KTM XC-W: piccola nella cilindrata, enorme nei contenuti

Quando penso al mondo delle moto nella mia mente partono delle proiezioni nitide; immagini a colori, inconfondibili. Vedo sempre, molto vicina, una moto stradale, di colore rosso, quella che sento mia, così bassa da far sembrare la moto dietro di lei sui trampoli. Quella moto in secondo piano è di colore arancione, ha linee decise è un logo che non lascia scampo: KTM.

Fin da ragazzino ho sempre mostrato grande curiosità e interesse per le due ruote. Tuttora rimango affascinato, ma qualcosa è cambiato. Nel corso degli anni ho quasi represso la mia passione verso le moto che profumano di avventura in favore di quelle più razionali. Avevo circa 8 anni quando arrivò la prima moto. Era una motocross rossa, con ruote tassellate e sospensioni così alte da costringere i miei genitori a legarle col fil di ferro perché non toccavo neanche vagamente con le punte.

Ora che di anni ne ho 26 mi ritrovo su una sella alta e stretta, e i ricordi vanno a circa 20 anni fa. Ma basta con i sentimentalismi. Sono in sella a una splendida KTM XCW 2019 e voglio godermela. Un colpo alla pedalina e il piccolo 2 tempi prende vita. Vibra, è rumoroso, fa fumo e puzza proprio come i 125 di razza. E questa piccola KTM di razza lo è. Il marchio austriaco ha trasferito tutto il know-how maturato nelle corse e sulle sorelle maggiori in questa pepata endurina.

Sulla carta si parla di 15 cv ma basta poco per capire che in realtà il motore ne sviluppa molti di più. Circa 37 per l’esattezza; su una moto così agile e leggera si sentono tutti fin dalla prima rotazione del polso. Non fraintendetemi, non sto dicendo che sia una moto brutale, d’altronde non può esserlo in questa declinazione stradale, però ha carattere da vendere. Ha una inaspettata coppia che la proietta sempre in avanti. Che tu sia in una rotonda o nel bel mezzo di una mulattiera il 2 tempi è sempre lì. Pronto, corposo, coraggioso e anche un po’ arrogante.

Laddove non arriva il motore ci pensa una meccanica raffinata e soprattutto da prima della classe. Impianto frenante brembo, sospensioni KTM WP powerparts e scarico generoso completano un pacchetto d’eccellenza. In sella sembra di guidare una bicicletta tanto è agile e raffinata questa kappa; ci si accorge di essere a bordo di una moto solo grazie al costante “rombo” del motore che mantiene la tipica tonalità metallica delle enduro di questa categoria. Lo ammetto, sulle prime sembra un po’ una motosega, ma una volta fattoci l’orecchio il sound diventerà parte di voi.

Un elemento imprescindibile, senza il quale, una buona dose di divertimento verrebbe meno. A placare questo eccesso di entusiasmo ci pensa una frenata sempre pronta, solida e con una leva del freno dalla giusta manovrabilità. La mia prova si è svolta sull’asfalto e posso garantirvi che la moto non affatica neanche nel traffico. La posizione rialzata trasmette sicuramente tranquillità ai neofiti, ma allo stesso tempo permetterà ai più smaliziati di abbandonare l’asfalto dirigendosi su terreni in cui questa enduro si consacra regina indiscussa del segmento: lo sterrato.

Li, la XCW è capace di trasformarsi in un’arma affilatissima che nelle giuste mani sa essere letale. Coppia, cavalli, telaio, tutto è al punto giusto per una guida d’attacco. Bisogna però essere realisti. Solitamente moto del genere vanno in mano a ragazzini da poco in sella che sono affascinati e ammaliati dalla prepotenza e dalla fama del marchio più che dalle prestazioni o dal possibile utilizzo agonistico. Giovani che non si allontaneranno mai dall’asfalto.

In questa prova di piedi pesanti che inaugura la rubrica Polsi Pesanti abbiamo avuto la fortuna di provare un esemplare che di sterrato ne vede parecchio. Il nostro amico Alessandro, che ringraziamo per il test drive, la usa quotidianamente, ma spesso abbandona la strada per gettarsi nel fango dove, a suo dire, la KTM si comporta egregiamente. E non facciamo fatica a crederci. In conclusione, a chi è destinata questa moto? Nella mia visione da appassionato direi che questa è una moto da famiglia. Mi spiego.

Sono molti i padri ex motociclisti che vogliono avvicinare i figli a questo mondo. Con una XCW i ragazzi saranno al sicuro ( a patto di avere un cervello ben funzionante) e i padri potranno godere di questo gioiellino sfruttandolo come solo esperienza e coscienza sanno fare. Eh si, se non si fosse capito questa KTM XCW a noi è piaciuta molto. Sa essere gentile o brutale in pochi secondi, e mette d’accordo un po’ tutti con le sue linee classiche ma mai banali.

Non possiamo che promuoverla a pieni voti. Siamo consapevoli che riceverà attenzioni e complimenti anche da chi, come me, ha quotidianamente un 1000 tra le mani, ma in pochi minuti riscopre sensazioni di un mondo ormai dimenticato. In una nota serie TV i personaggi sostengono che l’arancione stia bene In ogni occasione: beh hanno ragione e ancora non hanno visto quanto sta bene su questa KTM quando semina il panico in periferia.

 

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

2 pensieri riguardo “KTM XC-W: piccola nella cilindrata, enorme nei contenuti

  • Dicembre 30, 2019 in 8:28 pm
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    Piacere Ermanno
    Be . . la presentazione è già un buon indizio, e la presentazione de XCW , fa venir voglia di far parte della schiera sostenitrice della “moto da famiglia” lo dico da papà , complimenti per la passione che riesci a trasmettere, in queste poche righe, auguri!
    Ciao Gianni Finotti

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    • Dicembre 31, 2019 in 11:31 am
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      Grazie tante Gianni, sono contento che l’articolo/prova sia stato di tuo gradimento. Questa piccola KTM mi è piaciuta molto, certo non è perfetta ma nessuna moto lo è. Ha dalla sua una estrema capacità di utilizzo. Non si tira mai indietro e interpretandola come “moto da famiglia” assume un significato ancora più godurioso. Grazie ancora e buone feste..
      Ermanno

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