Alfa Romeo Tonale: prime impressioni

La tanto attesa Alfa Romeo Tonale è finalmente arrivata. Prima di proseguire con qualsiasi altra informazione sappiate che trovate qui la nostra ricchissima diretta della presentazione.

Torniamo a lei, l’Alfa Romeo Tonale. A pochi minuti dalla presentazione è giusto trarre qualche conclusione. Bella o brutta che sia sta a voi decidere. A me piace. La Tonale esalta il concetto di GT line, questa connessione profonda col passato glorioso del Biscione. Senza loghi sarebbe subito identificabile come un’Alfa anche se qualcuno vorrebbe farci credere il contrario.

Alfa Romeo Tonale

L’Alfa Romeo Tonale che abbiamo appena visto non si distacca molto dalla concept che abbiano osservato qualche anno fa. Voglio credere che l’attesa sia stata una logica conseguenza della cura al dettaglio ma lo scopriremo nei prossimi mesi. Mi verrebbe da dire un’Alfa per tutti ma è ancora presto per conoscere i listini ufficiali. E allora cos’è questa Alfa Romeo Tonale?

Alfa Romeo Tonale

È un suv che nasce dalla cugina Jeep Compass evolvendosi in qualcosa di meno specialistico ma più raffinato. Linee aggressive quanto basta e tecnologia in abbondanza soddisferanno i più smanettoni. Sotto il cofano troviamo un 1.6 mjt da 130cv e due mild Hybrid a benzina da 130 e 160cv. Queste tre unità non beneficeranno della trazione integrale ma l’elettrico darà alla Alfa Romeo Tonale ben 20cv extra nelle condizioni giuste. Per la trazione integrale Q4 bisogna affidarsi alla versione Plug-in.

Alfa Romeo Tonale

Si tratta di un sistema verosimilmente simile al 4xe di Jeep capace pero di ben 275cv totali a fronte dei 180 che il 1.3 di casa Fiat eroga nella sua declinazione “solo termica”. Una potenza che speriamo possa esser adeguata alla mole del mezzo. La nuova Alfa Romeo Tonale gioca le sue carte alla voce ciclistica. Una rivisitazione completa rispetto alla Jeep Compass la renderà agile, disinvolta e molto ben bilanciata.

Alfa Romeo Tonale

Impreziosiscono il pacchetto le sospensioni elettroniche, un raffinato sistema McPherson al posteriore e un rapporto di sterzo di 13.6, il migliore della categoria. Alla voce sensazioni dunque la Tonale dovrebbe rispondere presente.

Alfa Romeo Tonale

Trasferiamoci all’interno. Qui i tecnici Alfa Romeo hanno riposizionato il comando del DNA aggiungendo una sezione che esclude del tutto i controlli. Sarà interessante capirne i pro sulle trazione anteriore e soprattutto sulle Q4 per redistribuzione della coppia tra anteriore e posteriore. Il volante della Alfa Romeo Tonale è identico a quello di Giulia e Stelvio, torna il tanto amato cannocchiale sullo sfondo e una strumentazione full digital davvero completa.

Peccato solo per un richiamo al passato che ancora non mi convince del tutto. I caratteri utilizzati sulla Tonale ricordano quelli delle Alfa degli anni 60/70 eppure c’è una vaga similitudine con Opel che stona leggermente. Si poteva fare decisamente meglio. Speriamo bene. Nulla da dire su Infotainment e accessori.

Alfa Romeo Tonale

Adas e Led presenti per la gioia degli smanettoni e infotelematica di ultima generazione con tanto di integrazione con Alexa. Le famiglie gradiranno i 5 comodi posti e un bagagliaio da ben 500 litri. Non vogliamo sbilanciarci oltre. Tra qualche mese proveremo la nuova Alfa Romeo Tonale dal vivo e solo allora capiremo meglio tutto. Peccato solo che per questa presentazione abbiano terminato il colore rosso, massima rappresentazione di ogni Alfa Romeo. 

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.