Audi A6. Non sottosterza ma perde un po’ di qualità.

Parlare di ammiraglie e non parlare di Audi A6 è come parlare di pasta e non parlare di spaghetti. Si può fare, certo, ma diventa incompleto.

Di Audi A6 ne abbiamo provate diverse, Ermanno stesso ne ha una in casa con oltre 300 mila km. La usa quotidianamente e nei lunghi viaggi per raggiungere il sottoscritto per qualche disgraziato “viaggio stampa”. Quando Fabio e Nicola de “I Maghi del Noleggio” di Pomezia (Roma) ce ne hanno proposta una in prova, berlina e Mild Hybrid, abbiamo subito accettato. La curiosità e la voglia di provare un’Audi A6 sotto questa veste inusuale ci hanno portato ad inforcare la via Pontina la mattina presto ed andare a Pomezia.

I Maghi del Noleggio

Chi ci ha dato l’opportunità di provare questa Audi A6 è un’azienda di Pomezia: I Maghi del Noleggio. L’azienda nasce nel 2014 nella provincia di Roma come branca del marchio  “You Service” presente sul mercato auto nella categoria Noleggio. Lasciamo allo stesso Fabio, persona piacevolissima che non ci stanchiamo di ringraziare per la sua ospitalità ed affabilità, la presentazione nel video con una breve intervista. Quello che differenzia I Maghi del Noleggio rispetto alle altre aziende concorrenti è il fatto di essere No Scoring.

Noleggio No Scoring

Il Noleggio “No Scoring” è il servizio che permette di accedere al noleggio di un veicolo senza presentare documentazione di reddito. La società madre che eroga il servizio non fa neanche controlli in Crif. Resta comunque ad insindacabile giudizio della stessa società madre la valutazione per accedere a tale servizio. Possono accedere al noleggio sia privati che aziende anche neocostituite. In ogni caso è richiesta un’età minima del guidatore principale di 25 anni compiuti. Per i più giovani è possibile accedere ma con dei costi supplementari.

Audi A6 40 TDI

L’auto che proveremo oggi è una nuovissima Audi A6 40 TDI. La rara versione berlina, con il 2.0 Turbodiesel da 204cv e sistema ibrido leggero a 12 volt. Il sistema Mild Hybrid lo spieghiamo brevemente nel trafiletto sotto. Su questa Audi A6 serve prevalentemente ad avere a libretto l’ufficialità del powertrain ibrido. Questo permette di avere qualche vantaggio burocratico come bollo (ma non eventuale superbollo) dimezzato (o nullo) o accesso ad alcune ZTL. Ad esempio, a Milano si entra gratis in Area C ed Roma sono gratuite le strisce blu.

Sistema Mild Hybrid

È, come dice il nome stesso, la categoria di elettrificazione più “leggera” che esiste. La categoria Mild Hybrid è adatta infatti a chi, ad esempio, vuole unauto con cambio manuale, non ha la possibilità di ricaricarla a casa o a lavoro ed ha bisogno di unauto ibrida per poter circolare dove abita.

  • Come Funziona?

Al motore termico tradizionale è collegato un Motore-Generatore (BSG – Belt Starter Generator) che, oltre a sostituire alternatore e motorino di avviamento, consente di recuperare parte dellenergia cinetica. L’energia recuperata in frenata o rallentamento viene immagazzinata in una batteria (a 12 o 48 volt) situata di solito sotto i sedili posteriori. Il sistema, quando a 48v, restituisce poi al motore termico un piccolo spunto in partenza, dando quindi, dando una piccola mano nella riduzione dei consumi e delle emissioni.

Il Motore

Su questa bella Audi A6 il sistema Mild Hybrid a 12 volt recupera parte dell’energia che ridistribuisce nell’impianto elettrico. L’aiuto alla trazione è pressoché nullo, dato che si recupera 0,3 litri ogni 100 km. Le versioni 6 cilindri sono equipaggiate con sistema a 48 volt.

Il 2.0 TDI è comunque una certezza. Spinge vigorosamente l’Audi A6 in avanti in modo simile a quello di un 6 cilindri di un paio di decenni fa. Il cambio robotizzato a doppia frizione S-Tronic è sempre una certezza e fa scaricare la coppia alle ruote anteriori lanciando la berlina a 100 km all’ora da ferma in 7,8 secondi. Certo, rispetto al leggendario V6 TDI Audi qua la voce si sente un po’ e, tirandola, la “rombosità” del 4 in linea diesel entra un po’ nell’abitacolo.

Insonorizzazione ai massimi livelli

Nonostante la voce metallica del quadricilindrico diesel l’abitacolo è quello di un’Audi. Questa Audi A6 rimane un gran bel posto dove trascorrere tante ore. Sedili comodi fino all’inverosimile, suoni ovattati, assetto raffinato con 4 multilink che isola dalle asperità delle strade del litorale romano rendendola allo stesso tempo sicura. La solita certezza, quest’Audi A6 insomma. Peccato per qualche piccolo neo.

Qualità sì, ma non ovunque

Quello che mi fa un po’ “rosicare” (concedetemi il termine capitolino vista la geografia della prova) sono alcune plastiche. Audi A6 da sempre è l’ammiraglia non solo dei quattro anelli ma del come andrebbero fatte le auto. Assemblaggi impeccabili, materiali pregiati, solidità e cura maniacale. L’abbandono del rotore centrale dell’infotainment e l’adozione del grande (e sì, scenografico) schermo centrale però, le fanno mostrare il fianco. Le plastiche morbide e solidissime del modello precedente lasciano il posto ad una grande “mensola” centrale che a livello di design integra benissimo lo schermo da 10,1 pollici.

Purtroppo però la plastica con la quale è stata realizzata non ha probabilmente lo stesso spessore delle plastiche usate in passato, restituendo un feeling un po’ “cheap”. Certo, sono consapevole che si tratti di una trascurabile sbavatura ma dato il livello generale al quale ci hanno abituato le auto dei quattro anelli, ritengo che sia un peccato. Lo dico con malinconia perché, se potessi, una RS6 la metterei in garage immediatamente, pur consapevole del fatto che dovrei accettare questo, minuscolo, compromesso.

Ma le Audi sottosterzano?

Assolutamente no. O comunque non più di una qualunque trazione anteriore. La meccanica è raffinata, le sospensioni tutte multilink. Il motore è longitudinale seppur a sbalzo come da tradizione di Ingolstadt. La gommatura è di primissimo livello. Tutto questo dona all’Audi A6 una grande sicurezza e piacevolezza di guida. Il rapporto di sterzo è di 15,8 a 1. Non un fulmine certo ma adatto all’indole elegante della berlina tedesca. È bene menzionare il fatto che la sua sorellona sportiva (la RS6) ha un rapporto variabile da 9,8 a 17. Anche tra le curve, rimane incredibilmente agile per la sua mole.

Per sapere tutto sui rapporti di sterzo, vi rimandiamo a questo link.

L’Audi A6 tra le curve asseconda le intenzioni del guidatore e tende ad allargare con il muso solo se si esagera e lo fa in modo prevedibile ed imbrigliato dai controlli di trazione.

In conclusione

La solita Audi A6. Un’auto praticamente perfetta per quello che deve fare: macinare centinaia di migliaia di km nel massimo del comfort e della sicurezza. Il listino è monumentale ed offre dai “piccoli” TDI come questo provato ai V6 a gasolio al leggendario V8 dell’RS6. Se si cerca più piacevolezza di guida la trazione quattro (quella vera, longitudinale e con il differenziale torsen) è un must e rende quest’incrociatore tedesco un’auto che basterebbe da sola a fare una gamma. Certo la berlina da noi sarà venduta in poche decine di esemplari.

Vero, la mensola dell’infotainment e il clima con i comandi solo touch non mi fanno impazzire ed il 4 cilindri diesel forse non le si addice moltissimo.

Una cosa però è certa. Su un’Audi A6, con V6 o V8, mi ci vedrei proprio bene.

Luca Santarelli

Sono Luca, Piede Pesante degli anni ’80. Da bambino volevo fare il ferroviere, il "guidatore" o il pilota di F14. Mi piace tutto quello che ha un motore e fa rumore (anche le bici però) tanto che, di usare cose a motore rumorose, alla fine ne ho fatto una professione. Mi piace anche viaggiare e fare le foto, sono qua anche per questo. Non mi piacciono il sottosterzo, gli scarichi finti e soprattutto quando arrivi al Bar per fare colazione e sono finiti i cornetti! Benvenuti su Piedi Pesanti.

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