevolezza che sarà quasi certamente un prodotto che non tradirà le aspettative.

Ducati Multistrada V4

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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