Aston Martin Vantage Roadster: l’immortalità della bellezza

Lo stile inglese come quello italiano è speso immortale, ecco allora che parlare della nuova Aston Martin Vantage Roadster è un momento di grande godimento. Non penso esista esteticamente una Aston Martin mal riuscita. Nel corso degli anni il marchio inglese ha sempre evoluto il suo stile senza perdere ciò che nel tempo l’ha contraddistinta. Un esempio per chi parlando di stile non è in grado di mantenere le tradizioni, che in campo automobilistico sono dettagli di gran prestigio. In quest’ottica vincente nasce la nuova Aston Martin Vantage Roadster. Eleganza, sportività, classe, moda. In lei c’è tutto, e anche di più. C’è emozione, passione, e voglia.

Aston Martin Vantage Roadster

La voglia di guidare che mi assale anche solo guardandola. Non vorrei essere volgare e fuori luogo ma penso sia una vettura di un erotismo e una sensualità fuori dal comune. È come osservare una splendida donna in un abito da sera dalla vertiginosa scollatura. Sfido chiunque a non volerci fare un giro. Sotto il vestito…pardon, sotto al cofano troviamo un coinvolgente V8 4.0 con 510 cavalli. Spinge l’ Aston Martin Vantage Roadster a 305km/h e la porta a 100km/h un soli 3,7 secondi. Il tutto è possibile anche grazie al cambio automatico a 8 rapporti con immancabili paddle al volante. Numeri interessanti ma passano di certo in secondo piano.

Aston Martin Vantage Roadster

Ad avvolgervi saranno le tonalità del V8, perché quando scoprirete questa Aston Martin Vantage Roadster non esisterà alcun filtro sonoro tra voi e lei. Ma con questo motore sarà in grado di dar filo da torcere alle sue agguerrite rivali, come la R8 spyder di Audi e le Mercedes GT-AMG. E perché no, romperà magari le uova nel paniere anche al maggiolino più celebre del mondo ovvero la Porsche 911 cabrio. Non vi nego che ai miei occhi l’Aston Martin Vantage Roadster rimane la più bella del gruppo. Anche la più esclusiva se consideriamo quanto sono diffuse le rivali tedesche. Rimane un’auto quasi da intenditore. Una che non vedresti in mano al Trapper di turno ne al calciatore coi capello colorati.

Aston Martin Vantage Roadster

Nota dolente per molti la capotte in tela. Io sinceramente la trovo elegante e ancora affascinante. Certo non sarà la più sicura ne tantomeno quella più resistente eppure confido nelle enormi abilità dei tecnici Aston che avranno di sicuro trovato una soluzione validissima. La capote si apre e chiude in soli 7 secondi fino a una velocità di 50 km/h. Si ripiega in 3 parti e trova alloggiamento dietro i sedili dove tra l’altro è posizionato il dispositivo che protegge gli occupanti in caso di ribaltamento. La tela ha comunque i suoi vantaggi. Uno su tutti il peso. Questa Aston Martin Vantage Roadster “ingrassa” di soli 60 kg rispetto alla controparte coupè. Questo aggravio di peso è dovuto agli immancabili rinforzi che assicurano rigidità strutturale aggiuntiva in assenza del tetto.

Aston Martin Vantage Roadster

Le novità non finiscono qui. Con questa Aston Martin Vantage Roadster la casa inglese introduce e presenta una nuova presa d’aria che verrà adottata dalle sorelle coupé. Nello specifico è evidente l’assenza di una appendice aerodinamica. Meno “cattiveria” ma un senso di omogeneità ed eleganza superiore rispetto al passato. Di classe e qualità com’è lecito attendersi sono anche gli interni. Il tripudio di carbonio e pelle si ripete in ogni parte, con rivestimento totale nella zona alta del cruscotto. Non mancano sistemi avanzati di infotelematica e le varie modalità di guida. Tutta l’elettronica però assume un significato secondario.

La Vantage Roadster va vissuta in modalità analogica perché solo così si entra in totale sintonia con tutto ciò che offre. Senza dimenticare che a cielo aperto le emozioni scompigliano i nostri pensieri più del vento, che in tal caso è smorzato da una curatissima aerodinamica. Va bene, ma qual è il prezzo da pagare? Tenetevi forte, perché di base vi serviranno almeno 170 mila euro, ma non è difficile raggiungere cifre notevolmente superiori sbizzarrendosi con la lista degli optional.

Posso dirvi una cosa? Li merita tutti. Ci sono auto più costose di lei per le quali non spenderei neanche la metà, ma questa Aston Martin Vantage Roadster pur non essendo una straccia tempi rimane una bellezza pura e immortale. Una di quelle donne che anche in età avanzata continuerà a far girare la testa.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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