Militem Hero. La prova dell’inarrestabile “muscle suv”

Con le dovute proporzioni, la “Brianza Felix” sta a Milano come il Connecticut sta a New York. E non è solo per il legame con la metropoli o per essere stata il set del riadattamento cinematografico firmato Virzì de “il capitale umano”, romanzo di Stephen Amidon. Una delle ragioni che mi hanno sempre portato a paragonare le due realtà è che qua, da trent’anni a questa parte, di automobili americane ne girano più che nel resto di Italia. A stuzzicare il lato più yankee di Monza e le sue terre fortunate già fortemente legate ai motori, è stato proprio il gruppo Cavauto che dal 1980 importa e vende le leggendarie auto a stelle e strisce, diventando poi anche l’unica società in Italia con mandato ufficiale di vendita dei nuovi modelli da parte della filiale europea del gruppo General Motors.

Dalla fine del 2017 il gruppo Cavauto ed il suo CEO Hermes Cavarzan, si sono spinti oltre fondando Militem, il primo luxury brand off-road che (in maniera simile a quanto succede a nord delle Alpi con marchi come Ruf o Alpina) costruisce e sviluppa il suo listino di fuoristrada di lusso partendo proprio da alcune iconiche Jeep e RAM, compiendo anche interventi di ingegnerizzazione su meccanica e motori che portano le macchine a livelli prestazionali di alto profilo.

Dopo Magnum e Ferox, basate rispettivamente sul monumentale pickup RAM 1500 e sull’iconica Wrangler, l’ultima nata del costruttore è la “piccola” HERO, che pone le sue basi sull’italianissima Jeep Renegade.

La prova

Andrea Cavarzan, con la sua affabilità e con una passione per quello che fa che gli si legge negli occhi, mi accoglie nello showroom per la consegna dell’auto in prova descrivendomi minuziosamente la fuoristrada e l’idea che c’è alle spalle. La HERO migliora le proporzioni di Renegade, allargandosi con dei passaruota maggiorati ed elevandosi fino a 181 cm con un Lift-Kit brevettato che la rialza di 140mm e, udite udite, la rende addirittura più reattiva e bella da guidare. Il motore Multijet Euro 6 D-Temp della “donor car” Trailhawk è stato rivisto attentamente ed eroga sul banco prova 190cv alla ruota, scaricati a terra dalle ruote con le gomme a tasselli ribassati e con i bellissimi cerchi da 20 pollici Militem a stella “Black Edition”, attraverso l’automatico ZF a nove rapporti.

Rapito dall’attraente Verde Opaco della Hero in prova, salgo in auto (nel vero senso della parola) e parto, continuando a pensare come sia possibile che una macchina così imponente possa essere addirittura migliorata sotto l’aspetto della dinamica di guida, consapevole anche del fatto che di per sé, la Renegade, è una SUV notevole sotto quest’aspetto.

Imbocco la Tangenziale Nord di Milano e negli svincoli ho l’impatto con uno sterzo che sembra più reattivo di quello che il suo rapporto di 15,7 : 1 suggerirebbe. La reingegnerizzazione dell’elettronica della quale mi parlava Cavarzan ha dato certamente i suoi ottimi risultati nella prontezza della direzione ma il vero miracolo lo fanno le sospensioni Militem Performance Shocks. La HERO anche se stuzzicata, al volante o nei trasferimenti di carico, si appoggia con sicurezza sulle ruote esterne e, con pochissimo rollio, segue fedelmente la direzione impartita dal mio modo di provocarla senza mai cedere ai rigori della fisica, rimanendo incisiva ed impeccabile sulla strada che domina dall’alto.

Ci si sente quindi sempre estremamente sicuri a bordo di questa HERO: la SUV si guida, reagisce e tiene la strada come una normale berlina pur accomodando gli occupanti tanto in alto da poter vedere il tetto delle altre SUV davanti a sé, caratteristica questa, davvero tanto yankee.

Gli interni non sono da mero. La versione in prova ha la pelle nappa (la pelle più pregiata a listino, ma tra le proposte figura anche Alcantara) color tabacco che riveste la corona del volante, i sedili, i pannelli porta, il bracciolo centrale e la caratteristica maniglia davanti al passeggero di Renegade. Dettagli ed impunture ne impreziosiscono i particolari mentre la scritta “MILITEM” cucita in verde (per richiamare la carrozzeria) sulla maniglia ricorda agli occupanti che sebbene nell’abitacolo si respiri un’aria lussuosa (la sensazione è proprio quella di essere “oltre” il premium) ci si trova a bordo di un’auto speciale e “cazzuta”

Il pacchetto ADAS completo e di serie su tutti gli allestimenti comprende Lane Departure Warning Plus, Intelligent Speed Assist e Traffic Sign Recognition. A completare la dotazione tecnologica lo schermo da 8,4 pollici con Uconnect 4 che stupisce per la fluidità paragonabile a quella di uno Smartphone di alta gamma: dispositivi che peraltro saranno ben “accolti” nel sistema da CarPlay ed Android Auto di serie.

La prova, a causa della situazione sanitaria, siamo stati “costretti” a svolgerla interamente a Milano ma, nonostante l’incredibile capacità di guado di oltre 60 centimetri e la luce da terra di circa 34 che rendono questa Militem Hero una SUV inarrestabile, davanti agli sguardi tra il curioso ed il folgorato dei passanti nel centro della metropoli meneghina, gli sterrati o i guadi delle terre selvagge non ci sono mancati poi più di tanto. Perché se è vero che la Militem Hero sembra fatta apposta per portare agevolmente quattro avventurieri a qualche base camp sull’Himalaya, è anche vero in città tira fuori quel lato “condottiero” che le dà il nome.

Come un valoroso cavaliere attira le persone vicino a sé conquistando i cuori di molti che vi fermeranno chiedendovi di cosa si tratti, chiedendovi di poter fare una foto e complimentandosi con ammirazione.

Un’auto davvero senza uguali, ricercatissima e ben proporzionata che, per la sua quasi unicità, forse esclusiva lo è anche più di una supercar; ché, parliamoci chiaro, nei centri delle nostre grandi città di supercar se ne vedono quotidianamente, di Militem Hero, no.

Le misure tutto sommato contenute (meno di 430cm di lunghezza) la coppia poderosa di 350NM, la trasmissione ZF sempre dolce nei cambi marcia fanno il resto e se l’amministrazione della città che la andrà ad ospitare è particolarmente inospitale nei confronti delle motorizzazioni a gasolio (che fanno gola a molti su una macchina con queste caratteristiche) esiste anche la versione 1.3 turbobenzina, rivisto da Militem e capace di erogare 200cv e 320NM di coppia.

A distanza di qualche giorno faccio ancora fatica a rendermi conto di aver guidato una SUV alta più di un metro e ottanta e larga quasi due divertendomi come se guidassi una berlinetta. Il lavoro fatto dai progettisti Militem sulla dinamica di guida dà davvero l’idea di essere un capolavoro e sapere che è stata un’azienda italiana a rendere così unica un’auto, anch’essa, italiana (americana di Melfi) riempirà d’orgoglio i fortunati possessori.

Siamo davvero curiosi ed impazienti di vedere cosa proporrà prossimamente l’azienda Monzese. Sperando di poter tornare a provare  una di queste auto incredibili, quella punta di amarezza dovuta al fatto che dobbiamo restituire la Hero è mitigata da una granitica certezza: terremo d’occhio Militem perché siamo sicuri che in futuro ci sarà da divertirsi.

Luca Santarelli

Sono Luca, Piede Pesante degli anni ’80. Da bambino volevo fare il ferroviere, il "guidatore" o il pilota di F14. Mi piace tutto quello che ha un motore e fa rumore (anche le bici però) tanto che, di usare cose a motore rumorose, alla fine ne ho fatto una professione. Mi piace anche viaggiare e fare le foto, sono qua anche per questo. Non mi piacciono il sottosterzo, gli scarichi finti e soprattutto quando arrivi al Bar per fare colazione e sono finiti i cornetti! Benvenuti su Piedi Pesanti.

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