Alfa Romeo Montreal: un’italiana muscolosa (concept)

Si dice che l’alfista ormai viva di renderings e sogni infranti, perciò eccone altri. Scherzi a parte, sperando che la Tonale segni l’inizio di un’era ricca di novità frequenti, ci riserviamo lo stesso il diritto di sognare. Voglio sfruttare infatti questo spazio non solo per mostrare questo concept, ma anche per fare qualche veloce riflessione.

Rendering di Mauro Conte

La Montreal che vedete è frutto, oltre della fantasia del sottoscritto, delle bellissime righe che ormai 2 anni fa Ermanno dedicò alla sua mamma. Il concept del concept diciamo, nata per svago e condivisa con i nostri beniamini per il puro gusto di farlo, senza immaginare un’accoglienza così calorosa. Nel 2020 grazie alla Montreal Design Challenge l’internet ha fatto incetta di disegni e renderings fantastici, sentivo comunque il bisogno di sviluppare al massimo la mia idea.

Rendering di Mauro Conte

L’idea di base è la stessa, fondere quello stile d’autentica muscle car anni ’70 inconfondibilmente Alfa Romeo con un body dalle proporzioni più “esclusive”. La Montreal stessa nacque con la pretesa di essere il massimo riferimento parlando di piacere di guida, una muscle più raffinata, all’italiana. In realtà doveva avere il 4 cilindri della Giulia ma, come si dice dalle mie parti… storta va, dritta viene. Questa interpretazione è lunga circa 4,47m, larga 1,94m, passo di 2,7m ed una carrozzeria a due posti alta 1,28m, suggerendo una postura sdraiata e bassa.

Rendering di Mauro Conte

Numericamente è quindi raffrontabile ad auto come Jaguar F-Type, Aston Martin Vantage ma anche la stessa Alfa 8C piuttosto ad auto come la Dodge Challenger. Le americane sono lunghe fino a 5 metri (come la Dodge), abitacolo 2+2 anche 10cm più alto da terra, passi più lunghi e motori seppur longitudinali centrati sull’asse anteriore: ripartizione dei pesi non 50/50 ma costi di manutenzione e riparazione più contenuti.

Rendering di Mauro Conte

Lo Slunt Angle (inclinazione del lunotto, in carbonio e ispirato alla Carabo) è di 12,5°, un valore associato al minimo di resistenza aerodinamica. Nel retro troviamo un diffusore alquanto tamarro (tipo Victor) per generare downforce senza il prezzo di una maggiore resistenza all’avanzamento. La coda tronca, poi, è un design profondamente Alfa Romeo che concorre attivamente alla riduzione del drag aerodinamico, che si inventò con la Giulietta SZ nel 1961.

Rendering di Mauro Conte

Non essendo stilista non voglio dilungarmi oltre lasciando volentieri al lettore la libertà di cogliere tutte le altre ispirazioni. Posso solo affermare che oltre agli stilemi del modello originale, alcuni reinterpretati, ci sono richiami al passato ed al presente del marchio e citazioni ad altre europee. Anche qui ho cercato di ottenere un buon mix fra qualche soluzione un po’ mascolina, magari anche sgraziata, con delle linee più armoniose. L’equilibrio fra il tagliente ed il raccordato. Piuttosto che una compatta e leggerissima coupe’ ho preferito una GT “full-size” sportiva etichettabile immediatamente, appunto, come muscle car.

Rendering di Mauro Conte

Eh si, ho volutamente strizzato l’occhio al made in USA ma per una ragione assai semplice: producono la Mustang, la coupe’ più venduta al mondo ed Alfa ha di fatto l’opportunità di fare un’auto simile – almeno come carattere – senza che risulti un’americanata. L’heritage non manca così come i V8, motori che troveremo ancora nel prossimo futuro elettrificati (come nella nuova generazione della Mustang). Peccato solo che, stando alle più recenti dichiarazioni, dal 2027 verranno presentate solo Alfa elettriche.

Rendering di Mauro Conte

Pur comprendendo di essere fra i primi nella corsa alle elettriche, che auto di massa che incrementano i volumi di vendita sono una priorità, dall’altro dobbiamo ricordarci che Alfa come marchio di auto sportive pare funzionare bene. Nel corso del 2020 in Europa sono state immatricolate 246 Classe C AMG, 70 M3… e 639 Giulia Quadrifoglio! Le stesse GTA e GTAm sono state una bella mossa, con 500 esemplari venduti in meno di 6 mesi. Numeri piccoli, chiaro, ma riferite ad auto con un listino ben superiore a €200.000 in alcuni stati e che ripagano benissimo come prestigio e visibilità.

Rendering di Mauro Conte

Fra qualche giorno vedremo la Tonale nella sua veste definitiva. Poi sarà la volta di un altro piccolo SUV, Brennero pare. Magari verrà una Giulietta. E infine, se tutto va per il verso giusto, un’espansione nel segmento E con una presunta GTV ibrida o completamente elettrica. Discutere sull’ordine delle priorità lascia il tempo che trova, ma che la rinata Alfa Romeo non si dimentichi del Quadrifoglio, di quanto sia importante essere al top delle prestazioni. Forse Alfa così, col V8, non ne esisteranno più, ma è innegabile che tutti sognamo GT e supersportive – a pistoni – del Biscione e pare non siano pochi quelli disposti a comprarle. Non mi resta quindi che augurare alla Tonale il successo che merita sperando che giustifichi la produzione di modelli più di nicchia. Magari con un V8.

Rendering di Mauro Conte

Mauro Conte

Laureato in Ingegneria del Veicolo presso il dipartimento Enzo Ferrari di Modena con una tesi su un concept a guida autonoma per Maserati. Nella vita progettista con una malattia per le automobili. Sono su Piedi Pesanti per allargare maggiormente i miei orizzonti e conoscenze.

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