500 Lego: una Fiat di mattoncini

Poteva mai un’icona italiana come la Fiat 500 non entrare a gamba tesa nella sezione Creator Expert di Lego con una 500 Lego? Certo che no. Ecco allora che spunta un bellissimo modellino vestito di uno sgargiante giallo. Nostro malgrado questa celebrazione dell’arte italiana da parte della casa di mattoncini danese avviene in un periodo delicato per il nostro paese. Senza entrare nei dettagli e senza nominare il nostro comune nemico potrebbe però esserci un aspetto “positivo” di questo infelice tempismo.

500 Lego

 

La 500 Lego richiede qualche ora di massima concentrazione per vedere la sua realizzazione, e quale periodo migliore per concentrarsi se non questo in cui siamo giustamente blindati in casa? Ecco allora che basta recarsi sul sito della Lego, di Amazon o di un altro rivenditore online, mettere nel carrello la 500 Lego e il gioco è fatto. Ben 960 pezzi vi terranno impegnati nel modellare le forme dell’amato “cinquino”. La mamma di tutte le citycar mantiene immutato il suo fascino anche in questa forma “plasticosa”.

500 Lego
Riproduzione 1:1 della 500F. La sua costruzione ha richiesto poco meno di 1000 ore

Non è un mistero che la 500F sia stata una delle auto più amate dagli italiani e allora ecco spiegata questa versione di 500 Lego così simile alla sua antenata. La quantità di “funzioni” e dettagli lascia sbalorditi. Non mancano portapacchi e valige che danno un tocco turistico all’insieme. Dentro avviene la magia, gli interni sapientemente riprodotti vengono illuminati dal tettuccio in tela che manco a dirlo è apribile come sulla versione reale. Presenti anche i sedili reclinabili che hanno fatto felici i giovani a cavallo tra gli anni 60 e 70, a buon intenditor poche parole.

500 Lego

Portiere cofano e portellone sono apribili e riservano sorprese. Aprendo il portellone posteriore fa capolinea l’iconico motore raffreddato ad aria e proseguendo verso la parte anteriore il “bagagliaio” rivela la ruota di scorta. Tutto è al posto giusto, sembra realmente di avere difronte una 500F “reale”. A enfatizzare l’effetto Dolce Vita ci pensano i colori e il set che include il ritratto di una 500 con il Colosseo sullo sfondo. Insomma questa 500 Lego sprizza vintage da tutti i mattoncini. È una celebrazione di uno dei simboli più importanti e significativi del nostro paese.

500 Lego

All’epoca arrivò come segno di rilancio, di rinascita socio culturale ed economica. Un simbolo di speranza mai dimenticato, di una Italia che voleva uscire a testa alta dai conflitti del passato. Oggi come allora, anche se in forma di giocattolo la 500 Lego arriva in un momento di profonda mutazione, in un momento di emergenza, e forse, come sua “nonna” potrebbe diventare un simbolo seppur in scala ridotta. Beh che dire, brava Lego, finalmente anche noi italiani appassionati di motori nutriamo un senso di appartenenza verso gli iconici mattoncini (erano già state proposte alcune Ferrari ma la 500 non si tocca). Non ci resta che staccare un assegno di circa 80 euro per metterci in garage….ehm nel cassetto, questa splendida 500 Lego.

 

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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