La nostra avventura con l’Alfa Romeo Brera è iniziata quasi per caso. Frutto di una di quelle assurde coincidenze che ci portano a conoscere grandi appassionati e soprattutto grandi persone. Il “nostro donatore” ci seguiva da tempo e quando abbiamo stretto una sincera amicizia ci ha subito coinvolti in una serie di test drive che presto vi porteremo sul canale. Ma tutto parte con lei, con la mitica Alfa Romeo Brera.

È poco meno di mezzogiorno quando Arese, finora dominata da un bel azzurro si tinge di rosso. Sì rosso, il rosso che se fossi il sindaco di Arese riproporrei esattamente così in ogni angolo delle strade. Un rosso che sa di passione, di grinta ma soprattutto di storia. Il rosso Alfa Romeo. Il 2.2 JTS si risveglia sonnecchiando dal suo letargo con la timbrica tipica di chi sa il fatto suo. Non assorda, non invade, non infastidisce. Piuttosto penetra elegantemente il nostro udito.

Alfa Romeo Brera

Al cuor non si comanda: parola di Alfa Romeo Brera

Lo fa però per pochi secondi perché dall’orecchio si sposta velocemente al cuore. Un cuore fragile, provato dalle mille dicerie che ingiustamente hanno indebolito molto il suo battere. Eppure basta poco, così poco come una messa in moto per ricevere quella scarica di adrenalina che sa farlo tornare a pieno regime dopo anni in cui sembrava assopito. Scrivo queste parole con il battito ancora accelerato e con la certezza che quel cuore in realtà non aveva mai smesso di battere per la Brera. In fondo al garage scorgiamo un altro gioiello raro, ma è presto per parlarvene. Saliamo a bordo.

Alfa Romeo Brera

Luca per la prima volta vive l’Alfa Romeo Brera in prima persona. Per me non è la prima esperienza eppure c’è sempre quel fantastico battito a farmi compagnia. Prendo posto per primo nei comodi sedili in pelle con la classica trama a cannelloni. Mi sento subito parte della vettura e bastano poche regolazioni per cucirmela a dosso. Non vado alla ricerca di strani bottoni o congegni per renderla più efficace. L’Alfa Romeo Brera gode di quella purezza e di quella classe che hanno contraddistinto le Alfa del passato. Innesto la prima, rilascio la frizione e lei scorrere nei viali alberati che oggi sembrano li per noi.

Alfa Romeo Brera

La sobria eleganza di chi vince senza ostentare dominio

L’alternarsi di luci e ombre sposta la mia attenzione sui dettagli stilistici. Il binocolo è uno di questi. Sobrio, elegante e ben visibile viene impreziosito dal display lcd centrale che seppur monocromatico non fa rimpiangere i sistemi più moderni. Osservo la plancia dove sono incastonati i 3 strumenti circolari. Questa scelta stilistica di Alfa Romeo era stata lungamente contestata fin dagli albori ma ha un suo perché. La pulizia generale infatti beneficia di tale soluzione e non posso nascondermi che spesso mi piace distrarmi per vedere l’indicatore della benzina incastonato nel “posto sbagliato”.

interni brera

Prime curve, prime emozioni. I detrattori hanno lungamente contestato alla Alfa Romeo Brera un peso eccessivo. La paragonavano alla TT, alla RX8 ma ignoravano un dettaglio fondamentale. La Brera deriva dalla 159, berlina che non può di certo esser confrontata con una Golf o una Audi A3. Il volante sembra non aver nessun filtro con l’asfalto. Le ruote seguono fedelmente la traiettoria impostata, il posteriore segue come il più fedele dei cagnolini e anche in presenza di asperità importanti non c’è il minimo segno di cedimento. L’ Alfa Romeo Brera rimane sempre e comunque di una compattezza eccezionale.

Alfa Romeo Brera

Non sarà la più veloce ad affrontare le curve ma la sicurezza e il piacere trasmesso non sono da sottovalutare. Il JTS ronfa muovendosi con scioltezza ad andature da gran turismo ma non nasconde la sua vivacità quando si forzano le andature. Ok, una manciata in più di cavalli avrebbe fatto comodo ma volete mettere il piacere di tirare con “violenza” le marce più basse sentendo ogni melodia che questo interessante 4 cilindri sa regalare? 185cv non sono pochi, e nel contesto giusto fanno sorridere più di quanto ci aspettassimo.

Alfa Romeo Brera

Se avete già letto qualche mio articolo sapete che non amo rintanarmi nei tecnicismi, ecco perché ritengo più logico rimandarvi direttamente al video in cui Luca con molta professionalità e competenza vi spiegherà i “perché nascosti” di questa Alfa Romeo Brera. Se proprio volete leggere qualcosa sul JTS vi lascio qui l’articolo della GTV che abbiamo provato qualche settimana fa, chi meglio di lei per comprendere a fondo un motore così contestato. Torniamo alla Brera. Dirvi che ci ha stupito è riduttivo. Si è fatta amare e ci ha coccolati mostrandoci le sue carte vincenti.

Alfa Romeo Brera

Non è una supersportiva, una sportiva di razza, una brucia semafori o Dio solo sa cosa. È una vettura quasi unica nel suo genere che sa coniugare meglio di molte altre alcune caratteristiche vincenti nel mondo delle GT. L’eleganza, la comodità e l’esclusività. Già, parlo di esclusività perché esistono poche auto al mondo belle come lei. L’Alfa Romeo Brera è un caso più unico che raro in cui la versione di serie è più bella del concept. È l’auto che non vi stancherete mai di osservare e di venerare. Se non siete degli smanettoni, se non cercate l’auto più performante della categoria ecco che la Brera fa per voi.

fari brera

Cara Brera sei speciale ma noi ti vogliamo eterna

La sua compostezza e la sua eleganza ne fanno un gioiello raro, da vivere sempre e comunque col sorriso sulle labbra. Quando vorrete forzare le andature lei sarà pronta a dare il massimo, vi divertirà, vi conquisterà nella più totale sicurezza. Per noi questa Alfa Romeo Brera rientra nella top5 delle auto da mettere in garage. Anzi vi dirò di più, forse la lascerei in salotto, li in bella vista, pronta a essere osservata sempre e comunque da qualsiasi angolazione.

sterzo brera

E’ un capolavoro senza seguito che ha raccolto troppe critiche in nome di qualcosa che non è e non voleva/doveva essere. Oggi abbiamo deciso che come Piedi Pesanti e come italiani abbiamo una missione. L’Alfa Romeo Brera non è l’auto perfetta, ma merita i riconoscimenti che le sono stati ingiustamente negati. Merita una gloria che le è purtroppo sconosciuta. Cara Brera da oggi ci siamo qui noi. Non siamo il massimo lo so, ma abbiamo una missione. Speciale lo sei già, ora devi diventare eterna !

E.C.

Fact Checking

La Brera è Pesante: 145kg dichiarati la 2.2, 1605 la 3.2 Q4. La Mercedes CLK 1660, la Nissan 350Z 1545kg. Audi TT, che è di segmento C e non D come Brera, quindi non paragonabile, 1350kg. Le auto citate però abbondano di motorizzazioni sei cilindri e sovralimentate. Alla Brera mancava quello e forse, con il 3,2 (che aveva una potenza specifica di 80cv/l) il Q4 non era così indispensabile (100kg circa). Se analizziamo la 159 e le berline concorrenti coeve il mito del peso lo ridimensioniamo subito. Vediamo che a parità di motorizzazione, la 159 pesava 1490kg, la BMW 320d 1430kg, la Ford Mondeo 2.2 TDCi 1540kg e la Citroën C5 2.2 1730kg.

I motori Opel: Il 2.2 JTS di GM ha solo il basamento in Alluminio. La testata, l’aspirazione, lo scarico, l’iniezione sono interamente Alfa Romeo e condivise con il 2.0 JTS che abbiamo provato sulla GTV che però era su basamento in ghisa del Twin Spark. Il 3.2 V6 deriva dal 3,6 V6 della Holden Commodore che però aveva una V di 54 gradi contro i 60 della Brera. Capite bene che di GM, a parte l’origine ha ben poco. Vi rimandiamo all’articolo dell’Ing. Conte e all’articolo di Luca sul GTV per ulteriori approfondimenti

Le tedesche sono ed erano fatte meglio: Sì, verissimo. D’altronde la qualità degli interni è lo specchio della forza economica della casa o del budget dedicato a quella specifica auto o marchio. La qualità delle Audi dell’epoca (ma anche delle Mercedes o “banalmente” VW) è altissima e le case teutoniche hanno costruito la loro fama anche su quello, che possa piacere o meno. I tedeschi ci hanno speso di più, vuoi per scelta, vuoi per la loro mentalità analitica che gli ha permesso banalmente di “fare meglio i conti”. E chi più spende…

Alfa ha uno sterzo migliore: Sì vero! Se per migliore si intende la prontezza, Alfa domina la classifica che trovate linkata qua con sterzi molto molto diretti.

 

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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