Jonway MJS-E Sport: l’elettrico che non teme nulla

Basta soffermarsi pochi secondi sullo sguardo accigliato del Jonway MJS-E sport per capire che ha le idee chiare. Il doppio faro full led infatti è di quelli simpatici ma cattivi, con un frontale impreziosito da un ulteriore elemento estetico sempre led nella parte superiore. Le prese d’aria al punto giusto sono spigolose e pronunciate tradendo la sua anima decisamente sportiva. Lo so, partendo così vi aspettereste tutto tranne uno scooter elettrico, invece il Jonway MJS è proprio questo. Ha degli assi nella manica di cui voglio parlarmi e delle piccole criticità che possono facilmente passare in secondo piano.

Ma andiamo per gradi. Il Jonway MJS-E Sport oggi dovrà affrontare l’afosa Pavia, e per farlo la sua batteria dev’essere carica al 100%. La procedura è di una semplicità disarmante. Il portaoggetti sinistro infatti nasconde la presa per la ricarica domestica e in pochi secondi il gioco è fatto. Alla luce di un sole caldo come non mai il grigio opaco del Jonway MJS esalta le sue linee sportive al punto giusto. È spigoloso, basso e imbronciato. Direi quasi che ha l’aria da cattivo ragazzo in questa configurazione e ne sono piacevolmente colpito.

Jonway MJS

Mi aspetto molto da questo modello. So essere uno degli e-scooter più performanti e più interessanti sul mercato quindi voglio testarlo a fondo per godermi ogni sua particolarità. Lo osservo attentamente girandogli intorno e colgo qualche piacevole dettaglio. L’anteriore si presenta con un gruppo frenante di generose dimensione e con un’escursione della forcella abbastanza ridotta da farlo sembrare decisamente “acquattato”. In questa colorazione direi quasi che sembra un veicolo stealth e la silenziosità del motore brushless potrebbe giocare a suo vantaggio. La vista laterale si conferma spigolosa ma ben sagomata.

Jonway MJS

Il cupolino seppur contenuto nelle dimensioni protegge bene alle “alte” velocità e la semi-carena orientata verso il guidatore enfatizza questa sensazione. In questa giornata estremamente calda i pochi flussi d’aria che mi raggiungono sono ben accetti e sono certo che in inverno la protezione aerodinamica possa far contenti i più freddolosi. La sella del nostro Jonway MJS-E Sport è larga, spaziosa, comoda e ben rifinita. Chi mi legge e mi segue da un po sa che sono puntiglioso e polemico. Ecco allora che sblocco la sella alzandola dal suo alloggiamento per studiarla a fondo. I perni di sostegno sono robusti, le cuciture perfette e la sagoma posteriore sembra fatta per durare nel tempo. Piacevolissime inoltre le finiture rosse che amplificano l’immagine racing green del Jonway MJS.

Jonway MJS

Le forme del Jonway MJS convincono anche gli sportivi

Il posteriore presenta un gruppo ottico affusolato ma perfettamente visibile con la parte superiore che accompagna il codino, sprovvisto nel nostro caso di bauletto. Scruto con attenzione il motore brushless da 16,5 kw integrato nello pneumatico posteriore e ne apprezzo in primis la compattezza e in secondo luogo l’accuratezza. Non ci sono cavi o paratie fuori posto e l’impatto estetico è molto piacevole. Indosso il casco ed è arrivato il momento di partire. Giro la chiave, premo il freno e sulla strumentazione si accende la spia drive (di colorazione verde) a ricordarmi che è tutto pronto.

Jonway MJS

Nonostante il sole battente la strumentazione del Jonway MJS è ben leggibile e la colorazione blu non stanca ne infastidisce neanche nelle tratte notturne. Ben fatto. Seleziono il riding mode 1, quello più conservativo e meno grintoso. A mio avviso è quello consigliato per prendere confidenza con la “motorizzazione elettrica”, per le partenze su fondi irregolari o per manovre in totale sicurezza sul bagnato. In questa modalità la potenza viene ridotta del 50% e l’erogazione si dimostra fluidissima senza strappi o brusche accelerazioni. Certo dimenticate velocità superiori ai 50 km/h però nel traffico ha il suo perché.

Jonway MJS

Decido subito di mettere alla prova il Jonway MJS affrontando un tratto di asfalto sconnesso con presenza di sanpietrini. L’escooter rimane stabile e silenzioso, non impensierisce e non preoccupa nei rallentamenti o nei cambi di direzione. Complici le sospensioni decisamente rigide non godo di confort assoluto ma gradisco questo aspetto perché so già che ne beneficerò più avanti. È ora il momento del riding mode 2. Potenza espressa nell’ordine del 75-80% e velocità massima di 90-95 km/h. La differenza di potenza è subito percepibile. Così il nostro Jonway MJS non teme alcun rallentamento e prende “giri” con una certa determinazione. Nel traffico se la cava egregiamente e la comodità su fondi più o meno decenti si rivela ottima.

Jonway MJS

Dalla città alle curve senza temere di rimanere a piedi

In questa fase cittadina apprezzo la sua silenziosità e la fluidità di marcia che mi permette di partire quasi sempre per primo al semaforo. L’allungo è limitato ma si raggiungono i 95 km/h davvero velocemente. A stupirmi negativamente sono i freni, poco modulabili con il posteriore che spesso tende al bloccaggio. Lo ammetto, da motociclista avrei apprezzato maggiore sincerità da parte di questo impianto, caratterizzato da una piccola zona morta e da una frenata poderosa quando si preme con maggiore decisione. Tuttavia sono consapevole che molti scooter hanno il medesimo problema e basta comprenderne il funzionamento per abituarsi in fretta. Detto ciò, anche nelle fasi più concitate mi sono sempre fermato in un range di sicurezza molto elevato il che è sempre una buona cosa.

Jonway MJS

Dopo la promozione in città è però arrivato il momento di lanciarlo nella campagne pavesi tipiche per le loro serpentine veloci. È un tragitto a me caro che ho spesso affrontato in moto e posso forzare un po per mettere alle stretta il Jonway MJS. Prima però seleziono il riding mode 3, il più performante e cattivo. L’erogazione si fa ancora più repentina e basta poco per sprigionare tutti i kw a nostra disposizione. In men che non si dica le velocità raggiunte sono ben superiori a quelle imposte dal codice stradale quindi prestate attenzione. Iniziano finalmente le curve e anche se ancora non sono in confidenza con i freni inizio a stupirmi davvero.

Jonway MJS

Quando aumentano le velocità il sistema CBS (la frenata combinata) fa il suo dovere. Anche nelle manovre più “complicate” il Jonway MJS e-Sport rimane stabile e incollato all’asfalto. Complice il baricentro basso lo scooter scende in piega che è una bellezza e l’anteriore rimane comunicativo e fedele come pochi. La potenza a disposizione non è infinita ma consente al fortunato guidatore di togliersi parecchie soddisfazioni. La velocità massima dichiarata è di 130km/h ma posso assicurarvi che, nonostante fossimo in due, la si oltrepassa con una certa facilità.

Jonway MJS

Nelle fasi più delicate arriva in soccorso anche il tasto Boost che garantisce un surplus di potenza per 20 secondi. Una sorta di NOS elettrico per dirlo alla Fast and Furious che però può essere utilizzato ogni 90 secondi. Eh già, lo avrete capito: questo Jonway MJS-E Sport mi ha davvero stupito. Non è esente da difetti di cui vi parlerò a breve però è davvero divertente e intelligente. Anche in due rimane sempre stabile e la potenza a disposizione non vi farà mai rimpiangere un veicolo termico della stessa categoria.

Tanti pregi e qualche difetto

Peccato solo che complicare le cose ci sia un buco burocratico importante che ci ha impedito di testarlo in autostrada altrimenti sono certo che ad andature costanti ci avrebbe stupito anche li. Siamo però fiduciosi a tal proposito. L’Italia infatti come altri paesi si sta adeguando all’avvento della mobilità elettrica e quasi sicuramente vedremo presto risolti questi “problemucci”. Veniamo ai difetti. Pochi a dire il vero. Il Jonway MJS-E Sport forte del suo prezzo contenuto ha qualche criticità. Una su tutte forse la mancanza dell’ABS che avrebbe garantito una sicurezza decisamente maggiore. Ho inoltre rimpianto un indicatore dell’autonomia residua, rimpiazzata da un classico indicatore a “tacchette”. Alcune finiture inoltre sono perfettibili.

Se la parte “motoristica” infatti non si espone a critiche, a soffrire sono i portaoggetti poco sotto il manubrio. Seppur dotati di serratura sembrano un po delicati, con un blocco quasi traballate e impreciso. Confido nel fatto che questo sia un problema del nostro esemplare ma qualora così non fosse bastano pochi accorgimenti per risolvere definitivamente la situazione. Piacevole sorpresa la porta USB posizionata nella parte centrale sotto il manubrio. Coperta da un comodo “tappino” giallo che la rende impermeabile è facilmente raggiungibile. Collegando il mio smartphone non ho mai avuto il cavo in una posizione d’intralcio e l’ho apprezzato. In definitiva penso che questo Jonway MJS-E Sport sia davvero un mezzo interessante. Ha una doppia anima senza mai tradire la sua indole green.

Sa essere performante nel traffico e divertente nelle tratte più movimentate nonché economico e sicuro. I suoi 105 km di autonomia si sono rivelati sempre tali, anche quando lo abbiamo spremuto utilizzando con frequenza il tasto boost. Con circa 1,70 euro per ogni ricarica peserà ben poco sulle vostre tasche. Forse un po pesantuccio lo è lui con i suoi quasi 200kg ma la retromarcia verrà sempre e comunque in vostro soccorso risparmiandovi le tipiche sudate da manovra. Allo stesso tempo una volta in marcia il suo baricentro basso non saprà impensierirvi neanche andando molto molto piano nel traffico cittadino, peraltro affrontato sempre con una certa agilità.

Jonway MJS

Con 7450 euro il Jonway MJS-E Sport potrebbe essere vostro. Ma attenzione. Con l’incentivo al 30% il prezzo scende a 5600 euro iva inclusa il che lo rende un best Buy senza rivali. Già senza rivali perché al momento il mercato elettrico nella categoria L3e offre ben poco. Con il Jonway MJS comprate un veicolo in grado di scorrazzarvi a lavoro durante la settimana e di strapparvi sempre e comunque un sorriso anche quando il sabato pomeriggio volete raggiungere una meta turistica poco distante dalla vostra abitazione. La sua autonomia è la freccia che manca nella faretra di molti competitor.

La sua anima green vi cullerà e non peserà sul vostro conto in banca, complice una manutenzione ridotta all’osso. Non so se questo sia il futuro della mobilità mondiale. È presto per dirlo. Posso però affermare con certezza che se vivessi in città non ci penserei su nemmeno un secondo. Questo è il presente della mobilità urbana. È la soluzione più intelligente e più giusta che abbiamo a disposizione per muoverci nel traffico.

Jonway MJS

Non venite a dirmi che il vostro scooter termico ha più senso di questo, non lo accetterò. Se i km giornalieri sono inferiori a 100 questa è la soluzione che fa per voi. Una soluzione che profuma di libertà e di consapevolezza. Ora non vi resta che acquistarlo e perchè no, magari di accenderlo con la comoda chiave a comando remoto provvista di antifurto. Ma prima non perdetevi la nostra prova su Yuotube e diteci cosa ne pensate di questo Jonway MJS e-Sport

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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