CBR 1000 RR-R Fireblade: un nome, una garanzia.

Dopo averla vista a Eicma la Honda CBR 1000 RR-R Fireblade ha finalmente una data d’uscita. Prima di svelarvela è d’obbligo una piccola descrizione di quella che si candida come regina delle supersportive. La CBR è una diretta rivale della Ducati Panigale V4 e come l’italiana ha dalla sua una dose imbarazzante di cavalli ed elettronica. Il quattro cilindri in linea sprigiona ben 217 cavalli, imbrigliati solo dall’elettronica e dal polso del pilota.

Eh già, qui bisogna parlare di piloti perché tutta questa potenza deve necessariamente finire nella mani esperte di chi sa domare tale abbondanza. Anche Marc Marquez nel test di qualche settimana fa ha trovato pane per i suoi denti. Lo dimostrano le evoluzioni che potete osservare nel video rilasciato da Honda e il sorriso dello spagnolo che la dice lunga su questa CBR 1000 RR-R. Non è necessario spingerla a 14.500 giri/min e neanche sbirciare sotto le carene per capire che sulla CBR c’è lo zampino di HRC.

Il reparto sportivo Honda da tempo collabora con il reparto stradale per sfornare moto che siano il più performanti possibile. Basta uno sguardo per rivelare una morbosa attenzione all’aerodinamica, comprensiva di prese d’aria e alette di chiara derivazione Moto GP. Tutto ciò contribuisce a rendere la CBR affilata ma stabile anche e soprattutto alle alte velocità. Scriveremo e parleremo più approfonditamente di lei quando avremo modo di vederla e perché no toccarla dal vivo. Al momento possiamo fidarci delle dichiarazioni ufficiali e di una scheda tecnica che non lascia scampo ai dubbi.

Il pacchetto base già molto ricco e specifico include telaio in alluminio con struttura a diamante e un forcellone del tutto simile a quello che si trova sulla controparte da pista ovvero l’iconica RC213V. Non mancano freni Brembo e dettagli chiaramente da competizione. Ma le sorprese non finiscono qui. Sarà infatti commercializzata una versione SP comprensiva di cambio con funzione quickshifter sia in salita che in scalata, freni Brembo di fattura superiore rispetto agli originali e sospensioni elettroniche Ohlins al posto delle Showa. Sembra la carta d’identità di una moto da corsa targata, e forse in fondo è proprio così.

Ecco perché ritengo la nuova CBR un enorme passo avanti rispetto alla versione precedente, accusata troppo spesso di essere troppo morbida e poco incisiva rispetto alle sue antenate. La vera domanda è se sarà in grado di dar del filo da torcere a regine affermate del segmento. A inizio articolo ho citato la demoniaca Ducati Panigale V4s ma non sono da meno le varie versioni di Yamaha R1 e le BMW S1000RR.

Insomma, Honda è avvisata. La CBR  deve confermarsi brutale e competitiva come sembra essere da queste prime informazioni. Ma torniamo al fulcro. Vedremo la CBR nei concessionari da fine febbraio al prezzo di 22.300 euro per la versione normale che salgono a poco meno di 27 mila per la SP. Prezzi abbastanza d’attacco, e chissà, forse, oltre al prezzo, anche la sostanza sarà superiore a una buona parte delle sue agguerrite rivali.

 

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