Fiat 124: c’era una volta la Spider

Da amante del genere “open air” sin dal primo momento in cui vidi la Fiat 124 nel 2016 è stata più di semplice simpatia. Il profilo con la coda lunga, e le due “pinne” laterali a ricalcare bene le forme della originale del ’66, quell’aspetto da auto d’altri tempi, con i volumi così “romanticamente” bassi e non contaminati dalle mode di monovolume e SUV susseguitesi negli anni.

La Fiat 124 vista da Luca

E così prima o poi doveva accadere. La Fiat 124 spider la volevo sul canale; fortemente. Ché di lei sono state dette tante cose ma poche particolarmente lusinghiere, forse perché si porta appresso il peso incalcolabile dell’essere “l’altra Miata”, auto della quale poco può essere detto se non cose belle.

Sicché questa “spider da passeggio” come è stata definita, ero curioso di provarla, perché una giapponese con il “flair” italiano davvero mi incuriosisce, specie quando sotto il cofano monta il “millequattroFiat-Alfa, già visto sulle 500 Abarth e sulla Mito Veloce, provata in un’avventura precedente a Piedi Pesanti e mai dimenticata.

La Fiat 124 spider in prova è nera (il colore più difficile da fotografare, semplicemente non “esce”) e ci accoglie con il tetto chiuso in un parcheggio della periferia est di Milano; piccola e raccolta attorno ai suoi 2 metri e 33 di passo, sembra davvero arrivare da un’epoca diversa, un’epoca in cui avere linee filanti ed i capelli al vento era sinonimo di “essere ganzi”.

È ancora – climaticamente almeno – piena estate e la prima cosa che faccio entrando è aprire la capote. Il meccanismo è manuale ed il tempo di apertura lo decidete voi; ci vogliono circa tre secondi ma se l’assenza dell’apertura automatica davvero non vi va giù ed un particolare esercizio di pilates prevede l’estensione del braccio ad arco, potete impiegarci anche di più, simulando un motorino elettrico. Personalmente la mancanza di un sistema automatizzato non la considero un difetto in quanto avrebbe comportato un maggior costo ed una complicazione in più a mio avviso piuttosto inutile, dal momento che la capote è piccola e leggera.

Frizione giù e pulsante start (che, invece, su un’auto del genere avrei evitato volentieri a favore di una tradizionale accensione a chiave); il “millequattro” si mette in moto con una voce roca e decisa, zittendo immediatamente i pregiudizi di “auto da passeggio” che ancora silenti albergavano nella mia mente. Qualsiasi dubbio sparisce all’innesto della prima: un cambio praticamente perfetto (derivato dalla precedente Miata), innesti ravvicinati e secchi come quelli della 124 storica, leva cortissima ad una spanna dal volante, mai una grattata, mai un contrasto. Cambiare – gesto che sta diventando sempre più desueto – contribuisce ad una grossa fetta nella torta del piacere di vivere questa macchina.

Nella giornata durante la quale abbiamo avuto a totale disposizione la 124 abbiamo fatto un po’ tutti i tipi di percorso. Per le strade del centro di Milano, ormai completamente congestionate dai restringimenti strutturali e dai cantieri della metropolitana, il piacere di essere su una spider è relativamente basso: tra gli scarichi dei tanti diesel “defappati”, le lunghe soste sotto il sole rovente ai semafori o gli sguardi inquisitori di qualche mammina attivista che ci guardava disgustata dal gorgogliare del 1.4 al semaforo (la piccola spider non ha lo start and stop) non vedi l’ora che la città finisca ed appena cominciano gli svincoli delle tangenziali è davvero difficile non far sfogare i 140 cavalli del Multiair.

Cavalli che in assoluto non sono molti ma tra rumore del vento che soffia sopra la testa (sopra, non addosso), quello del motore e la progressione continua del turbo, sembrano molti di più. A velocità autostradale il rumore è abbastanza sopportabile ma se la si supera perché magari si sta portando la propria bella in una fuga romantica a Neuschwanstein attraverso una Autobahn allora parlare sarà impossibile e a 170 sembrerà di essere a 300; e la cosa non è necessariamente un male, anzi.

Tra le strade della bassa pavese dove abbiamo portato la 124 per provarla in un’ambiente più simile possibile a quello a lei destinata (le belle strade extraurbane) ci si diverte tantissimo con relativamente poco. 140 cavalli vi consentono, qualora non aveste voglia di andare forte, di avere una “bella schiena” sulla quale contare per viaggiare in relax e divertirvi anche ad andature basse oppure, se preferite, di “dare tutto” senza né rischiare di farvi male né la revoca della patente, potendo contare sempre su una tenuta di strada di livello elevatissimo e dei controlli di trazione mai invadenti, almeno finché non si esagera cercando il sovrasterzo: in quel caso una mano invisibile arriva a frenare la ruota che perde aderenza portando la spiderina in un prevedibile sottosterzo che vi rallenterà, riportandovi nei ranghi. Ma niente paura, Piedi Pesanti! A sinistra del volante c’è il tasto per disattivare i controlli ed allora potete farle fare tutto ma mi raccomando, cum grano salis perché potenza relativamente bassa e passo corto possono rendere la 124 molto molto difficile da gestire in condizioni limite, motivo per cui in strada è consigliabile mantenere i controlli inseriti e guidare pulito, la Fiat non vi deluderà.

L’unica cosa che vi chiederà in cambio sarà la benzina, tanta per il motore che è. il 1.4 Multiair si sa non è parco e nella giornata abbiamo rilevato un consumo misto di circa 7 con un litro ma è doveroso anche dire che non ci siamo andati leggeri con il piede destro.

Allora Fiat o Abarth?

Tralasciando volutamente la sorellina Mazda (perché ha un aspirato e soprattutto perché è diversa esteticamente e lì è solo una questione, insindacabile, di gusti) il dubbio rimane tra la versione “civile” in prova e quella “ignorante” con lo scorpione sul cofano. Vi dirò le mie impressioni finali e quale sia meglio lo decidete voi.

Uno scarico più “arrabbiato” è perfetto per la versione Abarth ma, secondo me, è giusto che invece non ci sia sulla Fiat, più votata all’uso “di coppia”.

140 cv contro 170 e 240nm contro 250 non sono un grande divario e, parliamoci chiaro, in qualche “stallaggio” (e solo per l’uso in pista) quei 30 cavalli volendo si trovano ma quello che manca a questa Fiat 124 è proprio un differenziale autobloccante (che Abarth invece ha) per poter godere appieno delle gioie della trazione posteriore nella guida pulita e senza disinserire i controlli.

Quale sceglierei quindi?

Abarth per il differenziale; una trazione posteriore così, piccola e leggera, con un propulsore sempre presente e l’affilatezza data da un upgrade meccanico di livello come un autobloccante diventa il giocattolo perfetto ma io sceglierei la Fiat. Perché quello che vi dà in realzione a quello che costa(va) (purtroppo non è più in produzione ed ormai si trovano esemplari intorno ai 16 mila euro) è tanto, tantissimo. Le prestazioni brute tutto sommato sono simili, un motore molto prestante con un gran bel suono, un’alta qualità garantita del tempo trascorso guidandola;  l’auto “da domenica” perfetta per la vita, insomma, con 140 cavalli il bollo è basso, l’assicurazione è relativa. Non sarà un V8 ma è una macchina fatta per godersi la vita senza totalizzare il vostro budget. Affiancata da un’altra auto, più versatile e più adatta all’uso quotidiano (magari ibrida o elettrica per non subire più le vessazioni delle amministrazioni locali), potrebbe essere la chiave della felicità, perlomeno sono sicuro che lo sarebbe della mia.

 

La Fiat 124 vista da Ermanno

Quando qualche anno fa sono uscite le prime indiscrezioni sulla Fiat 124 Spider ero molto curioso. Aspettavo da tempo il ritorno di una cabrio italiana e questa doveva e poteva essere la volta giusta. Da sempre troppo patriottico mi aspettavo un piccolo gioiello made in Italy in grado di far sognare in grande non solo i più giovani ma anche chi ha qualche primavera alle spalle; perché parliamoci chiaro: il nome Fiat 124 innesca reazioni emotive in chi ha avuto la fortuna di vivere gli anni in cui era commercializzata la prima e iconica serie.

Fiat 124

Averla posseduta (o possederla tuttora) stuzzica un’altra voglia insaziabile: quella di affiancarla la neo arrivata nipotina. Insomma, mi aspettavo qualcosa di così italiano da far arrossire anche chi come me vorrebbe vedere il tricolore ovunque. Dopo qualche mese però non si parla più di Fiat 124, o meglio, si parla anche di Fiat 124 ma solo dopo aver citato la Mazda MX-5. Mistero presto svelato. FCA e Mazda si alleano per questa insolita quanto vincente collaborazione. E dico vincente perché è difficile trovare qualcuno che sia più capace di Mazda nel fare delle piccole cabrio a trazione posteriore. Non è un caso se la MX-5 è una delle auto più vendute al mondo, e continua a eccellere nella sua categoria dopo decenni.

Fiat 124

Vi starete dunque chiedendo dove sta il problema. Non c’è, o forse c’è solo in parte. La Fiat 124 di fatto è molto meno italiana e molto meno Fiat di quanto vogliamo pensare. Questa mia “chiusura mentale” mi ha spinto negli scorsi anni a sottovalutarla. Non ne ho parlato, non l’ho provata, non l’ho desiderata. Insomma ero deluso, arrabbiato, sul punto di dimenticarla del tutto. A rendere le cose ancor più complicate ci ha pensato la scheda tecnica: prezzo elevato, performance scadenti. Molti di voi diranno che c’è anche la versione Abarth. Ben detto. Peccato che anche quella costi uno sproposito e vada poco più veloce di una utilitaria pepata che costa un terzo del prezzo.

Fiat 124

Cosa si compra allora quando si stacca l’assegno per una Fiat 124? Ho cercato quasi invano questa risposta la notte prima del test drive giungendo alla conclusione (solo 24 ore dopo) che si acquista… la libertà. Lo so, sembrerò folle nel fare questa affermazione, eppure è l’unica cosa che mi viene in mente. Dimenticate le performance pure, dimenticate accelerazioni brucianti, dimenticate traversi di potenza lunghi decine di metri e tornanti affrontati a bandiera. La Fiat 124 non vuole essere nulla di tutto ciò. Non vuole essere cafona, non vuole essere aggressiva e non vuole eccellere sulla carta. Tuttavia guidandola ci si dimentica tutto.

Fiat 124

Con un cambio così la Fiat 124 fa faville

Il cambio estremamente preciso ci permette di snocciolare le 6 marce con una velocità imbarazzante e un telaio ben tarato fa tutto il resto. Osservandola ci si aspetterebbe una spezza schiena e invece niente di più sbagliato. Poche sono le volte in cui la si può accusare di risposte secche sullo sconnesso, e i sedili fanno bene il loro mestiere. La Fiat 124 non ha uno sterzo da prima della classe (1,5:1) , risulta però piacevole ed è proprio il sopracitato telaio a fare gran parte del lavoro. Il famoso 1,4 Multiair sprigiona solo 140cv ma non sono così pochi come si potrebbe pensare. Non aspettatevi reazioni e sensazioni da supercar, ma non sottovalutate nemmeno l’effetto peso. Quest’ultimo gioca un ruolo chiave e permette tra le curve di togliersi anche qualche soddisfazione.

Fiat 124

In rettilineo le cose cambiano. In effetti si sente la mancanza di qualche cavallo in più, ma ciò porta a tirare un pò più del previsto le marce, godendo di un piacevole quanto caratteristico allungo. Il motore, pur non essendo un cantante come il fratello firmato Abarth, ha una timbrica piacevole che appaga i sensi sopratutto in rilascio. Non male insomma. Torno però brevemente alla libertà di cui parlavo prima. Abbassate la capote e vi sentirete liberi di andare dove vi pare. Dimenticherete i vincoli e le “rotture” del mondo moderno per dedicarvi a questo ancestrale momento di liberazione. È una sensazione difficile da capire, ma sono certo che proverete lo stesso provandola.

Durante la prova, nonostante Luca non goda della bellezza della mia ragazza (non volermene amico mio, ho gusti diversi ), mi sono trovato in uno stato di pace e tranquillità tipico di chi si trova in vacanza nel suo posto preferito. Eppure mi trovavo sul sedile di una dannata Mazd… ehm Fiat. Insomma, non vi nascondo che ero molto prevenuto. Volevo provarla ma ero certo che sarebbe stata una delusione. Grave errore. La Fiat 124 mi è piaciuta davvero tanto. Non sarà italiana al 100% ma ha tante cose che ricordano il belpaese. In primis la strumentazione (made in Alfa Romeo). Caratteri tipici del marchio del biscione accompagnano il guidatore in ogni occasione e incuriosiscono gli utilizzatori più attenti. E poi c’è il look.

Fiat 124

Anche un ignorante vedrebbe in lei un’italiana. E qui i nostri tecnici/designer sono stati davvero abili. Non era semplice stravolgere la Mazda MX-5 senza rovinarla. Eppure in Fiat ci sono riusciti ricreando un’atmosfera solare e vacanziera che mi fa pensare a quanta goduria potrebbe celarsi dietro un giro in costiera. Parlandone così è difficile trovarle un difetto, e quelli che ha sono troppo “piccoli” per renderla imperfetta. Potrei dirvi che si sono dimenticati del nostro cellulare e del nostro portafogli ( mancano del tutto delle tasche porta oggetti) e che alcune plastiche lasciano a desiderare.

Eppure a bordo vi assicuro che nulla potrà distogliervi dal godervi a pieno la guida pura, sensuale e libera che la Fiat 124 vi propone. Mazda ha da sempre la mia ammirazione, ma da oggi ha anche il merito di aver fornito una sua costola a una delle italiane più desiderate e più incomprese di sempre. Ma di questo ne parleremo nei prossimi mesi, quando forse ci ritroveremo tra le mani una delle sue “cazzutissime” sorelle.

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