Fiat Coupé Tribute: il sapore dolce delle illusioni

Ogni volta che scrivo o parlo della Fiat Coupé vengo sovrastato da un brivido molto particolare. Chi ci segue da un pò sa bene di cosa parlo, i nuovi però possono comprendere facilmente leggendo la mia bio qui su Piedi Pesanti. Da qualche giorno questo brivido si è intensificato e il responsabile è un giovane designer di nome Gaspare Conticelli. Avevo in passato osservato alcuni lavori di Gaspare sul suo portfolio e mi ero promesso di parlarne quanto prima in questa “sede”. Ne ero rimasto affascinato e tanta era la curiosità nel vedere l’evoluzione dei suoi “disegni”. Qualche giorno fa è uscita una piacevole notizia. Qualcuno ha reinterpretato la Fiat Coupé senza dimenticare il passato. Quel qualcuno è proprio Gaspare Conticelli che da nuova vita all’iconica vettura italiana.

Non siamo nuovi a fantasie su rendering e concept. Qualche mese fa vi abbiamo mostrato la creatura dell’ottimo Mauro Conte che vi invito a vedere cliccando qui. Vien da se che oggi sia proprio il turno della Fiat Coupé di Gaspare che, con 10 anni di esperienza alle spalle, e poco più di 30 sul conto totale ci delizia scatenando emozioni assopite da tempo. Non è necessario leggere di che modello si tratta per capire che questo rendering ha come protagonista proprio la Fiat Coupé.

Fiat coupè

Chi come noi ha un’affezione particolare verso questo modello non può rimanere indifferente. Erano anni che personalmente sognavo qualcosa del genere e finalmente posso fantasticare su qualcosa. Già, fantasticare, perché anche in questo caso FCA non c’entra nulla e sono certo che non abbia alcun interesse nei confronti di una vettura sportiva. Lo dimostra il mercato “degli anni 2000” ed è quindi lecito non attendersi sorprese.

fiat coupé

Ma sognare non costa e qui lo si può fare in grande stile. La Fiat Coupé Tribute (così denominata da Gaspare) non dimentica le sue origini. La matita di Chris Bangle viene affilata e ammodernata nei punti nevralgici. Ciò rende questo rendering tanto tradizionale quanto innovativo e soprattutto attuale. Vedo dei bozzetti con la splendida colorazione blu e noto il suo DNA identico alla versione che gelosamente custodisco in garage di cui vi abbiamo parlato qui. La firma luminosa anteriore finalmente “graffia” l’imponente cofano motore, e la trama led anche per i fari inferiori rende subito riconoscibile la Fiat Coupé. Non mancano forti richiami al passato nelle prese d’aria inferiori, che rimangono identiche acquisendo una dose in più di carattere.

fiat coupé

Non sono da meno le linee laterali, sinuose e sportive senza perdere la loro eleganza. Tocchi di stile, come il taglio netto sul passaruota anteriore e il tappo del carburante sul bagagliaio, sono un evidente e nostalgico richiamo al passato. Al posteriore le cose non cambiano. Le forme ringiovaniscono per l’occorrenza ma il senso non cambia. Molto bello l’estrattore sdoppiato che fa da contrasto con il colore della carrozzeria. I gruppi ottici sferici e uno spoiler appena accennato completano un pacchetto impreziosito dall’ottima rivisitazione anche dei classici cerchi in lega. Insomma penso si sia capito che a me questo rendering piace molto. Molti potrebbero non apprezzare perché, parliamoci chiaro, la Fiat Coupé non è amata da tutti, ne è la dimostrazione il fatto che solo ora nasce un minimo di attenzione nei suoi confronti.

fiat coupé

Ma torniamo alla Fiat Coupé Tribute: suo padre Gaspare ha il merito di aver “letto” la storia di quest’auto. Ha saputo darle nuova vita senza uccidere o snaturare ciò che la Coupé rappresenta per appassionati e possessori. La riuscita di una tale impresa non era priva di rischi eppure a oggi gli apprezzamenti sono in rapido aumento. Personalmente ritengo la Fiat Coupé di Gaspare Conticelli una delle poche dimostrazioni di passione e affetto concreto verso qualcosa che lentamente sta finendo nel dimenticatoio. Per noi appassionati è un urlo che ci spinge a credere con affetto a qualcosa che continuiamo ad apprezzare. Quel richiamo nostalgico alla passione vissuta con la determinazione degli anni 90. È  una vettura che a testa alta non rinnega le sue contestatissime origini di cui abbiamo già parlato.

fiat coupé

Nota dolente (ne esiste sempre una) l’idea di equipaggiarla con il noto 1.4 turbo da 170cv che spinge la 124 Abarth. Da un lato questa soluzione sarebbe ben vista ai piani alti di FCA. Il piccolo ma possente turbo è infatti equipaggia già altre vetture e ciò renderebbe più semplice la produzione. Per contro una Fiat Coupé con il 1.4 della 124 Abarth darebbe vita a numerosi malumori tra appassionati e puristi.

Per quanto il 1.4 sia un’ottima unità non è paragonabile ai 4 e 5 cilindri turbo che spadroneggiavano sulla Fiat Coupé degli anni “90. Una soluzione del genere verrebbe vista quasi come un downgrade, ed ecco allora che in soccorso potrebbero arrivare i 2.0 GME già visti su Giulia e Stelvio che in un’ottica “evolutiva” potrebbero abbracciare qualche tecnologia ibrida sfondando il tetto dei 320 cavalli.

fiat coupé

Fantastichiamo, e da appassionati ci piace farlo pur consapevoli che la scelta del 1.4 turbo sarebbe la più semplice e plausibile. Tuttavia finché si sogna possiamo anche sperare in una volontà produttiva da parte di PSA magari con l’intento di creare una gemella italiana della RCZ. Tutto bello a patto però che il design rimanga fedele alla matita di Gaspare che ha dimostrato di avere stoffa da vendere nel reinterpretare i sogni di molti ragazzi che hanno vissuto gli anni 80.

Annebbiati dalla moda dei suv pochi oggi staccherebbero l’assegno per questa nuova Fiat Coupé, ma io sarei tra quelli. Nel “96 quando spopolavano le station mio padre scelse follemente la Coupé. Quasi 30 anni dopo sarei disposto a compiere una follia simile, stavolta però non troverei posto tra le ginocchia di mio papà bensì al volante, con lui al mio fianco a ricordarmi quanto del nostro Coupé è ancora vivo in questo esemplare disegnato ad arte da Gaspare che oggi ci regala un sogno stando comodamente seduti sul divano.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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