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Ford Focus RS. L’ennesima vittima della guerra alle emissioni.

Che Ford – almeno in USA – avesse deciso di abbandonare progressivamente la lineup delle “automobili” in favore dei “SUV” è ormai notizia di due anni fa.

Già perché in America “car” e “SUV” non sono sinonimi e nell’aprile del 2018 Ford aveva palesato la sua intenzione di ritirare la lineup delle “berline” fatta eccezione di Mustang e Focus.

Fortunatamente in Europa non siamo ancora arrivati a questa soluzione radicale ma è di questi giorni purtroppo la notizia che il progetto Focus RS non verrà portato avanti.

Nel Dicembre 2019 sembrava che l’ultima compatta sportiva sarebbe dovuta arrivare nel corso del 2020 con il 2.3 da 350 CV con l’aggiunta di un motore elettrico per una “scuderia” complessiva di circa 400cv.

Peccato che giovedì e lunedì scorsi (16-20 aprile nda) rispettivamente sulla pagina francese cardisiac e l’inglese EVO sia arrivata la smentita.

Il sogno della nuova Focus RS non verrà portato a realizzazione a causa (basandoci su quanto riportato da EVO) degli eccessivi costi sull’elettrificazione del 2.3, opera ingegneristica necessaria per passare attraverso le maglie, sempre più strette, delle normative europee – mercato principale per la compatta americana – e non giustificate dai bassissimi volumi di vendita.

La storia di Focus RS quindi sembrerebbe finire qua, aggiungendosi alla lista delle vittime illustri della guerra intrapresa dall’Europa nei confronti dell’inquinamento e dell’automobile tout-court.

Ford però non ci lascia totalmente a secco di auto sfiziose, rimanendo ben salda alla sua storica vocazione sportiva, continuando ad offrire la Focus ST con il 2.0 turbobenzina da 280 CV e cambio manuale, abbinato al suo handling leggendario.

Focus ST, assieme a Fiesta ST e Mustang (per non parlare della leggenda di nome GT) fanno dell’ovale blu un caso più unico che raro nel panorama generalista. Un pedigree di prestigio, l’ovale blu, del quale i possessori devono ritenersi sempre più orgogliosi.

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