Festa delle donne: 10 auto per una sola donna.

Se è vero com’è vero che la festa delle donne si celebra tutto l’anno, è altrettanto corretto ricordare l’8 Marzo come un giorno speciale e pregno di significato. Noi di Piedi Pesanti vogliamo partecipare alla festa e lo facciamo in modo un pò sfacciato e se volete irriverente. Le nostre donne ci supportano da sempre e oggi vogliamo rendere una di loro operativa a 360°.

Chiara è la mia compagnia da qualche anno. Come molte donne non è una grande appassionata di motori, e suo “malgrado” vive questa passione di rimbalzo a causa mia. Forse Luca potrebbe dire lo stesso di Serena, ma lascio a lui in futuro l’ardua descrizione. Veniamo al dunque. “Donne e motori gioie e dolori ma è davvero così”? Mi spiego. A prescindere dalla passione il mondo delle auto si sta evolvendo per mettere al centro dell’attenzione le donne.

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Il gentil sesso diventa protagonista attivo nel scegliere l’auto da famiglia e l’uomo perde anche quel briciolo decisionale che gli era rimasto. Scherzi a parte, le donne iniziano a vedere le auto in modo diverso rispetto al passato. Se qualche anno fa l’auto era esigenza-oggetto alla pari di una borsetta, o uno zainetto, ora assume un senso completamente diverso. Le donne si informano spesso più degli uomini e non nutrendo particolari simpatie per i marchi spesso scelgono ciò che davvero fa al caso loro.

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Niente fronzoli dunque ma ciò di cui hanno bisogno. Inevitabilmente questa “evoluzione” suscita in noi una logica riflessione. Quanto influiranno i gusti delle ragazze sulle attuali vendite? Ecco allora che entra in gioco Chiara, che si fa portavoce di una limitata fetta di “automobiliste”. Volevamo coinvolgere donne di età e stile di vita diversi, ma nostro malgrado questa incerta situazione sanitaria ci ha remato contro.

Abbiamo sottoposto all’attenzione di Chiara la lista delle 10 auto più vendute del 2019 e queste sono state le sue reazioni.

Cogliamo l’occasione per augurare un buon 8 marzo a tutte le ragazze, che spesso sono più abili e attente al volante della controparte maschile.

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

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