Militem Ferōx. La supercar dell’avventura.

Mentre mi dirigo verso Monza per ritirare la Militem Ferōx, con la quale proveremo a toccare con mano cosa significa “vivere” un’auto, tra me e me faccio un ragionamento. Penso che ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nei primi anni 2000, la Porsche Cayenne faceva timidamente iniziare ad accostare il termine “fuoristrada” al termine “sportiva”. Da allora abbiamo visto la categoria progressivamente allontanarsi dagli sterrati, o meglio, rientrare sulle strade asfaltate. Su quelli che, evolvendosi, sono diventati crossover SUV, gli assetti si sono abbassati, le ridotte sono sparite ed un comportamento su strada ormai paragonabile ad una station wagon, ha necessariamente significato abdicare al sogno di sentirsi liberi di arrivare ovunque.

Poi però qualcosa cambia di nuovo. Arriva Militem e ristabilisce l’ordine. Abbiamo imparato a conoscere il marchio monzese su queste pagine prima con la piccola Hero e poi con la “portaerei” Magnum ed abbiamo visto come il costruttore italiano, in un modo paragonabile ad Alpina con BMW o Ruf con Porsche, prende per mano i fuoristrada americani, li eleva di diversi livelli sia meccanicamente sia stilisticamente e con quelli ci stupisce. La Hero ci aveva sorpresi (oltre per l’aspetto estetico, indiscutibilmente riuscito) per la dinamica di guida, il Magnum per il suo essere un pickup-ammiraglia con un motore da sogno ed ora tocca a lei, la middle of the market. La Militem Ferōx.

Alla consegna, Riccardo Cavarzan, mi racconta l’auto, spiegandomi il mastodontico lavoro che è stato fatto per far diventare una rustica Jeep Wrangler un fuoristrada di lusso. Il perfezionismo, lo avevamo ormai capito, fa parte del DNA Militem ma qua, si è andati oltre. Per portare ad una dinamica di guida stradale un fuoristrada di due tonnellate con telaio a longheroni, lo sforzo sull’assetto è stato notevole, così come rifare tutte le guarnizioni da zero per un migliore comfort. Mi viene detto però che molto del lavoro è stato fatto con lo scarico che, con il tasto “MILITEM” nella plancia centrale, cambia voce al 3,6 V6 aspirato che equipaggia questa Ferōx. Dall’espressione soddisfatta di Cavarzan, capisco che sa che sa perfettamente che rimarrò stupito e divertito. Prendo la chiave e parto in direzione Centro Italia dove mi raggiungerà Ermanno.

In autostrada il Militem Ferōx si capisce che non ci vuole stare. Si sta comodi, intendiamoci. Seduti con gli occhi a un metro e ottanta da terra si domina la strada e si viaggia quasi come in treno. L’impatto aerodinamico però è ovviamente notevole (d’altronde il Wrangler lo amiamo per questo) ed è meglio lasciare i canonici 130 all’ora alle crossover di cui sopra, godendosi il viaggio accompagnati dallo stereo Alpine, le luci d’ambiente ed  i pellami di altissimo livello con cui Militem ha praticamente rifatto l’intera auto. Non che il Ferōx non ci vada di più, intendiamoci. Il suo 3 litri e 6 V6 con i suoi 285cv e 360 newtonmetro ha un’allungo incredibile e, sulle Autobahn, scarica agevolmente il tachimetro che arriva a 200. Semplicemente non ti fa venire voglia di farlo perché in questo monolocale di lusso è più bello rilassarsi e pensare a pianificare l’avventura che si andrà a fare a destinazione.

Una Supercar dell’avventura.

Se accostare i termini sportiva e fuoristrada, vent’anni fa faceva quasi paura, qua, bisogna cambiare registro. Supercar è il termine più adatto e per quanto possa sembrare assurdo, vista l’architettura tutt’altro che corsaiola dell’auto. I motivi per cui lo azzardo si chiamano motore, sensazioni, suoni, lusso e libertà.

Lascio l’autostrada a Civitanova Marche e trovo Ermanno che, già ampiamente incuriosito dalle mie telefonate per “fargli sentire come suona il Ferōx“, chiede subito di aprire le valvole. Tasto MILITEM per due secondi e questo V6 Pentastar sembra trasformarsi in quello di una supersportiva. Scoppiettii in rilascio, voce da cantante Metal anni ’80, cambiate emozionanti. Difficile persino credere che possa davvero venire dal Ferōx, tanto che, sulle prime, viene d’istinto controllare negli specchietti se non ci sia una GTR o una 458 dietro che scalpita.

Dopo un giro al mare dove, inevitabilmente, eravamo diventati l’attrazione del litorale marchigiano, abbiamo deciso di portare il Militem Ferōx in “libertà”. Carichiamo tenda, fornelletto da campeggio, attrezzatura e cibo e partiamo per i Monti Sibillini dove ci raggiungerà il videomaker Alessandro Daniele (che ringraziamo ancora) unito a noi nell’avventura.

Sui tornanti da cronoscalata tra Sarnano e Sassotetto il Militem Ferōx si arrampica con disinvoltura, spinto dai suoi 285 cavalli. Certo, la sua altezza notevole, le gomme tassellate e il telaio a longheroni richiedono attenzione, metterlo alla frusta tra le curve richiede manico e vi stancherete prima voi di lui ma non è necessario andare forte perché tanto si è consapevoli di poter arrivare dappertutto.

Con la barra LED integrata nella calandra (completamente rivista da Militem) si illumina la strada, o meglio, il fuoristrada ed anche dopo il calar del sole e si può trovare un posto dove accamparsi persino quando le giornate sono più corte. È però giugno e la luce fino a tardi ci lascia liberi di essere “schizzinosi” ed esplorare tutto il parco naturale dei Monti Sibillini prima di fermarci. Ogni collina, ogni mulattiera, ogni prato o pietraia con il panorama che spazia fino al mare ci attira e consapevoli di essere liberi di arrivarci, continuiamo a guidare tutto il giorno, arrivando letteralmente dappertutto perché il Militem Ferōx è come un gioco. Un gigantesco giocattolo che ti fa sentire bene.

Esclusiva come le Militem e poche altre auto sanno essere, rialzata e con le ruote tassellate se alzate il ritmo esclusiva e selettiva lo sarà anche nella guida. Se però questo non è il vostro pane quotidiano niente paura. Dopo esservi goduti la libertà di arrivare dappertutto in totale scioltezza, spegnete la radio ed aprite le valvole e percorrendo rilassati la vostra strada preferita godetevi il canto di quelli che probabilmente saranno tra gli ultimi 285 cavalli aspirati a galoppare sulle nostre strade.

Forse un canto del cigno dei bei motori, dell’allungo, del cambiare ad oltre 7000 giri. Un canto del cigno che però, con il lavoro sopraffino che in Militem hanno fatto con questi scarichi, rende la Militem Ferōx una rockstar che per noi, ha già vinto il prossimo Eurovision.

Luca Santarelli

Sono Luca, Piede Pesante degli anni ’80. Da bambino volevo fare il ferroviere, il "guidatore" o il pilota di F14. Mi piace tutto quello che ha un motore e fa rumore (anche le bici però) tanto che, di usare cose a motore rumorose, alla fine ne ho fatto una professione. Mi piace anche viaggiare e fare le foto, sono qua anche per questo. Non mi piacciono il sottosterzo, gli scarichi finti e soprattutto quando arrivi al Bar per fare colazione e sono finiti i cornetti! Benvenuti su Piedi Pesanti.

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