Alfa Romeo Brennero: Italia nel nome, meno nei contenuti

La parola Brennero continua a risonare nelle nostre orecchie. Dopo l’unione con PSA c’è tanto interesse intorno al marchio Alfa Romeo. In seguito a gioie e dolori in mano a FCA si pensa che forse possa arrivare dalla Francia una bella spinta economica. Non possiamo sbilanciarci nell’ipotizzare cosa succederà davvero. Sembra però cosa certa la possibilità di vedere un altro baby suv affiancare Tonale e Stelvio. Brennero per l’appunto. In principio era maxi suv, ma da qualche giorno si parla di circa 415/420 cm di lunghezza.

Brennero o Castello nella configurazione maxi suv ipotizzata qualche mese fa

Tralasciando le mie ricorrenti polemiche che vedono nei suv solo marketing e guadagno mi soffermo sulle ipotesi di alcuni famosi analisti. Brennero dal nome italiano potrebbe avere un’anima francese. La cosa non può che rattristarmi. Sono da sempre sostenitore della qualità italiana e ho la presunzione di credere che nel fare auto siamo tra i più bravi al mondo. Affidare un progetto di tale importanza a una equipe italo francese produrrà dei risultati incerti, ma cosa ancor più grave snaturerà nel profondo le origini del baby suv.

Brennero o Castello nella configurazione Maxi Suv ipotizzata qualche mese fa

Non fraintendetemi. Non dico che questo Brennero si rivelerà una delusione. Dico soltanto che forse un prodotto destinato insieme ad altri a risollevare le sorti di un marchio abbia bisogno di qualcosa in più rispetto alle già note francesi. Partiamo dallo stile. Almeno quello sembra essere spiccatamente italiano. Si rifà in buona parte al Tonale e questa salvo stravolgimenti è un’ottima notizia. Ottima anche la notizia che ipotizza due sorellastre.

Alfa Romeo Tonale concept

Una marchiata Lancia per un ritorno, speriamo, in grande stile, e una marchiata Fiat dal prezzo ipoteticamente più contenuto. Per ogni buona notizia però spesso ne esiste anche una cattiva. La piattaforma utilizzata per la “costruzione” della vettura dovrebbe essere la nota CMP di PSA. Ciò da un lato garantirebbe la sicurezza di avere un sistema già collaudato, ma dall’altro rappresenta sicuramente un passo indietro per l’industria italiana. La stessa industria che con la produzione di questo/a Brennero verrebbe privata anche della componente motoristica.

Ipotesi di Lancia basata sulla piattaforma PSA condivisa con Brennero

Si parla infatti con insistenza dei famosi 1.2 PureTech declinati in diverse potenze da 100 a 155cv. Ciò permetterebbe al baby suv italo francese di adottare tecnologie ibride e anche full Electric. Equipaggiato con le stesse motorizzazioni di Peugeot 208 e 2008 garantirebbe infatti una autonomia media di 350 km e una potenza massima di 136cv. Un Biscione poco sportivo dunque, ma c’è forse da aspettarselo parliamo pur sempre di un SUV; anche se Stelvio ci ha insegnato altro.

Ipotesi di b-suv Alfa Romeo

Al momento la notizia più sconvolgente è solo una ipotesi quindi lascia (spero) il tempo che trova. Un analista francese sostiene che in ballo ci sarebbe anche una versione Quadrifoglio Verde. Qui le carte in tavola cambiano. Si parla di due possibili motorizzazioni e tanta incertezza sulla versione finale. La prima ipotesi prevede il classico 1.6 PureTech capace di una potenza compresa tra i 170 e i 230 cv. La seconda ipotesi vede invece un Brennero QV completamente elettrico con un potenza di circa 200cv.

Non so quale delle due versioni mi sembra più insensata. Mai vorrei vedere una vettura italiana nella sua versione Quadrifoglio equipaggiata con un motore francese o elettrico. Anche sul fronte diesel poche sorprese. 1.5 Blue HDI sempre Made in France e passa la paura. Insomma, meglio non dilungarci troppo in queste che al momento sono solo ipotesi; sappiate solo che è prevista la sola trazione anteriore. Una conferma di quanto “mercato” ci sia in questo modello. Detto questo non nascondo perplessità, dubbi e malumori.

Questa ossessiva rincorsa ai SUV sta snaturando un marchio già abbondantemente sfigurato dalle fallimentari scelte degli scorsi anni. La speranza è quella che un marchio così prestigioso possa riprendersi quanto prima ciò che gli spetta; ma è una visione troppo ottimistica. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi, capiremo se questa fusione saprà davvero dare nuovo lustro a chi lo merita da ormai troppi anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.