Tonale: l’ennesimo traghettatore

Sentendo la parola Tonale il mio pensiero correva verso un affollato passo di montagna percorso in sella alla mia moto preferita che manco a dirlo è una rossa italiana. Lo stesso pensiero irrompeva con prepotenza anche sentendo la parola Stelvio. Da qualche anno però le cose per Stelvio sono cambiante. Non rinnego il pensiero motociclistico ma lo associo al Suv made in Alfa Romeo. Oggi avviene lo stesso anche con la parola Tonale. Il “baby-Suv” si è già mostrato al pubblico in forma “prototipale” qualche tempo fa. Da allora un susseguirsi di scoop, notizie e dati più o meno ufficiali hanno deliziato gli interessati e spazientito gli appassionati.

Tonale

Eh si,  perché Tonale rischia di nascere già anziano almeno concettualmente. Previsto per la fine del 2021 viene mese per mese reinterpretato nella meccanica e le ipotesi si rincorrono proprio come i pensieri sull’omonimo passo. Gli appassionati iniziano una spasmodica ricerca nel vano tentativo di capire quale piattaforma accoglierà il giovane “suvvettino/crossover”. Inizialmente si pensava alla piattaforma Giorgio, subito abbandonata preferendole la FCA Small Wide di Compass e Renegade. Una piattaforma che nasce con qualche anno di onorato servizio alle spalle ma non per questo meno efficace.

Tonale

 

Certo, con questa soluzione è inevitabile dire addio alla trazione posteriore, ma tecnologie ibride e trazione integrale sono ben “accette”. Nelle ultime settimane tuttavia si ipotizza una piattaforma “italo-francese” o quasi tutta francese, ma FCA sembra seppur timidamente smentire. La recente fusione con PSA ha comunque messo in chiaro diverse cose. Una su tutte che Tonale verrà concepito con l’idea ben precisa di massimizzare le vendite ancor prima di “raffreddare” i bollenti spiriti degli appassionati al marchio del Biscione. Personalmente Tonale mette in subbuglio tutte ciò che conosco e ammiro di Alfa Romeo. Esattamente come fece tempo addietro lo Stelvio. In quel caso, guidandolo mi sono ricreduto seppur convinto che mai lo preferirei alla Giulia. Questa volta con Tonale potrebbe andare nello stesso modo. Almeno me lo auguro. Ma c’è dell’altro.

Tonale

Tonale ha il compito difficile di trainare le vendite di un marchio intero. Deve percorrere con ancor più grinta e coraggio la strada precedentemente intrapresa dalla Giulietta della quale sarà il sostituto. Addio Giulietta quindi e benvenuto Tonale, che cambia le carte in tavola ancor prima di vedere la luce. Non ho mai nascosto le mie perplessità nei confronti dei suv, tuttavia devo ammettere che il mercato impone un radicale cambiamento e una vettura come Tonale potrebbe dire la sua rompendo le uova nel paniere di tedesche e orientali. Allo stesso tempo però mi rammarico nel leggere che FCA rimane un po conservatrice lato prestazione ed emozioni. Non c’è però almeno per adesso da preoccuparsi. Alcuni addetti ai lavori avvertono che la meccanica sarà di livello, con sospensioni sia anteriori che posteriori con schema McPherson, e soluzioni che renderanno il suv molto piacevole da guidare.

Tonale

Le sorprese non finiscono qui. Apparentemente è confermata la rinuncia ai gloriosi nomi quali GTA e Quadrifoglio Verde, ma dalle loro “ceneri” nascerà la Tonale Veloce. Equipaggiata con il noto 2.0 quattro cilindri GME (già presente sulle sorelle maggiori) sarà capace di 330cv che le consentirebbero di dar filo da torcere alle spietate concorrenti tedesche. Se a questo pacchetto includiamo uno sterzo preciso e le abilità lato handling dei tecnici Alfa il gioco è fatto. 330cv sono una cifra importante da non sottovalutare. I 280cv del GME

raggiungono quota 330 grazie al sistema Mild Hybrid ovvero l’attuale eTorque di FCA. Sarà una valida alternativa a una possibile nuova Giulietta? Sicuramente no. O forse parzialmente.

Tonale

Una Giulietta su piattaforma Giorgio, trazione posteriore, motori performanti e interni curati avrebbe sbaragliato almeno sulla carta (e nel nostro cuore) le concorrenti. Ma siamo sicuri che qualcuno l’avrebbe acquistata magari preferendola ai classici suv? Mettiamoci per un attimo nei panni di un padre di famiglia medio con due pargoli al seguito che stacca l’assegno per una Giulietta; con quale coraggio torna a casa? Dove mette il passeggino, i seggiolini e quant’altro? Nell’ultimo decennio la moda ha influenzato l’opinione degli automobilisti europei facendo passare il concetto – falso – che il crossover sia più spazioso di una berlina compatta di pari segmento o, addirittura, di una Station Wagon. 

Tonale

Se poi ci mettiamo anche il senso di sicurezza (percepita) maggiore che infondono i SUV allora anche le sirene tentatrici di una hot-hatch sportiva come la Giulietta purtroppo possono combattere ben poco in un mercato più “generalista”.  Ecco perché forse Tonale è la toppa che serve nel buco giusto. Soddisfa la voglia globale di suv e forse mette a tacere chi lamenta l’assenza di una vettura più a buon mercato di Giulia e Stelvio. Ipotesi a parte in questo articolo ho dato sfogo alla fantasia ma anche alla logica. L’attuale situazione economica vede le vendite di Alfa Romeo in caduta libera.

Tonale

La soluzione suv mette d’accordo un pò tutti. Ha il compito difficile e quasi impossibile di risollevare il marchio. Stessa sorte toccata alle sorelle o forse cugine MiTo e Giulietta, nate in un momento complicato con una eredità troppo pesante da portare sulle spalle. Eppure sono riuscite con tutte le difficoltà del caso a tenere la barca a galla. Ora tocca a Tonale, deve tirar fuori bordo l’acqua che ha invaso un marchio semi affondato. Deve issare le vele sperando che per una volta anche il vento soffi dalla parte giusta. Lo stesso vento che da decenni orienta gli italiani con troppa facilità verso lidi lontani. 

Buona fortuna Tonale. Dacci dentro

Ermanno Ceccherini

Quando è tempo di presentazioni sono sempre un po’ perplesso. Presentarsi può essere una banalità, una prassi semplice e quasi automatica se la si fa istintivamente e senza troppi pensieri. Pensate a quando vi presentate con qualcuno e 10 secondi dopo nessuno dei due ricorda il nome dell’altro. Ma se la presentazione ha un significato più profondo e fa parte di una relazione che si spera essere poi duratura, allora le difficoltà salgono. Ed è questo il caso. Ma va fatta, e allora... Mi presento. Il mio nome è Ermanno è la prima cosa da sapere su di me è che ho un’insaziabile fame... di motori. Ricordo nitidamente il momento in cui questa mia passione è sbocciata. Ero lì, avevo poco meno di 3 anni, e le gambe di mio padre erano il collegamento tra me e una sgargiante Fiat Coupè 16v Turbo. Tenevo con forza lo sterzo tra le mani ed ero affascinato da quel mondo tanto vicino quando misterioso. Qualche anno dopo mi ritrovavo in sella alla mia prima motocicletta, una pitbike, di quelle che si mettono in mano ai ragazzini, e io, poco più che poppante mi troviamo nuovamente difronte a un amore incondizionato per qualcosa che non conoscevo. Sono bastati pochi metri per capire che anche il mondo delle due ruote faceva parte di me; altrettanti per rendermi conto che l’asfalto ha una consistenza tale da non lasciare scampo alla pelle. Primo giorno, prima caduta, primi incoraggiamenti da chi oggi mi guarda da lassù a risalire in sella. E così ho fatto. Da allora non ho più assaggiato l’asfalto, ma continuo ad assaporare il vento in faccia e quel senso di libertà che solo le due ruote sanno darmi. Una decina di anni dopo sono arrivati i 18. Li aspettavo con ansia ma solo perché sapevo che con loro sarebbe arrivata la patente. Tra le mani una MiTo con così pochi cavalli da far sembrare la Coupè una supercar, eppure la legge non mi permetteva di guidare altro. Gli anni passano, e oggi, che ne ho 26, di auto e moto ne ho viste e provate parecchie. Ho sviluppato nel tempo uno strano senso critico. E per critico non intendo tanto la capacità di giudicare quanto piuttosto una ingombrante vena polemica che spesso mi spinge a gettare fango sulle auto moderne. Sarà forse perché tra le mani ho sempre qualche intrigante youngtimer? Chissà, questa è un’altra storia. Questa è una parte di me, tanto altro lo leggerete nei vari articoli. Benvenuti su Piedi Pesanti !

5 pensieri riguardo “Tonale: l’ennesimo traghettatore

  • Aprile 16, 2020 in 9:57 pm
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    Mha insomma, sono un 55enne e dunque il cliente tipo di Giulia e Stelvio.
    La prima la guardo da un po’ e prima o poi sara’ mia, il secondo, come tutti i suv, non mi interessa per nulla… la Tonale forse… se rimane cosi’ accattivante e solo con con 250 – 300 cv.
    Condivido comunque l’analisi nell’articolo, ormai vanno tutti dietro ai suv, una Casa non puo’ prescindere da cio’…

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    • Aprile 17, 2020 in 9:36 am
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      Caro Paolo verissimo ciò che scrivi, rientri nella fascia di target ideale per queste auto, anche perché non sono alla portata “economica” dei giovani di oggi (salvo alcune eccezioni). Non ti nego che anche noi abbiamo una preferenza evidente nei confronti della Giulia. Tonale con una motorizzazzione da circa 300cv potrebbe far gola ai molti che non hanno gradito le dimensioni di Stelvio e cercano comunque un suv più “urbano”. Concludo dandoti ragione anche sull’ultimo punto. Una casa gloriosa come Alfa Romeo non può dipendere dai suv, nessuna casa dovrebbe… Grazie per il commento a presto.

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  • Aprile 20, 2020 in 3:27 pm
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    Non si se ridere o piangere.Ho (purtroppo)68 anni e sono almeno 30 che sento parlare di un Alfa che con i suoi prodotti “rompe le uova nel paniere”ad Audi, BMW e compagnia bella.I terribili 3 teutonici vendono oltre 6 milioni di auto premium nel mondo e la nostra beneamata Alfa produrrà splendide auto di nicchia (Stelvio e Tonale)per un totale di 80 .000 pezzi.Sinceramente spero che nessun Tedesco legga articoli del genere ,altrimenti muore dalle risate.

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    • Aprile 20, 2020 in 3:53 pm
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      Ciao Bruno, capiamo il tuo scetticismo a riguardo e le vendite avvalorano la tua tesi. Tuttavia leggendo bene l’articolo puoi notare che Ermanno scrive “potrebbe” quindi una speranza al momento non un dato di fatto. La speranza è l’ultima a morire, e noi da italiani vogliamo continuare a sperare in un prodotto premium e concorrenziale. A presto

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